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Idil Eser, voce scomoda per Erdogan. La direttrice di Amnesty International in carcere per oltre 100 giorni
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La storia insegna che ogni regime dittatoriale, per sopravvivere deve controllare i media e l’opinione pubblica, arrestando le opposizioni ed eliminando le voci scomode. Idil Eser è indubbiamente tra queste, nata nel 1963 a Istanbul, ha studiato dapprima all’università della sua città natale, trasferendosi poi negli Stati Uniti per studiare alla Columbia University, dove ha …

Un’Europa che difende, protegge e dà forza: secondo incontro de L’Europa dei Diritti
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Venerdì 10 Novembre, alle ore 10.00, presso la Loggia di Fra Giocondo in Piazza dei Signori a Verona, si terrà l’incontro dal titolo L’Europa dei Diritti – un’Europa che difende, dà forza e protegge, secondo evento del progetto “L’Europa dei Diritti” promosso dall’associazione Generazione Zero in collaborazione con il web magazine Diritti d’Europa, organizzato dallo Europe Direct di Verona della Provincia di Verona.

L’Europa dei Diritti – Primo incontro del progetto presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona
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Lo Europe Direct della Provincia di Verona “Filodiretto con l’Europa”, nell’ambito della divulgazione delle politiche comunitarie e di sensibilizzazione della cittadinanza su quanto l’Europa difenda, supporti e dia forza ai propri cittadini, finanzia il progetto L’Europa dei Diritti attraverso due momenti di particolare rilevanza per la tutela alla persona e  dei Diritti Umani. Il progetto …

Il caso delle “pensioni svizzere” e lo scontro sistemico di tutela dei diritti fondamentali tra Corte Costituzionale e Corte Edu

Si arricchisce di un nuovo tassello la vicenda giuridica che è venuta alla ribalta con il nome delle c.d. pensioni svizzere. Infatti, la prima sezione della Corte europea dei diritti dell’Uomo con la sentenza del 1° giugno 2017 si è pronunciata sulla richiesta di equa soddisfazione presentata ai sensi dell’art. 41 CEDU dagli otto ricorrenti della causa Stefanetti e Altri contro Italia, decisa con la sentenza del 15 aprile 2014.

“Europe in translation” e “L’Europa dei Diritti” i due nuovi progetti firmati Diritti D’Europa e Generazione Zero
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Diritti d’Europa e Generazione Zero firmano due nuovi progetti: “Europe in translation” e “L’europa dei Diritti”, il primo, al fianco della Corte europea dei Diritti dell’Uomo prevede la pubblicazione degli Information Note sul sito della Corte di Strasburgo; il secondo progetto è frutto della collaborazione con gli Europe Direct di Verona ed Alessandria, antenne della Commissione europea su territorio nazionale.

Natale in cella per quattro ugandesi: l’Italia condannata nel caso Yaw e altri
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Nel caso Yaw e altri c. Italia, la Corte di Strasburgo è stata chiamata a pronunciarsi sull’ingiusta detenzione subita da quattro cittadini ugandesi presso il CIE di Ponte Galeria, a Roma: essi sono stati detenuti per 26 giorni in virtù di un provvedimento del Giudice di Pace incostituzionale e in contrasto con la giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione. Il Giudice europeo ha inoltre ritenuto ineffettivi i rimedi interni offerti dall’ordinamento italiano a riparazione dell’ingiusta detenzione subita dai ricorrenti.

Ricorso per cassazione inammissibile? La CEDU esclude l’eccessivo formalismo in Trevisanato c. Italia
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Nel caso Trevisanato c. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo è stata chiamata a valutare se la Corte di Cassazione italiana avesse fatto un’applicazione delle norme processuali eccessivamente formale: sotto inchiesta era la condizione di inammissibilità, prevista dall’art. 166bis del c.p.c. (oggi abrogato dalla riforma del 2009) che imponeva ai ricorrenti di chiudere i propri ricorsi con la formulazione un quesito di diritto. La Corte di Strasburgo ha però accertato una non violazione, negando che la condizione di ammissibilità, proporzionata e rivolta ad uno scopo legittimo, avesse violato il diritto di accesso ad un tribunale del ricorrente.

Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani
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Lo scorso 15 luglio diversi esponenti delle forze armate turche hanno tentato di rovesciare il Governo turco con un golpe militare, conclusosi però col loro fallimento. Sono morte almeno 208 persone e 1400 ferite; 24 golpisti linciati dalla folla.
Ma a tale colpo di stato, mal organizzato, ne è seguito un altro, in netto contropiede e di altra fattura: negli ultimi 10 giorni abbiamo assistito alla cruda e totalitaria reazione del presidente turco Erdogan contro le istituzioni pubbliche, le figure chiave della funzione pubblica e la società civile per una recrudescenza autoritaria e antidemocratica dello Stato turco.

Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no?
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Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no? La pubblicazione della lettera di smentita del (padre del) diffamato non basta come rettifica Nel caso Rusu c. Romania un giornalista rumeno ha lamentato la violazione della sua libertà d’espressione in ragione della sua condanna al risarcimento del danno non patrimoniale per non aver pubblicato una (adeguata) rettifica di una notizia …

La dimensione europea del d.d.l. Cirinnà: una storica conquista di civiltà o una vittoria mutilata che ci allontana dall’Europa?

La recente approvazione del d.d.l. Cirinnà al Senato costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento giuridico delle c.d. unioni civili in Italia. Un intervento legislativo atteso da molti anni e che dovrebbe rispondere alle speranze e al desiderio di diritti di molti cittadini, omosessuali e non. Ma questo progetto di legge è davvero una svolta epocale per il nostro ordinamento giuridico – come emerge dalla narrazione politica – o è solo un passaggio obbligato da fattori contingentati? Quanto è evidente una dimensione europea nella fisionomia di questo progetto di legge? Che ruolo ha svolto l’evoluzione giurisprudenza della Corte Edu in questo ambito? Interrogativi cui necessariamente si deve dare una risposta per poter comprendere la vera essenza di questo passaggio politico.

Articolo della settimana

Il caso delle “pensioni svizzere” e lo scontro sistemico di tutela dei diritti fondamentali tra Corte Costituzionale e Corte Edu

Si arricchisce di un nuovo tassello la vicenda giuridica che è venuta alla ribalta con il nome delle c.d. pensioni svizzere. Infatti, la prima sezione della Corte europea dei diritti dell’Uomo con la sentenza del 1° giugno 2017 si è pronunciata sulla richiesta di equa soddisfazione presentata ai sensi dell’art. 41 CEDU dagli otto ricorrenti della causa Stefanetti e Altri contro Italia, decisa con la sentenza del 15 aprile 2014.

“Europe in translation” e “L’Europa dei Diritti” i due nuovi progetti firmati Diritti D’Europa e Generazione Zero
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Diritti d’Europa e Generazione Zero firmano due nuovi progetti: “Europe in translation” e “L’europa dei Diritti”, il primo, al fianco della Corte europea dei Diritti dell’Uomo prevede la pubblicazione degli Information Note sul sito della Corte di Strasburgo; il secondo progetto è frutto della collaborazione con gli Europe Direct di Verona ed Alessandria, antenne della Commissione europea su territorio nazionale.

Diritti d’Europa intervistata a Radio Impegno
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Nella notte del 27 luglio, Diritti d’Europa è stata invitata a partecipare alla trasmissione Radio Impegno. Per noi è intervenuto Marco Occhipinti, che dalle 00.30 fino all’1.00 ha fatto il punto della tragica situazione turca, dove il recente colpo di Stato ha inaugurato una infelice e tremenda repressione governativa contro i diritti umani e la democrazia.

Italia: Giornalisti in carcere per diffamazione? La Corte di Strasburgo è preoccupata
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L’Italia è un paese democratico eppure con una sua norma, quella relativa al reato di diffamazione, agisce come se si fosse in uno stato assoluto. La pena prevista per il reato è infatti il carcere, e ciò stride enormemente con la tutela del diritto alla libertà d’espressione ma è anche estremamente pericoloso per una intera categoria di professionisti: i giornalisti. Da questi presupposti, il Consiglio d’Europa ha fatto partire una indagine approfondita nei confronti del nostro paese.

La cultura del testamento biologico tra esperienze europee e ritardi italiani

Ad un anno di distanza dalla risoluzione 1865/ 25 Gennaio 2012 del Consiglio d’Europa in materia di testamento biologico a tutt’oggi, e a differenza di più evolute realtà normative riscontrabili nel resto d’Europa, l’Italia trascura di ratificare quanto enunciato nella Convenzione dei diritti dell’uomo e sulla biomedicina, la meglio nota Convenzione di Oviedo n. 164, approvata nell’Aprile 1997, nella quale si celebra l’assoluta difesa della libertà di scelta dell’individuo

Francia: il culto aumista non gode della stessa libertà delle altre religioni

L’Associazione Religiosa del Tempio Piramide venne creata al fine di costruire il monastero Mandarom, ma a causa di alcuni disguidi burocratici non riuscirà a realizzare il suo scopo sociale, e pertanto verrà sciolta. Durante il procedimento di liquidazione le autorità fiscali francesi scoprono delle irregolarità nel patrimonio dell’associazione, e richiedono il versamento di 2.544.582 €. In seguito l’associazione porterà avanti delle azioni legali, ritenendo l’accertamento fiscale non legittimo e limitativo della libertà di manifestare la propria religione. Non trovando soluzioni per vie interne, il caso giungerà dinanzi alla Corte di Strasburgo che svelerà un comportamento lesivo della libertà religiosa da parte della Francia

Carceri, Strasburgo condanna l’Italia: “Violati diritti detenuti,trattamento inumano”
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Come possiamo ritenerci un paese civile se non abbiamo delle carceri civili? E’ questa la domanda che dobbiamo porci dopo la condanna inflitta all’Italia dalla Corte di Strasburgo. A causa del sovraffollamento delle nostre strutture penitenziarie, all’interno delle celle, angusti e arrangiati spazi di 9 metri quadrati, vengono rinchiusi infatti fino a 3 detenuti, determinando quindi la mancanza di quei requisiti minimi sanciti dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo.

Polonia : l’accanimento religioso contro una ragazza che sceglie di abortire

Una ragazza polacca, quando era ancora minorenne, subisce una violenza fisica da un coetaneo che le causerà una gravidanza indesiderata. Insieme alla madre decidono di interrompere artificialmente la gravidanza, ma questa scelta non verrà accettata da dottori e preti che, incuranti della sofferenza e della fragilità della ragazza, cercheranno di convincerla a tutti i costi a continuare la gravidanza. Non trovando giustizia per vie interne, adiscono la Corte di Strasburgo, che accoglierà le loro censure.

La Corte EDU ritorna sui suoi passi: l’espropriazione in Lettonia era illegittima
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L’espropriazione è un esempio del potere statuale, forse l’esempio più ricorrente e attuale. In Lettonia lo Stato espropria per costruire un porto, ma riconosce una compensazione minima ai proprietari dei terreni espropriati: valuta i terreni nel valore che avevano quando l’URSS li aveva nazionalizzati, cioè nel 1940! La vicenda giunge in CEDU e vive un’esperienza alterna: la Terza Sezione da ragione al Governo e nega qualunque violazione, la Grand Chamber – giudice di secondo grado – accerta la violazione e riconosce ai ricorrenti il valore reale dei propri terreni, ormai di proprietà statale.

Punta Perotti: L’Italia deve pagare 49 milioni a causa dell’incertezza delle sue leggi

Dopo le tante polemiche e il lungo e tortuoso iter processuale, si è conclusa la “vicenda giudiziaria” riguardante l’ecomostro di Punta Perotti. La Corte Europea ha respinto il ricorso contro la sentenza che condanna lo Stato italiano a versare un ingente indennizzo nei confronti delle società, proprietarie del terreno, che subirono una confisca illegittima.

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