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Tag Archives: Art 5 CEDU

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Russia condannata:una custodia cautelare diventa tortura.

In Russia il sign.Vasiliy Vasilyev , prima di essere condannato per violenza sessuale di gruppo, viene detenuto per un anno e mezzo in carcere, ma la custodia cautelare risulta essere un inferno: sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, illuminazione e cibo scarsi, mancanza di privacy rendono le condizioni quotidiane di vita altamente inumani e degradanti. Si rivolge alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, lamentando la violazione dei propri diritti rispetto al divieto di tortura e inoltre denunciando l’illegittimità e la carenza di motivazioni della detenzione a cui è stato sottoposto.

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Se non sei “normale” non sei nessuno. Condanna per la Russia.

Il Signor Lashin, a seguito della diagnosi di schizofrenia, vede interrompersi la sua attività professionale come autista di autobus. Gli infruttuosi esiti e cause instaurate contro i funzionari pubblici competenti lo conducono alla disperazione e da qui ad una forma di follia. Senza mai essere sentito da alcun giudice nazionale e senza alcuna attualizzazione delle perizie mediche il ricorrente resterà per anni rinchiuso presso l’Omsk Regional Psychiatric. Hospital.

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Lituania: anche poche ore di detenzione illegittima violano la Convenzione Europea!

Anche poche ore di detenzione illegittima possono causare grandi sofferenze per una persona. Lo sa bene Maryte Venskutė, cittadina lituana, che si vede prelevata dal proprio posto di lavoro e posta sotto arresto arbitrariamente da parte di agenti della Guardia Nazionale di Frontiera per una presunta accusa di frode. Il giorno dopo viene rilasciata dalla detenzione per insufficienza di prove, ma la privazione della libertà subita la vedrà protagonista di una vicenda giudiziaria, giunta fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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Danimarca: lunghezza del procedimento “giustificata” dalle circostanze

Basta una confessione dopo l'arresto a giustificare le continue proroghe del regime di custodia cautelare? È la storia di J.M., un ragazzo di 15 anni: il suo caso arriva a Strasburgo e ciò che emerge è la delicatezza dell'esame del suo stato di salute mentale che sembra giustificare anche un procedimento ritenuto di eccessiva durata.

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Romania: il sovraffollamento carcerario è solo uno dei problemi!

Marius Sebastian Leontiuc, cittadino rumeno, viene arrestato per truffa, falso e altri reati commessi come amministratore di una società immobiliare. La vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto si rivelerà doppiamente iniqua: non solo il suo regime di custodia cautelare viene scontato in un carcere sovraffollato, ma il ricorrente si trova anche a dover fare i conti con un'estensione dei tempi della detenzione scarsamente motivata.

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Russia: Se hai dei precedenti penali, togli lavoro ai giudici: hanno già deciso!

Una detenzione cautelare che viene costantemente prorogata dai giudici, senza motivazioni a riguardo, si dimostra come una condanna preventiva. E' la storia di Aleksandrovich Pyatkov, un cittadino che russo che, considerato come soggetto pericoloso, si vede rifiutare ogni richiesta di spiegazione o scarcerazione da parte dei giudici nazionali. Per questo motivo si rivolge alla Corte di Strasburgo.

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Repubblica Ceca: il Ministro dell’interno disattende la sentenza del Tribunale

Repubblica Ceca: il Ministro dell’interno disattende la sentenza del Tribunale

Artur Buishvili è un cittadino georgiano che emigra nella Repubblica Ceca per richiedere asilo. Ma all'aeroporto di Praga viene tenuto "prigioniero" nel centro di accoglienza, in forza di un decreto del ministro dell'interno che si opponeva all'ingresso del cittadino georgiano nel territorio ceco. Il richiedente non si arrende e adisce l'autorità giudiziaria competente che annulla il diniego. Ma non basta per far cambiare idea al ministero dell'interno.

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Ucraina: nella ricerca della verità la giustizia calpesta i diritti

In Ucraina al sig Titarenko, colpevole di aver rapinato una signora e di aver ucciso e tentato di uccidere degli Agenti di Polizia con Kalashnikov e bombe, è applicata una misura cautelare, eccessivamente prolungata; subisce violenze da parte dei poliziotti penitenziari, limitazioni nelle visite del suo legale e dei suoi familiari. Nella ricerca della verità la giustizia ha calpestato dei diritti.

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