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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/04/2015

Sono due i casi italiani decisi oggi dalla Corte europea. Entrambi hanno avuto la stessa sventurata sorte: sono stati dichiarati irricevibili. Nel caso Smaltini c. Italia è stato portato a Strasburgo il caso ILVA di Taranto: il Giudice europeo ha ratificato l'archiviazione disposta dalle autorità italiane perché le conoscenze scientifiche dell'epoca non consentivano di far emergere il nesso causale tra la leucemia della ricorrente e l'attività inquinante dell'ILVA. Il caso Viviani e altri c. Italia riguarda invece il pericolo rappresentato dal Vesuvio per gli 800.000 abitanti della red zone ed è stato rigettato per mancato esaurimento dei ricorsi interni.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/04/2015

I Paesi condannati oggi dalla Corte europea dei diritti dell'uomo sono Francia, Croazia, Grecia, Russia e Ucraina, mentre Austria e Malta sono usciti indenni dal processo internazionale. La Francia, in particolare, è stata richiamata ancora una volta per i difetti del suo sistema processuale in tema di sequestri: come ben evidenziato dalle società Vinci Construction e GTM Génie Civil et Services, che lo hanno provato sulla loro pelle, una volta sequestrati dall'Autorità investigante documenti coperti da segreto professionale o del tutto estranei alle indagini, non c'è nell'ordinamento francese uno strumento per stralciarli dalle indagini e vederli restituiti. Nel caso Ribić, invece, la Corte di Strasburgo ha condannato la Croazia per non aver assicurato ad un padre divorziato di vedere la figlia: da quando aveva 2 mesi fino alla maggiore età, gli incontri con la figlia sarebbero stati tre in tutto.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 19/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 19/03/2015

La Corte europea ha condannato oggi Francia, Malta ed Ucraina per la violazione dei diritti umani sanciti e protetti dalla Convenzione europea. Nel caso Kulik ha riconosciuto la responsabilità dell'Ucraina per gli episodi di violenza subiti da Vitaliy Kulik , reo di aver rubato alcuni meloni al mercato e opposto resistenza a pubblici ufficiali. Inoltre, la Grande Camera della Corte di Strasburgo ha cancellato il caso S.J. c. Belgio per sopravvenuto accordo fra le parti: la ricorrente, una cittadina nigeriana affetta da HIV e con due figli, ha ricevuto un permesso di soggiorno a tempo indeterminato in Belgio ed un risarcimento di 7.000 €. Così si conclude una vicenda processuale dall'esito tutt'altro che scontato: in primo grado infatti, il Giudice europeo aveva negato che l'espulsione della ricorrente verso la Nigeria potesse violare i suoi diritti.

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Incriminazioni infondate e detenzione ingiusta: la Corte Edu condanna l’Ucraina

Incriminazioni infondate e detenzione ingiusta: la Corte Edu condanna l’Ucraina

La Corte europea condanna Kiev per un caso di ingiusta custodia cautelare riguardante un cittadino ucraino. Il Sig.Koty, infatti, accusato di aver frodato il fisco, affronta un calvario giudiziario che dura ben tre anni. Nell'impossibilità di poter lasciare il paese -a causa del ritiro del passaporto- per raggiungere la sua famiglia che risiedeva ormai da tempo in Germania, subisce anche la violazione del suo diritto al rispetto della vita privata e familiare ex art.8 CEDU.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/03/2015

Oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha esaminato il curriculum di rispetto dei diritti umani di Croazia, Grecia, Russia e Portogallo; ma soltanto la Repubblica della penisola iberica è uscita indenne dal giudizio internazionale. In particolare, detenuti greci e croati hanno lamentato le condizioni inumani e degradanti nelle quali hanno vissuto in carcere per diversi anni; un padre croato residente negli Stati Uniti e separato da anni dal figlio, ha accusato i Giudici croati di non essere intervenuti per tempo in un difficile caso di sottrazione di minori: la moglie, infatti, in Croazia col figlio per le vacanze, non aveva più fatto ritorno negli U.S.A., chiedendo piuttosto il divorzio. Emblematico della difficile situazione dei diritti in Russia è infine il caso di Dmitriy Kopanitsyn, un detenuto russo che affida ad una lettera le proprie denunce contro il penitenziario dove era costretto per due anni: gli agenti penitenziari indirizzano erroneamente tale lettera al Presidente della Repubblica russa e gli riferiscono piuttosto che la lettera, giunta alla Corte europea, era stata rigettata!

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/03/2015

Dei casi decisi oggi si incontrano le storie giudiziarie di due persone che, a diverso titolo, hanno subito una incarcerazione ingiusta: sia nel caso Tsitsiriggos c. Grecia (n. 2) che nel caso Kotiy c. Ucraina i ricorrenti sono imprenditori accusati di reati in materia finanziaria e perciò detenuti in pendenza del processo penale. La Corte europea ha accertato per entrambi la violazione dell'articolo 5 della Convenzione europea, che sovrintende e protegge la libertà delle persone da una detenzione illegale ed ingiusta.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/01/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/01/2015

Tra i casi di oggi si intrecciano storie molto diverse, provenienti da tutta Europa. Vi è il caso di uno scrittore e storico portoghese deluso dalle scelte editoriali del Comune di Montemor-o-Velhodi: dopo una prima pubblicazione col Comune, poi non era stato più contattato. Decise quindi di criticare la scelta comunale sulle colonne di un giornale, ottenendo una condanna per diffamazione che oggi il Giudice di Strasburgo ha dichiaratoi n violazione del suo diritto alla libertà d'espressione. Ma ha raggiunto Strasburgo anche la richiesta di aiuto di un ventiduenne macedone che, una notte in giro per Skopye, fu fermato da una pattuglia di polizia in maniera peculiare: gli spararono contro con armi automatiche e, una volta sceso, lo picchiarono con pugni, calci e manganellate. Il giudici macedoni credettero alla versione degli agenti, per cui ci sarebbe stato un solo sparo e accidentale, mentre la Corte europea ha creduto al giovane, condannando la Macedonia per aver attentato alla vita del ragazzo e non aver svolto indagini adeguate.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 17/04/2014

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 17/04/2014

Oggi la Corte europea dei Diritti dell'Uomo ha deciso 12 casi. Un primo caso coinvolge la Germania: la Corte decreta la violazione della libertà di espressione nei confronti di un cittadino tedesco che aveva diffuso, durante la campagna elettorale nella sua città, un volantino a detta del candidato sindaco offensivo, condannato sì dal Giudice tedesco, ma garantito nel suo diritto dal giudice di Strasburgo. Notiamo come la Russia, dopo le due pronunce odierne, non potrà più concedere l'estradizione perché gli estradati subirebbero trattamenti inumani e degradanti, rispettivamente in Uzbekistan ed in Kirghizistan. La Corte non accorda invece la violazione del diritto alla vita, del divieto di trattamenti inumani e degradanti, e del rispetto della vita privata e familiare, ad un cittadino che vive in Belgio che , stando alla pronuncia della Corte Edu, ritornerà nel suo paese d'origine, la Georgia, senza subire violazione alcuna.

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