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I bambini albini africani: la strage dimenticata

I bambini albini africani: la strage dimenticata

In Africa, soprattutto in Tanzania, pure quest’anno continuano le uccisioni e le violenze nei confronti degli albini, in special modo i bambini, considerati secondo la magia nera dotati di poteri magici. Considerati “figli del diavolo” (zeruzeru) le ossa degli albini combatterebbero il malocchio, mentre i loro arti consentirebbero addirittura di trovare oro nelle miniere. I seni e i genitali permetterebbero, poi, di rendere feconde le donne e di vincere la sterilità maschile. Le unghie, invece, se sepolte nei campi di cacao darebbero un raccolto più abbondante. Secondo alcune credenze, inoltre, lo stupro di una donna o una bambina albina porterebbe a guarire dall’Aids. Si tratta di una vera e propria strage silenziosa e dimenticata. Alcune associazioni internazionali accusano polizia e magistratura di non fare abbastanza per punire i colpevoli. Solo nel 2009 vi è stato un primo arresto per uno “stregone” coinvolto in un’aggressione. Lo stesso governo si limita ad iniziative inconcludenti.

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Afghanistan: le violenze delle forze internazionali sui civili e la giustizia negata

Afghanistan: le violenze delle forze internazionali sui civili e la giustizia negata

Le operazioni militari condotte in Afghanistan dagli Usa e dalla Nato in questi anni hanno portato all'uccisione e al ferimento di migliaia di civili. Le vittime e le loro famiglie solo raramente sono state risarcite. “Esortiamo l’esercito americano ad indagare immediatamente tutti i casi documentati nel nostro rapporto e tutti gli altri casi in cui sono stati uccisi i civili”, ha precisato Richard Bennett, direttore di Amnesty International per l’Asia Pacifico, “Le vittime e i familiari meritano giustizia”.

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Il lupo che si traveste da agnello? Arabia Saudita e diritti umani: un obbiettivo difficile da realizzare

Il lupo che si traveste da agnello? Arabia Saudita e diritti umani: un obbiettivo difficile da realizzare

Il Regno di Arabia Saudita, normalmente conosciuto come Arabia Saudita (il più grande Stato arabo dell'Asia occidentale), è una monarchia assoluta e il suo motto nazionale è: "Non c'è altro dio che Dio; Maometto è il messaggero di Dio."; ora ha deciso di accogliere 181 proposte per i diritti umani delle 225 fatte dal Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (CDU) nel mese di ottobre 2013, però Amnesty International preme in quanto dopo le parole devono seguire i fatti concreti senza apportare modifiche. Le 225 raccomandazioni sono state enunciate nel corso della 17a sessione del Gruppo di Lavoro della Revisione Periodica Universale (UPR).

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La nuova immigrazione: sfruttamento del lavoro e abusi sessuali nei Paesi arabi

La nuova immigrazione: sfruttamento del lavoro e abusi sessuali nei Paesi arabi

In Qatar ed in molti paese del Medio Oriente, ricchissimi di petroli, città e infrastrutture sono state create con una manodopera straniera sottopagata, priva di tutela e legata al proprio datore di lavoro dall’istituto del “Kafala” (garanzia). Quest’ultimo è basato su un sistema di reclutamento assurdo nel quale l’ufficio di collocamento del paese d’origine trova un datore di lavoro disposto a sponsorizzare il lavoratore che non può più cambiare posto di lavoro per tutta la durata del contratto. L’istituto del Kafala esprime, in realtà, un concetto preso a prestito dall’Islam, una specie di tutela per gli essere inferiori che ora varrebbe per la donna e per gli immigrati. Originariamente richiamava “una tutela o una delega di autorità parentale”, applicabile ai figli minorenni abbandonati fino al raggiungimento della maggiore età.

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Nuovi diritti umani in India: progetto di Amnesty International vuole introdurre maggiori tutele e sicurezze

Nuovi diritti umani in India: progetto di Amnesty International vuole introdurre maggiori tutele e sicurezze

Amnesty International, poco prima delle elezioni per il sedicesimo Lok Sabha, ha lanciato in India una sfida per i diritti umani, cosa non facile in uno Stato dove le violazioni dei diritti umani sono innumerevoli, anche se le coscienze degli indiani, da qualche tempo, si stanno risvegliando. Quindi l'ONG ha scelto di smuovere le acque proprio alla vigilia delle elezioni di un organo legislativo, appunto per osservare che cosa riferivano i potenziali rappresentanti su temi di enorme importanza per la democrazia.

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Gay e Uganda: la nuova legge prevede l’ergastolo per gli atti degli omosessuali

Gay e Uganda: la nuova legge prevede l’ergastolo per gli atti degli omosessuali

È stato reso noto inizialmente dai Media americani che dal 24 febbraio scorso gli omosessuali ugandesi non potranno più dormire sonni tranquilli a causa della previsione di una reclusione a vita. L’approvazione di una legge statale che punisce ciò è una violazione dei diritti umani ed anche un’ingiustizia morale e sociale che ha raccolto solidarietà da parte delle comunità pro gay di tutto il mondo.

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Amnesty International lancia Write for Rights, la maratona per i diritti umani e la libertà d’espressione

Amnesty International lancia Write for Rights, la maratona per i diritti umani e la libertà d’espressione

Nei giorni precedenti e successivi alla “Giornata internazionale dei Diritti umani”, Amnesty International lancia l’edizione 2013 di “Write for Rights”, la maratona globale di raccolta firme per i diritti umani, e invita tutto il mondo a unirsi alla battaglia per restituire libertà e giustizia a Miriam Lopez, Jabeur Mejri, Eskinder Nega, Yorm Bopha e Ihar Tsikhanyuk.

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Appello Urgente di Amnesty: il caso del giornalista libico in sciopero della fame da 3 mesi

Appello Urgente di Amnesty: il caso del giornalista libico in sciopero della fame da 3 mesi

Nella Libia post Gheddafi gli scenari malevoli non sembrano essere del tutto scomparsi: qui riportiamo l'appello urgente della ONG AMnesty International sul caso di al-Khattabi, giornalista che vede violarsi il suo diritto ad un equo processo ed è in sciopero della fame dal 28 febbraio scorso in quanto le autorità libiche non stanno rispettando i patti internazionali presi, in particolare quello sui diritti civili e politici. Il giornalista sessantasettenne paga per un suo articolo sui magistrati corrotti. Oggi rimane in clinica ospedaliera per le dovute cure, ma se si dovesse riprendere rischia ancora 15 anni di galera.

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