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Daily Archives: 12 aprile 2013

Austria.Le perizie della difesa non sono ammesse ma l’equo processo è garantito.

Austria.Le perizie della difesa non sono ammesse ma l’equo processo è garantito.

In Austria, il signor C.B. è accusato e poi condannato per reati sessuali e di droga. Durante il procedimento penale a suo carico, chiede che vengano ammesse in giudizio la perizia tecnica e la testimonianza del consulente psichiatra scelto dalla difesa e le testimonianze di altre persone. Richieste rigettate da parte dai Tribunali nazionali. L'uomo si ritiene vittima di un processo iniquo e ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.E’ minato il suo diritto alla parità delle armi in giudizio previsto dall'art 6 CEDU?

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La prassi seguita dalla Grande Camera per decidere sulle richieste di rinvio presentate ai sensi dell’art. 43 del regolamento di procedura

La proposta del cancelliere aggiunto della Corte di “comunicare agli Stati una esposizione generale della pratica del Collegio contenente chiare indicazioni sulle cause che rischiano di essere rigettate e su quelle che potrebbero essere accolte” è stata approvata dal Bureau in occasione della sua riunione del 21 giugno 2011.

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Appalti pubblici: la responsabilità “oggettivizzata” della pubblica amministrazione sulla scorta della sentenza della Corte di Giustizia del 30 settembre 2010

Con la pronuncia del 30 settembre 2010, la Corte di Giustizia è intervenuta sulla delicata questione della responsabilità della pubblica amministrazione per violazione delle norme sulla disciplina degli appalti pubblici. Il quesito sottoposto alla Corte atteneva, in particolare, alla compatibilità, con gli artt. 1, n. 1 e 2, n. 1, della direttiva 89/665, di una normativa nazionale in forza della quale il diritto al risarcimento del danno per violazioni della normativa comunitaria sugli appalti pubblici commesse dall’ente appaltante sia subordinato all’esistenza di un comportamento colpevole.

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Una recente pronuncia in tema di responsabilità e diritti genitoriali: il caso Lombardo c. Italia

La recente sentenza resa dalla decima sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel caso Lombardo c. Italia (ric. n. 25704/11, sentenza del 29/01/2013), rappresenta, senz’altro, un approdo giurisprudenziale di non poco momento in relazione alla definizione dei diritti e dei doveri scaturenti dall’art. 8 della Convenzione.

L’impianto motivazionale a sostegno della decisione pronunciata all’esito del caso in oggetto, difatti, costituisce l’ultimo excursus, in ordine temporale, dei principi fondamentali cristallizatisi negli anni nella produzione giurisprudenziale del Giudice di Strasburgo.

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