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Tag Archives: Quinta Sezione

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Russia: alla ricerca della legalità perduta…

Kuzmin viene arrestato l'8 settembre 2003 con l'accusa di aggressione aggravata e causa di morte per negligenza al fine di estorcere un confessione... accusa decisamente grave per un poliziotto. Dall'8 settembre in poi si susseguiranno numerose sentenze, che lo terranno in carcere per più di 11 mesi. Un pò troppo per essere una carcerazione preventiva. Vi sembra una soluzione coerente quella di usare mezzi illegittimi per arrivare alla verità della legge?

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Ucraina, la singolare vicenda di un arrestato per caso

Continua imperterrita la nostra narrazione sui casi di violazione dell’ormai famoso art 6 (Diritto ad un equo processo) che sta dilagando come un “morbo” incurabile tra i 47 Stati firmatari della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Il ricorrente è un cittadino ucraino , signor Dmytro Sergiyovych Slyusar, il quale venne arrestato dalla polizia di Kiev perché sospettato di aver commesso un omicidio e dopo tre giorni rilasciato: egli denuncia una detenzione illegittima.

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Ucraina: quale libertà per chi è prigioniero della propria mente?

Che tutela ha un soggetto affetto da devianze o disturbi mentali nel caso di ripetuti ricoveri? È sempre facile distinguere il labile confine che passa tra la necessità di un trattamento obbligatorio e la privazione della libertà personale? Sono domande che ci si pone analizzando il caso della sig.ra M, affetta da un disturbo mentale che la portava ad assumere comportamenti aggressivi.

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Quale genere di pena per chi soffre di disturbi borderline? La Germania sbaglia risposta

B è un soggetto problematico: il suo profilo psicologico è difficile da delineare persino per i medici. Nel 1999 commette uno stupro di una giovane autostoppista, che obbliga e immobilizza minacciandola con una pistola. Nel 2000 arriva la condanna in carcere. Ma dopo la conclusione della pena, farlo uscire dal carcere costa caro ai giudici: a parere degli psichiatri c'è un rischio di nuovi reati pari al 95%...

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Macedonia: barista vittima di un agente ubriaco in servizio

Erano le circa le 3,30 di notte quando nel bar di Georgiev entra l'agente R. D. Portava la divisa, perchè aveva abbandonato volontariamente il posto di lavoro, senza aver riferito a nessuno del suo spostamento. Ubriaco spara a poco più di un metro con la pistola ufficiale al barista. Oggi la Corte EDU attesta la violazione del diritto alla vita e chiama a rispondere non solo l'agente ma anche la Macedonia.

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Per la Russia: Katỳn, un massacro senza colpevoli né vittime

In eventi così tragici gli uomini si rifanno al diritto per colmare un vuoto, una mancanza, che rimarrà tale per sempre. La Corte dei Diritti Umani ripercorre i momenti tragici di quella tragedia, rievocandone i fantasmi di Katỳn . La condanna è per la Russia: non solo quella che uccise, ma anche quella che tacque.

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Le violazioni della Francia non fanno un soldo di danno:dimenticanza nel ricorso?

Il Sig. Lesquen du Plessis Casso, da sempre impegnato con fervore e dedizione alla vita politica, non si fa passare sotto il naso irregolarità e manovre poco chiare, e utilizza il mezzo più diretto: la denuncia. Il destinatario delle sue denunce, tale BD, lo denuncia per vilipendio e lo fa condannare. In Corte EDU il Sig. Casso vince ma non chiede risarcimento: amore della politica o dimenticanza?

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Bulgaria: 29 ore di detenzione per non essere presente alle udienze

Lolova-Karadzhova è una cittadina bulgara che da un’accusa di diffamazione si è trovata incarcerata per una durata di circa 29 ore. State tranquilli miei cari concittadini, qui in Italia non c’è questo pericolo, sennò sai che strage! L’accusa era dovuta alla pubblicazione di una nota dove Lolova svelava l’approfittamento di un agente immobiliare, che usava acquistare a basso prezzo per poi rivendere a molto di più. ( tornando al discorso di prima… la strage sarebbe diventata una catastrofe!)

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Russia: crac della banca Yurac, correntista si ribella

Vladimir Kotov, russo, residente a Krasnodar, si presenta allo sportello della banca Yurak e vi deposita una somma di denaro, allettato dalle condizioni offerte dalla banca che promette ai suoi correntisti interessi del 200%. Sei mesi dopo, la banca informa Kotov di aver modificato a ribasso il tasso di interesse del suo deposito; infuriato, Kotov chiede di chiudere il conto e pretende indietro la somma con gli interessi maturati, ma si sente rispondere che, al momento, la banca non ha fondi i sufficienti a liquidarlo. Kotov riceve solo 140 rubli, su 17.983

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