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Russia condannata:una custodia cautelare diventa tortura.

In Russia il sign.Vasiliy Vasilyev , prima di essere condannato per violenza sessuale di gruppo, viene detenuto per un anno e mezzo in carcere, ma la custodia cautelare risulta essere un inferno: sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, illuminazione e cibo scarsi, mancanza di privacy rendono le condizioni quotidiane di vita altamente inumani e degradanti. Si rivolge alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, lamentando la violazione dei propri diritti rispetto al divieto di tortura e inoltre denunciando l’illegittimità e la carenza di motivazioni della detenzione a cui è stato sottoposto.

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Detenuti o pazienti? Così la salute viene sottovalutata in Russia

Detenuti o pazienti? Così la salute viene sottovalutata in Russia

Georgiy Grigoryevich Gurenko è un cittadino russo che è stato detenuto per aver ucciso sua moglie, ed essendo affetto da problemi cardiaci, è stato più volte trasferito in ospedale. Ma dopo più ricoveri le sue condizioni si aggravano a causa delle cure inadeguate, finché non viene trasferito in un ospedale più efficente. Il cittadino russo, avendo sofferto di un trattamento sanitario inadeguato, decide di rivendicare i suoi diritti presso la corte di Strasburgo che accoglierà la sua istanza di giustizia.

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Se non sei “normale” non sei nessuno. Condanna per la Russia.

Il Signor Lashin, a seguito della diagnosi di schizofrenia, vede interrompersi la sua attività professionale come autista di autobus. Gli infruttuosi esiti e cause instaurate contro i funzionari pubblici competenti lo conducono alla disperazione e da qui ad una forma di follia. Senza mai essere sentito da alcun giudice nazionale e senza alcuna attualizzazione delle perizie mediche il ricorrente resterà per anni rinchiuso presso l’Omsk Regional Psychiatric. Hospital.

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Ucraina: una madre lotta per scoprire la verità sulla morte del figlio

Ucraina: una madre lotta per scoprire la verità sulla morte del figlio

Tetyana Mosendz, una cittadina ucraina, perde suo figlio durante il servizio militare. Dopo le prime indagine tutti sono unanimi nel ritenere che la causa della morte sia stata un suicidio. Ma la madre non è della medesima opinione. Infatti il suo cammino verso la verità la porterà ad intraprendere tutte le vie giudiziarie possibili, ma solo i giudici di Strasburgo soddisfaranno il suo bisogno di giustizia, condannando l'Ucraina per quello che era un omicidio.

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Un licenziamento, quattro ricorsi e nessuna risposta. Condanna per la Croazia.

Franko Perusko vive in Croazia ed è custode presso il Ministero degli Interni,ma viene improvvisamente licenziato. Instaurati quattro differenti procedimenti giudiziari nazionali, per mero errore del Tribunale amministrativo, vede il suo processo interrotto per circa quattro anni. La Corte dichiara la violazione dell’art. 6 della Cedu, sul presupposto che il diritto di accesso alla Giustizia porta con sé quello ad ottenere una pronuncia di accoglimento o di rigetto delle proprie istanze.

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Cecenia, scontro a fuoco coi militari russi: negozio in fiamme. Condannato il Cremlino

Nel pieno della così denominata seconda guerra cecena, il 27 luglio 2001 durante il passaggio di un carro armato russo ad Argun, si apre un conflitto a fuoco tra i militari ed un gruppo armato illegale non identificato e di lì a poco a causa della combustione di un serbatoio di carburante, divampa un violento incendio che non risparmia il laboratorio fotografico dei due ricorrenti, Il sig. Miltayev e la nipote Meltayeva.

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Quando l’adozione è all’insaputa della madre. Condannata la Croazia

Quando l’adozione è all’insaputa della madre. Condannata la Croazia

Quella di A.K. è la storia di una madre che dopo aver perso tutti i diritti su suo figlio L. decide di ricorrere a Strasburgo perché, ancor prima del tentativo di ripristinare i suoi diritti, suo figlio viene dato in adozione a sua insaputa e senza che lei riesca a comprendere a pieno in che modo si è giunti fino a quel punto.

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Azerbaijan. Lo stato ti “regala” una porzione di terreno togliendola al tuo vicino!

In Azerbaijan la proprietaria di un terreno subisce un provvedimento dello stato che ridefinendo i confini riduce sensibilmente e senza alcun motivo l'estensione del suo fondo, a vantaggio del terreno confinante. Dopo aver iniziato un'azione legale nei confronti dello Stato, il tribunale con una sentenza le da ragione e annulla l'atto con cui si predisponevano i nuovi confini tra i fondi. Ci sono voluti undici anni per dare esecuzione a questa sentenza, nel frattempo il diritto di proprietà del ricorrente è stato costantemente limitato e non tutelato

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Azerbaijan: I manifestanti violenti non hanno diritto ad un processo equo?

Azerbaijan: I manifestanti violenti non hanno diritto ad un processo equo?

In Azerbajian durante una manifestazione di protesta per il risultato delle presidenziali del 2003, alcuni sostenitori del candidato del principale partito d'opposizione si rendono colpevoli di atti di vandalismo e violenza. Dopo essere stati arrestati, 6 militanti vengono condannati in forza di un processo, senza la loro comparizione in aula. Nel tentativo di cercare giustizia adiscono la Corte di Strasburgo che accoglierà la loro istanza

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Danimarca: lunghezza del procedimento “giustificata” dalle circostanze

Basta una confessione dopo l'arresto a giustificare le continue proroghe del regime di custodia cautelare? È la storia di J.M., un ragazzo di 15 anni: il suo caso arriva a Strasburgo e ciò che emerge è la delicatezza dell'esame del suo stato di salute mentale che sembra giustificare anche un procedimento ritenuto di eccessiva durata.

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