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Nel caso De Tommaso c. Italia, la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo accerta la violazione della libertà di circolazione per l’applicazione delle misure della sorveglianza speciale e dell’assegnazione a residenza

Strasburgo 16 marzo 2017 – Con sentenza del 23 febbraio 2017 nel caso De Tommaso c. Italia (ricorso n. 43395/09) (qui la versione francese e inglese), la Grande Camera della C.E.D.U. ha accertato all’unanimità la violazione dell’art. 2 del protocollo 4 alla Convenzione (libertà di circolazione) per violazione del principio di legalità, avendo riscontrato la … Continua a leggere

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/06/2016

La Corte EDU condanna oggi Ungheria, Italia e Ucraina per violazioni internazionali. L'Italia esce indenne da due giudizi su tre. Nei casi Ben Moumen e Brambilla la Corte di Strasburgo ha ratificato le condotte delle autorità italiane: Ben Moumen ha ricevuto un equo processo, nonostante sia stato condannato sulla base delle dichiarazioni rese da un teste non ascoltato nel processo, mentre il direttore Brambilla ed i due giornalisti della sua testata lecchese sono stati condannati senza violazione alcuna dei loro diritti fondamentali, per aver intercettato le conversazioni segrete dei Carabinieri del Comando locale. Invece, nel caso Strumia l'Italia dovrà risarcire 15.000 ad un padre fiorentino separato dalla figlia per oltre 7 anni, senza che le autorità riuscissero ad eseguire l'ordine giudiziario di contatto padre-figlia. Infine, oggi si è pronunciata la Grande Camera del Giudice europea a favore di un suo vecchio giudice, Andras Baka, a Strasburgo dal 1991 al 2008. La Corte ha ritenuto contraria alle regole dell'equo processo e della libertà d'espressione la destituzione anticipata del giudice Baka, molto critico alle riforme del nuovo governo, dalla presidenza della Corte Suprema e del CSM ungheresi, nonché l'impossibilità per lui di ricandidarsi a tali cariche. Egli infatti per la nuova legge non aveva maturato i 5 anni di magistratura richiesti per candidarsi a tali cariche; inspiegabilmente, non erano computabili nel calcolo gli anni che aveva trascorso come giudice europeo.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/05/2016

Quest'oggi la Grande Camera della Corte di Strasburgo ha disatteso le argomentazioni del sig. Avotins, un cittadino lettone condannato a pagare 100.000 ad una società cipriota sulla base dell'esecuzione di una sentenza straniera. La controversia è nata allorché il sig. Avotins ha scoperto che a Cipro si era svolto un giudizio in sua contumacia ed era stata emessa una condanna a suo carico, di cui la società cipriota chiedeva il riconoscimento e l'esecuzione in Lettonia. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto che il sistema dell'Unione Europea ha fornito al ricorrente una protezione equivalente a quella che gli avrebbe fornito il sistema convenzionale (in applicazione della giurisprudenza Bosphorus) e che le difficoltà' da lui incontrate erano da imputarsi soltanto alla sua inerzia e negligenza. In particolare, egli avrebbe dovuto, all'atto di opporsi al riconoscimento ed all'esecuzione in Lettonia della sentenza cipriota, impugnare tale sentenza davanti ai giudici ciprioti stessi.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/05/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/05/2016

Quest'oggi la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto all'unanimità i ricorsi di sette parlamentari ungheresi, i quali erano stati sanzionati per gli atti di protesta politica svolti in Parlamento. Il Giudice europeo ha accertato la violazione dell'articolo 10 della Convenzione perché' le sanzioni pecuniarie irrogate ai parlamentari ricorrenti non erano previste da alcuna fonte normativa ed il procedimento disciplinare messo in atto non rispettava le minime garanzie del contraddittorio, non consentendogli neanche di difendersi dalle accuse. Adesso l'Ungheria dovrà restituire ai parlamentari le cifre che i ricorrenti avevano pagato per quelle sanzioni.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/03/2016

Quest'oggi la Grande Camara, formazione più autorevole della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha emesso due verdetti di condanna a carico di Russia e Svezia. Nel caso Blokhin c. Russia, la Corte europea ha accertato l'illegittimità della detenzione di un dodicenne russo disabile e con disturbi mentali, recluso per trenta giorni e senza cure mediche adeguate per l'estorsione ai danni di un vicino di nove anni e, tra l'altro, sulla base di una confessione da lui resa in un interrogatorio senza avvocato. Nel caso F.G. c. Svezia, il Giudice europeo ha ribaltato la sua precedente sentenza ed ha ritenuto che il ricorrente, cittadino iraniano convertitosi in Europa al Cristianesimo, rischierebbe la morte o comunque maltrattamenti se fosse espulso alla volta dell'Iran, espulsione che sarebbe stata eseguita dalla Svezia se non fosse intervenuta cautelarmente la stessa Corte europea nel 2011.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/04/2015

Oggi la Grande Camera della Corte europea ammonisce la Francia per un'interferenza rispetto alla libertà di espressione che non può esser tollerata in una società democratica, in aggiunta riscontra la violazione dell'art.6 CEDU rispetto al diritto di esser giudicati da un giudice imparziale. Assolve invece Berlino per il procedimento di espulsione avviato nei confronti di una cittadina pakistana affetta da problemi psichiatrici, ritenuta, dai giudici tedeschi socialmente pericolosa; nel 2004 aveva ucciso il suo vicino di casa.

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Con il caso De Tommaso c. Italia la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo esaminerà le misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

Strasburgo, 23 gennaio 2015 – Il 25 novembre 2014, la Seconda Sezione della C.E.D.U. ha deciso di rimettere il caso De Tommaso c. Italia davanti alla Grande Camera. La pubblica udienza è stata fissata per il 20 maggio 2015 e in quell’occasione i Giudici di Strasburgo esamineranno le misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza … Continua a leggere

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Immigrazione, l’integrità familiare non si tocca: la Grande Camera condanna l’Olanda

Immigrazione, l’integrità familiare non si tocca: la Grande Camera condanna l’Olanda

La Grande Camera della Corte europea dei diritti umani ha risposto alla richiesta d'aiuto di una donna, sig.ra Jeunesse, che per lungo tempo ha vissuto con la paura di esser separata dalla propria famiglia a causa delle dure leggi sull'immigrazione. Il caso riguarda il rifiuto delle autorità Olandesi di concedere ad una donna, nata in Olanda prima dell'indipendenza del Suriname, sposata con un cittadino Olandese con il quale ha avuto tre figli, il permesso di risiedere nel paese con la propria famiglia.

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La Grande Camera mette la parola “fine” alla vicenda O’Keeffe: l’Irlanda è responsabile delle violenze

La Grande Camera mette la parola “fine” alla vicenda O’Keeffe: l’Irlanda è responsabile delle violenze

Con la pronuncia del 28 Gennaio in Grande Camera, il caso della sig.ra O'Keeffe giunge ad una definitiva e positiva conclusione. Infatti la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha riscontrato definitivamente la responsabilità dell'Irlanda per gli abusi sessuali compiuti negli anni settanta dal preside di una scuola cattolica, accertando la violazione dell'art 3 Cedu e dell'dell' art 13 in combinato disposto con l'aspetto sostanziale dell'articolo 3 della Convenzione.

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Nel caso Tarkhel c. Svizzera la Corte europea dei diritti dell’uomo si pronuncia in Grande Camera: il rigetto della domanda d’asilo e il rischio d’espulsione verso l’italia potrebbero essere in violazione dell’articolo 3, 8 e 13 della convenzione

Strasburgo, 12 febbraio 2014 – La Corte europea dei diritti dell’uomo ha tenuto oggi un’udienza di Grande Camera sul caso Tarakhel c. Svizzera. I ricorrenti sono una coppia di richiedenti asilo di origine afgana e i loro cinque figli. Dopo aver lasciato l’Iran, dove avevano vissuto per quindici anni, giunsero in Italia partendo dalle coste … Continua a leggere

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