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Monthly Archives: novembre 2013

Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Il sig. Encurlescu, cittadino rumeno, intentò una causa verso un terzo nel 1996 per falsificazione ed uso di documenti falsi. Il procedimento vide susseguirsi una serie di vicende: prima cadde in prescrizione il reato, seguirono poi una serie di ricorsi da parte del ricorrente, che non ottennero un esito favorevole. Dopo che vennero iniziati vari procedimenti la questione si concluse solo nel 2010, a distanza di 14 anni dal suo inizio. Il cittadino bulgaro, al termine di questo lungo iter giudiziario, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per vedersi riconosciuta la violazione del suo diritto ad un equo processo sancito dall'articolo 6 della Convenzione Europea.

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La Corte respinge l’istanza cautelare. Provenzano può restare al 41bis

La Corte respinge l’istanza cautelare. Provenzano può restare al 41bis

Bernardo Provenzano deve rimanere in carcere. A stabilirlo è stata la Corte di Strasburgo. Rifiutata quindi la richiesta dei legali del boss di applicare la regola 39, ovvero la misura cautelare d'urgenza con cui i giudici impongono ad uno stato di prendere immediate misure per eliminare o impedire la violazione dei diritti del ricorrente. Era stata chiesta infatti la scarcerazione del boss in virtù delle critiche condizioni di salute giudicate ormai incompatibili con il regime del 41bis.

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La Corte Europea richiede dei chiarimenti all’Italia, prima di pronunciarsi sulle violenze della caserma di Bolzaneto

La Corte Europea richiede dei chiarimenti all’Italia, prima di pronunciarsi sulle violenze della caserma di Bolzaneto

Molto attesa è la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo intorno al blitz della scuola Diaz e alle violenze nella caserma di Bolzaneto. Infatti dopo il tanto discusso e criticato caso di Carlo Giuliani, la Corte di Strasburgo si dovrà ri-pronunciare intorno ai fatti del G8 del 2001 in ben due casi pendenti, Azzolina e altri c. Italia e Cestaro c. Italia, che riuniscono ben trentuno ricorsi. Prima di pronunciarsi la Corte di Strasburgo, però, ha richiesto dei chiarimenti allo Stato italiano riguardanti la normativa italiana in relazione all'art 3 della Convenzione. Non ci resta che attendere la sentenza.

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La Corte europea dei diritti dell’uomo chiarisce che l’omissione della presentazione del riassunto richiesto ai sensi dell’articolo 47 del Regolamento non è motivo di irricevibilità

Strasburgo, 23 novembre 2013 – Con decisione del 1° ottobre 2013, nel caso Yüksel c. Turchia (ricorso n. 49756/09), la C.E.D.U., ha respinto un’eccezione sollevata dal Governo turco che chiedeva il rigetto del ricorso presentato dal ricorrente perchè questi non aveva allegato al proprio ricorso, composto di trentanove pagine, un breve riassunto così come richiesto … Continua a leggere

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Chiedi asilo politico ma ti ritrovi in carcere per 4 mesi. Belgio condannato

Chiedi asilo politico ma ti ritrovi in carcere per 4 mesi. Belgio condannato

M.D.D. è un cittadino della Guinea-Bissau fuggito in Belgio e in attesa di estradizione verso la Grecia. Per ben tre volte presenta richiesta di asilo politico alle autorità del Belgio, sostenendo che in Grecia sarebbe esposto a maltrattamenti e violenze da parte dell’autorità. La sua situazione viene processata con lentezza e molta burocrazia, lui nel frattempo rimane 4 mesi in carcere, una detenzione rivelatasi poi illegale.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 21/11/2013

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 21/11/2013

Due sole sentenze quelle decise oggi - Giovedì 21 Novembre - dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Tra l'altro, con una inversione di rotta quanto ai risultati: tanto il Belgio quanto l'Ucraina sono non colpevoli. La Corte li ha sgravati dalle accuse di violazioni dei diritti umani, così come sanciti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'uomo. Nel caso Putistin v. Ukraine si rievoca lo storico Death Match tra la squadra ucraina Dynamo Kyïv e la quella nazista della Luftwasse, conclusasi con la vittoria schiacciante degli ucraini e la morte di quattro di loro, poco dopo, nei campi di concentramento.

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Consultazione pubblica sul futuro della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Strasburgo, 20 novembre 2013 – Il Consiglio d’Europa ha indetto una consultazione pubblica sul futuro a lungo termine del sistema europeo dei diritti dell’uomo basato sulla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Europea di Strasburgo. Persone singole e organizzazioni sono invitate a contribuire su ogni aspetto del sistema convenzionale, tra cui: ·         le sfide … Continua a leggere

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Strasburgo. Condanna della Turchia per la strage di curdi del 1994.

Strasburgo. Condanna della Turchia per la strage di curdi del 1994.

Nel 1994 due villaggi curdi furono bombardati da un raid aereo. Per 19 anni le autorità turche hanno celato la verità, puntando il dito contro il PKK, l'organizzazione autonomista curda. Nel tragico evento rimasero uccise 33 persone, tra cui donne e bambini. I parenti delle vittime non hanno accettato la versione ufficiale di Ankara e hanno adito la Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel 2006. Oggi è arrivata la pronuncia di condanna dello Stato turco, responsabile di aver violato il diritto alla vita contenuto all'art 2 Cedu e il divieto ai trattamenti inumani e degradanti all'art 3 Cedu nei confronti delle vittime e dei loro congiunti.

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