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Monthly Archives: marzo 2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 31/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 31/03/2015

Nelle cinque pronunce odierne, la Corte ha riscontrato la violazione dell’art.3 CEDU –trattamenti inumani e degradanti- da parte dello Stato armeno. Il Sig.Davtyan, pur necessitando di un urgente intervento chirurgico, ha atteso per troppo tempo le cure mediche, a causa dei continui rifiuti da parte dell’Autorità carceraria. Violato anche il diritto di riunione pacifica a Yerevan, una città dell’Armenia; a sollevare il caso una ONG di Helsinki. La Turchia, invece, colleziona l’ennesima violazione della libertà di espressione: aveva condannato, in via definitiva, nel 2011 due suoi cittadini per svolto attività di propaganda terroristica in favore del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan).

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Turchia tentenna (senza ragione) nel concedere il cambiamento di sesso: per la Corte è violazione!

Turchia tentenna (senza ragione) nel concedere il cambiamento di sesso: per la Corte è violazione!

Il ricorrente turco -donna per l’anagrafe sino al 2013- vive nella consapevolezza, sin dalla sua infanzia, di appartenere non al genere femminile bensì a quello maschile. All’età di 24 anni decide di avviare formale procedura per cambiar sesso, la sua istanza viene rigettata dal giudice il 27 giugno del 2006, perché Y.Y. era in grado di procreare. Il 5 marzo del 2013, ben sei anni dopo, il ricorrente, si rivolge di nuovo al giudice Turco, che acconsente, infine il cambiamento di sesso. La Corte ha riscontrato la violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo perché trova irragionevoli ed altamente pregiudizievoli le dinamiche processuali avvenute in Turchia.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 26/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 26/03/2015

La Corte Edu si pronuncia oggi su due casi di sparizioni forzate in Cecenia. I parenti non hanno più notizie dal giorno della cattura: la responsabilità è in capo al Governo russo che non è in grado di fornire elementi sufficienti circa la loro condizione attuale. A Mosca, invece, nel 2008 alcuni agenti di polizia, sotto copertura, si rivolgono a due tecnici informatici e richiedono l'istallazione di programmi per computer senza licenza. Le registrazioni forniscono la prova della colpevolezza innanzi al giudice russo, tuttavia secondo Strasburgo, le indagini hanno avuto un corso regolare; è invece la mancata nomina del legale d'ufficio per uno dei ricorrenti a pregiudicare il diritto ad un processo equo.

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La confisca per lottizzazione abusiva sarà prossimamente all’esame della Grande Camera

Strasburgo, 26 marzo 2015 – La seconda sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo a rimesso i casi Hotel Promotion Bureau S.r.l. e Rita Sarda S.r.l c. Italia davanti alla Grande Camera. Questi casi riguardano la confisca di immobili e di terreni per lottizzazione abusiva. In precedenza la Corte si era pronunciata nei casi Sud Fondi … Continua a leggere

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Guida alla Corte europea: come richiedere le misure provvisorie?

Guida alla Corte europea: come richiedere le misure provvisorie?

Il sistema della misure provvisorie della Corte europea dei diritti umani è estremamente oscuro e impervio: pochi lo conoscono e pochissimi lo sanno attivare. Ma, al contempo, è un meccanismo giuridico che pulsa di umanità e giustizia: tali misure sono l'ultimo baluardo di salvezza per molte persone che assistono al flagrante diniego dei propri diritti. Diffondiamo allora una Guida Pratica su come e quando richiedere le misure provvisorie al Giudice di Strasburgo, realizzata dall'Avv. Massimo Dragone e dal Dott. Roberto Girardi.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 24/03/2015

Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata su ben 11 casi di cui in due di questi protagonista è l’Italia: il primo riguarda la tardiva applicazione di uno sconto di pena ad Antonio Messina, condannato per reato di mafia. Egli ha passato in carcere 405 giorni più del dovuto e per tale ragione, oggi, lo Stato italiano è chiamato ad erogare una somma pari a 100.000 euro come riparazione; nel secondo caso la Corte EDU punisce lo il nostro paese per aver trattenuto in carcere troppo a lungo un cittadino greco in attesa di estradizione.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 19/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 19/03/2015

La Corte europea ha condannato oggi Francia, Malta ed Ucraina per la violazione dei diritti umani sanciti e protetti dalla Convenzione europea. Nel caso Kulik ha riconosciuto la responsabilità dell'Ucraina per gli episodi di violenza subiti da Vitaliy Kulik , reo di aver rubato alcuni meloni al mercato e opposto resistenza a pubblici ufficiali. Inoltre, la Grande Camera della Corte di Strasburgo ha cancellato il caso S.J. c. Belgio per sopravvenuto accordo fra le parti: la ricorrente, una cittadina nigeriana affetta da HIV e con due figli, ha ricevuto un permesso di soggiorno a tempo indeterminato in Belgio ed un risarcimento di 7.000 €. Così si conclude una vicenda processuale dall'esito tutt'altro che scontato: in primo grado infatti, il Giudice europeo aveva negato che l'espulsione della ricorrente verso la Nigeria potesse violare i suoi diritti.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/03/2015

Al centro delle pronunce odierne della Corte europea dei diritti dell’uomo vi è l’art. 3 riguardante il divieto di trattamenti inumani e degradanti, sollevato in ben tre casi su sei: la violenza è stata perpetrata da agenti di polizia in Chinez c. Romania e Yildiz c. Turchia e da infermieri di una casa di cura in Stankov c. Bulgaria. La Corte ha condannato gli Stati per non aver rispettato l’obbligo di garanzia e non aver protetto adeguatamente i cittadini da chi doveva svolgere una funzione pubblica.

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Incriminazioni infondate e detenzione ingiusta: la Corte Edu condanna l’Ucraina

Incriminazioni infondate e detenzione ingiusta: la Corte Edu condanna l’Ucraina

La Corte europea condanna Kiev per un caso di ingiusta custodia cautelare riguardante un cittadino ucraino. Il Sig.Koty, infatti, accusato di aver frodato il fisco, affronta un calvario giudiziario che dura ben tre anni. Nell'impossibilità di poter lasciare il paese -a causa del ritiro del passaporto- per raggiungere la sua famiglia che risiedeva ormai da tempo in Germania, subisce anche la violazione del suo diritto al rispetto della vita privata e familiare ex art.8 CEDU.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/03/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/03/2015

Oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha esaminato il curriculum di rispetto dei diritti umani di Croazia, Grecia, Russia e Portogallo; ma soltanto la Repubblica della penisola iberica è uscita indenne dal giudizio internazionale. In particolare, detenuti greci e croati hanno lamentato le condizioni inumani e degradanti nelle quali hanno vissuto in carcere per diversi anni; un padre croato residente negli Stati Uniti e separato da anni dal figlio, ha accusato i Giudici croati di non essere intervenuti per tempo in un difficile caso di sottrazione di minori: la moglie, infatti, in Croazia col figlio per le vacanze, non aveva più fatto ritorno negli U.S.A., chiedendo piuttosto il divorzio. Emblematico della difficile situazione dei diritti in Russia è infine il caso di Dmitriy Kopanitsyn, un detenuto russo che affida ad una lettera le proprie denunce contro il penitenziario dove era costretto per due anni: gli agenti penitenziari indirizzano erroneamente tale lettera al Presidente della Repubblica russa e gli riferiscono piuttosto che la lettera, giunta alla Corte europea, era stata rigettata!

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