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Tag Archives: Isabelle Berro-Lefèvre

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Se non sei “normale” non sei nessuno. Condanna per la Russia.

Il Signor Lashin, a seguito della diagnosi di schizofrenia, vede interrompersi la sua attività professionale come autista di autobus. Gli infruttuosi esiti e cause instaurate contro i funzionari pubblici competenti lo conducono alla disperazione e da qui ad una forma di follia. Senza mai essere sentito da alcun giudice nazionale e senza alcuna attualizzazione delle perizie mediche il ricorrente resterà per anni rinchiuso presso l’Omsk Regional Psychiatric. Hospital.

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Un licenziamento, quattro ricorsi e nessuna risposta. Condanna per la Croazia.

Franko Perusko vive in Croazia ed è custode presso il Ministero degli Interni,ma viene improvvisamente licenziato. Instaurati quattro differenti procedimenti giudiziari nazionali, per mero errore del Tribunale amministrativo, vede il suo processo interrotto per circa quattro anni. La Corte dichiara la violazione dell’art. 6 della Cedu, sul presupposto che il diritto di accesso alla Giustizia porta con sé quello ad ottenere una pronuncia di accoglimento o di rigetto delle proprie istanze.

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Cecenia, scontro a fuoco coi militari russi: negozio in fiamme. Condannato il Cremlino

Nel pieno della così denominata seconda guerra cecena, il 27 luglio 2001 durante il passaggio di un carro armato russo ad Argun, si apre un conflitto a fuoco tra i militari ed un gruppo armato illegale non identificato e di lì a poco a causa della combustione di un serbatoio di carburante, divampa un violento incendio che non risparmia il laboratorio fotografico dei due ricorrenti, Il sig. Miltayev e la nipote Meltayeva.

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Quando l’adozione è all’insaputa della madre. Condannata la Croazia

Quando l’adozione è all’insaputa della madre. Condannata la Croazia

Quella di A.K. è la storia di una madre che dopo aver perso tutti i diritti su suo figlio L. decide di ricorrere a Strasburgo perché, ancor prima del tentativo di ripristinare i suoi diritti, suo figlio viene dato in adozione a sua insaputa e senza che lei riesca a comprendere a pieno in che modo si è giunti fino a quel punto.

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Azerbaijan: I manifestanti violenti non hanno diritto ad un processo equo?

Azerbaijan: I manifestanti violenti non hanno diritto ad un processo equo?

In Azerbajian durante una manifestazione di protesta per il risultato delle presidenziali del 2003, alcuni sostenitori del candidato del principale partito d'opposizione si rendono colpevoli di atti di vandalismo e violenza. Dopo essere stati arrestati, 6 militanti vengono condannati in forza di un processo, senza la loro comparizione in aula. Nel tentativo di cercare giustizia adiscono la Corte di Strasburgo che accoglierà la loro istanza

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Croazia: L’aggressione di un bambinio in un parco non trova riscontro giuridico

Croazia: L’aggressione di un bambinio in un parco non trova riscontro giuridico

Cosa porta un uomo adulto, un padre, ad aggredire un tredicenne in un parco giochi? Non credo esista mai un motivo valido per farlo, ma se ce ne fosse uno, di certo non sarebbe per recuperare un pallone. La vicenda, svoltasi in Croazia, giunge davanti ai giudici di Strasburgo, che riconoscono insieme alle colpe dell'adulto violento anche quelle dello Stato croato, incapace di fare giustizia.

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Russia: Quattordici anni d’indagini per accertare una violenza subita

Russia: Quattordici anni d’indagini per accertare una violenza subita

Due cittadini russi sono stati aggrediti durante una visita ad un parente. Nel tentativo di ottenere giustizia s'inoltrano in un iter giudiziario senza fine dinanzi ad un giudice interno. Questo procedimento subirà alterne vicissitudini in base agli organi che esamineranno di volta in volta il caso. Tra annullamenti, riaperture e tanta incertezza giuridica la strada giudiziaria vincente sarà quella che gli porterà ad adire la Corte Europea dei diritti dell'uomo, che confermerà la censura sollevata.

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Italia: la legge Pinto non basta per superare il problema della lentezza della giustizia

Italia: la legge Pinto non basta per superare il problema della lentezza della giustizia

Ben diciotto casi hanno subito un irragionevole prolungamento dei tempi dei loro processi. Il tentativo di chiedere l'attuazione della legge Pinto mediante le vie giudiziarie incrementa il ritardo anche di quest'ultimi giudizi . Non riuscendo a trovare giustizia in Italia, intraprendono le vie internazionali adendo la Corte di Strasburgo, che gli restituirà speranza nella giustizia violata.

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Ancora lentezza nei processi in Turchia

Ümit Akseki, turco, rimane coinvolto in un grave incidente stradale: perde la moglie e riporta gravi lesioni. Ricorre davanti ad un giudice chiedendo alla controparte che ha causato l’incidente un risarcimento per danni materiale e morale subiti.Ma il giudice dispone due diverse perizie, poi una terza. Tra le lungaggini, si arriva a sentenza definitiva quasi sette anni dopo l’incidente. Ümit Akseki presenta ricorso alla CEDU per violazione da parte del governo turco degli articoli 6§1 e 13 della Convenzione Europea.

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Turchia. Sospettato di reato,rimane in carcere preventivamente per otto anni!

Viene considerato assieme ad altre sette persone come il possibile autore di reati nei confronti dello stato turco, il suo ruolo di sospettato rimane tale per otto anni, il tempo necessario a concludere il procedimento giudiziario. Nel frattempo viene detenuto in un carcere turco e ogni sua richiesta di scarcerazione viene puntualmente respinta. Condannato prima di essere giudicato.

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