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Monthly Archives: aprile 2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/04/2015

Oggi la corte di Strasburgo si è pronunciata su ben undici casi che vedono imputati in maggioranza paesi dell'est Europa. In particolare ha riscontrato una violazione dell'articolo 3 nel caso Cojan c. Romania dove la denuncia di un detenuto sulla impossibilità di condurre una vita dignitosa, a causa del sovraffollamento carcerario, ha trovato fondamento nella sentenza dei giudici di Strasburgo.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/04/2015

Oggi la Grande Camera della Corte europea ammonisce la Francia per un'interferenza rispetto alla libertà di espressione che non può esser tollerata in una società democratica, in aggiunta riscontra la violazione dell'art.6 CEDU rispetto al diritto di esser giudicati da un giudice imparziale. Assolve invece Berlino per il procedimento di espulsione avviato nei confronti di una cittadina pakistana affetta da problemi psichiatrici, ritenuta, dai giudici tedeschi socialmente pericolosa; nel 2004 aveva ucciso il suo vicino di casa.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/04/2015

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accertato le responsabilità di Regno Unito, Russia, Moldavia e Romania per la violazione dei diritti umani. La Russia è stata condannata insieme alla Moldavia per l'uccisione di un ragazzo, appena diciottenne, ad un checkpoint in Transnistria. La Romania invece è risultata responsabile dell'alone di impunità sulla morte di signore ucciso da un proiettile vagante mentre si affacciava dalla propria abitazione, durante i fatti del 1989. In tema di diritti elettorali, l’Associazione delle persone d’origine turca sarebbe stata discriminata alle elezioni rumene perché una legge intervenuta 8 mesi prima all'apertura delle urne le ha impedito di candidare il suo nome di punta. Nulla invece per il sindacato della polizia basca, ER.N.E. , che chiedeva il diritto di scioperare nonostante una legge della Corona spagnola ne ponesse divieto a tutte le forze di sicurezza: secondo la valutazione della Corte europea tale divieto è e resta legittimo.

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Il caso ILVA davanti alla Corte europea: tutto da rifare

Il caso ILVA davanti alla Corte europea: tutto da rifare

La denuncia contro l'ILVA di Taranto è arrivata all'esame della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'esito è stato negativo: la Corte di Strasburgo ha riconosciuto la legittimità dell'archiviazione del procedimento penale contro l'ILVA, ritenendo che allora non esistessero prove scientifiche della sua pericolosità, e perciò ha dichiarato manifestamente infondato il ricorso della Sign.ra Smaltini. A leggere tra le righe, tuttavia, la decisione di rigetto,lascia delle speranze per il futuro..

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/04/2015

Sono due i casi italiani decisi oggi dalla Corte europea. Entrambi hanno avuto la stessa sventurata sorte: sono stati dichiarati irricevibili. Nel caso Smaltini c. Italia è stato portato a Strasburgo il caso ILVA di Taranto: il Giudice europeo ha ratificato l'archiviazione disposta dalle autorità italiane perché le conoscenze scientifiche dell'epoca non consentivano di far emergere il nesso causale tra la leucemia della ricorrente e l'attività inquinante dell'ILVA. Il caso Viviani e altri c. Italia riguarda invece il pericolo rappresentato dal Vesuvio per gli 800.000 abitanti della red zone ed è stato rigettato per mancato esaurimento dei ricorsi interni.

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Concorso esterno in associazione mafiosa, nel caso Contrada c. Italia (n. 3) la Corte europea dei diritti dell’uomo accerta la violazione dei principi di non retroattività e di prevedibilità della legge penale

Strasburgo, 15 aprile 2015 – Con sentenza del 14 aprile 2015 sul caso Contrada c. Italia (n. 3) (ric. n. 66655/13), la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato la violazione dell’articolo 7 della Convenzione che sancisce il principio di legalità in materia penale (nulla poena sine lege). La Corte di Strasburgo ha ritenuto che la … Continua a leggere

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 14/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 14/04/2015

Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso nove casi ed in particolare si è espressa in favore di Bruno Contrada, ex alto funzionario di polizia di Palermo, che era stato condannato da nostro Stato per favoreggiamento di un’organizzazione di tipo mafioso. In suo favore, la Corte di Strasburgo ha accertato una violazione dei suoi diritti perché al tempo dei fatti il reato per cui è stato condannato, di elaborazione giurisprudenziale, non era stato ancora introdotto nel nostro ordinamento.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/04/2015

La Corte europea dei diritti dell'uomo condanna la Francia perchè non ha garantito il giusto processo, così come tutelato all'art.6 della convenzione, rispetto alla mancata esecuzione di una sentenza del tribunale amministrativo: la ricorrente Tchokontio Happi originaria del Camerun pur avendo diritto all'assegnazione un tetto -per sè e la sua famiglia- da parte dello Stato attendono ancora oggi dal 2010.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’08/04/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’08/04/2015

Oggi la Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell'uomo si è pronunciato su due casi che vedono come imputato la Svezia ed entrambi riguardano l'espulsione di cittadini stranieri richiedenti asilo perché nel loro paese di origine a rischio di violenze e maltrattamenti . I due casi, molto simili, sono stati decisi oggi con sentenze simili: poiché entrambi i ricorrente hanno ricevuto, nelle more dei processi, il permesso di soggiorno in Svezia, allora entrambi i loro ricorsi sono cancellati dal ruolo per cessata materia del contendere.

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