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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 25/06/2015

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 25/06/2015

Oggi la Corte europea ha ammonito Atene per le condizioni inumane e degradanti subite durante la detenzione: il ricorrente venne fermato nel 2011 nel porto di Igoumenitsa alla guida di un camion che trasportava 46 uomini entrati irregolarmente in Grecia. Ancora l'ennesima sparizione forzata in Cecenia ai danni del giovane Muslim Saydulkhanov, fa scattare la violazione dell'art.2 CEDU (diritto alla vita) circa le indagini inadeguate condotte dalle autorità russe; a proporre ricorso la madre Saydulkhanova.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 04/06/2015

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 04/06/2015

Oggi la Corte EDU si è pronunciata su sei casi, accertando diverse violazioni della convenzione da parte di alcuni stati firmatari, tra i quali: condanna la Grecia per aver fatto pagare ad un ex militare una multa di oltre 50 mila euro per essersi congedato dal servizio prima del tempo e anche l'Ucraina per aver detenuto in regime di custodia cautelare un cittadino oltre i limiti consentiti e non aver garantito un giusto processo.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/05/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/05/2015

Giovedì 21 maggio la Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata su ben quattordici casi: tra i paesi che hanno violato la Convenzione edu troviamo la Francia responsabile ex art.6 (giusto processo) ai danni del ricorrente Haddad, mentre nella vicenda del signor Yengo ex art.13 (diritto ad un ricorso effettivo); tra gli altri stai coinvolti compaiono Russia, Slovenia, Grecia, Romania, Ucraina e l'Ex Repubblica Jugoslava di Mcedonia.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/04/2015

Sono due i casi italiani decisi oggi dalla Corte europea. Entrambi hanno avuto la stessa sventurata sorte: sono stati dichiarati irricevibili. Nel caso Smaltini c. Italia è stato portato a Strasburgo il caso ILVA di Taranto: il Giudice europeo ha ratificato l'archiviazione disposta dalle autorità italiane perché le conoscenze scientifiche dell'epoca non consentivano di far emergere il nesso causale tra la leucemia della ricorrente e l'attività inquinante dell'ILVA. Il caso Viviani e altri c. Italia riguarda invece il pericolo rappresentato dal Vesuvio per gli 800.000 abitanti della red zone ed è stato rigettato per mancato esaurimento dei ricorsi interni.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/04/2015

La Corte europea dei diritti dell'uomo condanna la Francia perchè non ha garantito il giusto processo, così come tutelato all'art.6 della convenzione, rispetto alla mancata esecuzione di una sentenza del tribunale amministrativo: la ricorrente Tchokontio Happi originaria del Camerun pur avendo diritto all'assegnazione un tetto -per sè e la sua famiglia- da parte dello Stato attendono ancora oggi dal 2010.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/04/2015

I Paesi condannati oggi dalla Corte europea dei diritti dell'uomo sono Francia, Croazia, Grecia, Russia e Ucraina, mentre Austria e Malta sono usciti indenni dal processo internazionale. La Francia, in particolare, è stata richiamata ancora una volta per i difetti del suo sistema processuale in tema di sequestri: come ben evidenziato dalle società Vinci Construction e GTM Génie Civil et Services, che lo hanno provato sulla loro pelle, una volta sequestrati dall'Autorità investigante documenti coperti da segreto professionale o del tutto estranei alle indagini, non c'è nell'ordinamento francese uno strumento per stralciarli dalle indagini e vederli restituiti. Nel caso Ribić, invece, la Corte di Strasburgo ha condannato la Croazia per non aver assicurato ad un padre divorziato di vedere la figlia: da quando aveva 2 mesi fino alla maggiore età, gli incontri con la figlia sarebbero stati tre in tutto.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/03/2015

Oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha esaminato il curriculum di rispetto dei diritti umani di Croazia, Grecia, Russia e Portogallo; ma soltanto la Repubblica della penisola iberica è uscita indenne dal giudizio internazionale. In particolare, detenuti greci e croati hanno lamentato le condizioni inumani e degradanti nelle quali hanno vissuto in carcere per diversi anni; un padre croato residente negli Stati Uniti e separato da anni dal figlio, ha accusato i Giudici croati di non essere intervenuti per tempo in un difficile caso di sottrazione di minori: la moglie, infatti, in Croazia col figlio per le vacanze, non aveva più fatto ritorno negli U.S.A., chiedendo piuttosto il divorzio. Emblematico della difficile situazione dei diritti in Russia è infine il caso di Dmitriy Kopanitsyn, un detenuto russo che affida ad una lettera le proprie denunce contro il penitenziario dove era costretto per due anni: gli agenti penitenziari indirizzano erroneamente tale lettera al Presidente della Repubblica russa e gli riferiscono piuttosto che la lettera, giunta alla Corte europea, era stata rigettata!

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/03/2015

Dei casi decisi oggi si incontrano le storie giudiziarie di due persone che, a diverso titolo, hanno subito una incarcerazione ingiusta: sia nel caso Tsitsiriggos c. Grecia (n. 2) che nel caso Kotiy c. Ucraina i ricorrenti sono imprenditori accusati di reati in materia finanziaria e perciò detenuti in pendenza del processo penale. La Corte europea ha accertato per entrambi la violazione dell'articolo 5 della Convenzione europea, che sovrintende e protegge la libertà delle persone da una detenzione illegale ed ingiusta.

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