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Tag Archives: Art 2 CEDU

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Ucraina: una madre lotta per scoprire la verità sulla morte del figlio

Ucraina: una madre lotta per scoprire la verità sulla morte del figlio

Tetyana Mosendz, una cittadina ucraina, perde suo figlio durante il servizio militare. Dopo le prime indagine tutti sono unanimi nel ritenere che la causa della morte sia stata un suicidio. Ma la madre non è della medesima opinione. Infatti il suo cammino verso la verità la porterà ad intraprendere tutte le vie giudiziarie possibili, ma solo i giudici di Strasburgo soddisfaranno il suo bisogno di giustizia, condannando l'Ucraina per quello che era un omicidio.

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In Romania la prescrizione impedirà di punire i colpevoli di una morte sul lavoro

In Romania, un operaio muore folgorato da una scossa elettrica durante la sistemazione di un pannello pubblicitario. La ditta incaricata dei lavori si reputa innocente sostenendo che la ditta appaltante dei lavori era la responsabile per la sicurezza in quel locale. Le indagini e i contrasti tra accusa e difesa durano otto anni, lo stesso tempo previsto dalla prescrizione per rendere impunito il colpevole di questa triste vicenda.

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Bulgaria la polizia uccide presunto criminale: non c’è diritto alla vita!

Si vocifera che Nikolay Albertov Filipovi, cittadino bulgaro, abbia commesso un qualche episodio criminale. Tanto basta perché la polizia locale gli esploda contro un colpo di pistola fatale all’esito di un inseguimento. La Corte condanna la Bulgaria per violazione dell’art.2: le lungaggini del contenzioso penale e le modalità di gestione e pianificazione dell’operazione di polizia in esame hanno violato l’art.2 CEDU, hanno compromesso irrimediabilmente il diritto alla vita del Sig. Filipovi.

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Ungheria: Proteggere i testimoni contro la mafia è dovere “sacro” dello stato

Divenuto a seguito di alterne vicende giudiziarie collaboratore di giustizia, un cittadino serbo, insieme agli altri ricorrenti, suoi familiari, lamenta che la loro esclusione dal programma di protezione testimoni li ha esposti a un pericolo mortale. Un’esclusione, contestata allo Stato Ungherese, che la Corte di Strasburgo ritiene effettivamente lesiva del fondamentale diritto alla vita enunciato all’art 2 CEDU e che su cui le autorità devono intervenire al più presto, ristabilendo le misure di protezione adeguate.

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Croazia: La tenacia di un fratello nel cercare la verità sulla morte della sorella

Croazia: La tenacia di un fratello nel cercare la verità sulla morte della sorella

Un cittadino croato, nel ricercare la verità sulla morte della sorella dovuta ad un errore medico, si oppone con forza alla falsità e alla non oggettività di molteplici perizie mediche, che proteggevano il medico imperito, e porta avanti con tenacia numerosi procedimenti penali sempre respinti dalle autorità competenti. Non trovando giustizia si rivolgerà alla Corte di Strasburgo, che confermerà i suoi sospetti, portando alla luce un caso di malasanità.

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Quando la medicina non basta a salvare una vita. Polonia assolta dall’accusa di malasanità

La malasanità è ancora uno dei problemi più gravi anche nelle moderne società europee, perché causa numerosi disagi e talvolta la morte. Sembra esserne una vittima anche una giovane donna polacca, deceduta in ospedale.Tuttavia la Corte EDU, ragionando sulla presunta violazione del diritto alla vita, scioglie ogni dubbio, assolvendo la Polonia da ogni responsabilità.

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Moldavia: com’è morto Leonid Ghimp?

Leonid Ghimp muore il giorno dopo aver lasciato la caserma di polizia. Ci era arrivato con un tassista con sui aveva avuto una discussione risolta in qualche minuto. Peccato per i modi: era stato picchiato dalla polizia, con oggetti contundenti, tanto da aver avuto un infiammazione purulenta del peritoneo (addominale, per intenderci). Ma di questo non era scritto niente nel suo verbale stilato al commissariato. Nemmeno del suo arrivo col tassista. La polizia lo aveva trovato ubriaco ad una fermata dell'autobus ed assolutamente no erano state fatte violenze su di lui. Questo era stato obbligato a firmare al momento del rilascio. Solo la Corte EDU riuscirà a dare giustizia ai familiari di Leonid.

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Impreparato il carcere francese ai disturbi border line

"Non ho alcun sostegno da nessuno. Chiedo scusa a mia moglie che amo. Sono stanco della vita. Siamo trattati come meno di niente. Mi scuso con i miei genitori e fratelli e sorelle che amo così tanto. Ci vediamo presto o nella prossima vita. " Sono le ultime parole di Kamel Ketreb, cittadino francese, milionesima vittima dei carceri moderni. La Francia accusata di non averlo aiutato, di non aver adempiuto all'obbligo principale di tutelare il suo diritto alla vita.

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Russia: Gli orrori della guerra nella regione cecena

La Corte riunita oggi in merito al caso Edilova v. Russia, ha ritenuto, con la sentenza 083 (28/02/2012), all’unanimità la violazione dei seguenti articoli della Convenzione europea dei diritti dell’uomo: Art. 2 (diritto alla vita) , Art 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), Art 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), Art 13 (diritto a un ricorso effettivo).

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Repubblica ceca: quando il carcere conduce alla morte

Nel giugno 2002, V.P., di etnia Rom, viene arrestato in Repubblica Ceca con l'accusa di furto con scasso e condotto in una stazione di polizia. Mentre si trova sotto custodia, V.P. cade da una finestra al primo piano della stazione di polizia: viene ricoverato d’urgenza in ospedale, ma muore la mattina seguente.

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