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Monthly Archives: aprile 2013

In Turchia detenzione cautelare e diritto di libertà non viaggiano sullo stesso binario

In Turchia detenzione cautelare e diritto di libertà non viaggiano sullo stesso binario

In Turchia, la signora Mekike Demirci viene arrestata e poi condannata per favoreggiamento dell'organizzazione illegale PKK, il Partito dei Lavoratori Curdi, sulla base di una testimonianza e di una personale confessione, poi ritrattata. Durante le indagini viene sottoposta a detenzione cautelare e anche inviata in custodia per un periodo di tempo presso la polizia al fine di essere interrogata. La cittadina turca lamenta di aver subito trattamenti inumani e degradanti secondo l'art 3 CEDU e contesta la legittimità della propria detenzione cautelare, in violazione del suo diritto alla libertà tutelato all'art 5 CEDU.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 30/04/2013

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha oggi deciso soltanto 3 casi: la volontà è quella di riservare maggiore attenzione al caso Tymoshenko v. Ukraine, che oltre a decidere sui diritti di una persona - Yuliya Tymoshenko - coinvolge anche una difficilissima situazione politica - quella ucraina - dove l'ex Primo Ministro è stato coinvolto in discutibili vicende giudiziarie. La vicenda si è conclusa con un verdetto dei giudici di Strasburgo alquanto combattuto: tre violazioni sono state accertate all'unanimità, ma la più importante - trattamenti inumani e degradanti in carcere - è stata rigettata per 4 voti contro 3.

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Repubblica Ceca.Un abuso può essere punito con una legge penale posteriore al reato?

Repubblica Ceca.Un abuso può essere punito con una legge penale posteriore al reato?

In Repubblica Ceca, il signor Petr Rohlena è accusato per abusi fisici e psicologici sulla propria moglie commessi tra il 2000 e il 2006. Viene condannato secondo una disposizione entrata in vigore nel 2004. Lamenta la violazione del principio di irretroattività della norma penale dinnanzi alle autorità interne ma tutti i ricorsi vengono rigettati. Adisce la Corte Europea dei Diritti dell'uomo, invocando l'art 7 CEDU,la quale infine farà cadere tutte le accuse mosse contro la repubblica Ceca.

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Turchia: militari assaltano un villaggio, 13 uomini scomparsi nel nulla!

Turchia: militari assaltano un villaggio, 13 uomini scomparsi nel nulla!

Questa vicenda risale al 24 luglio del 1994, giorno in cui le forze militari turche arrivano nella città di Ormancık nel sud della Turchia e senza alcun preavviso ordinano il raduno di tutti gli uomini del villaggio nella piazza principale. Da qui in poi si scrive per la Turchia una pagina di storia, forse una delle più drammatiche. Lungi da ogni garanzia propria di uno stato democratico, gli uomini vengono completamente spogliati dei loro vestiti e brutalmente picchiati, ne vengono arrestai 13. Di loro non si saprà più nulla: i militari ne hanno occultato le tracce.

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La C.E.D.U. condanna l’Ucraina perché responsabile della morte di un detenuto malato di A.I.D.S., deceduto subito dopo la sua scarcerazione

Strasburgo, 25 aprile 2013 – Con sentenza del 14 marzo 2013 la C.E.D.U., nel caso Salakhov e Islyamova c. Ucraina (ricorso n. 28005/08), ha accertato la violazione degli articoli 2 e 3, nonché dell’art. 34, della Convenzione da parte dell’Ucraina per la morte di un detenuto affetto da HIV, avvenuta a breve distanza dal suo … Continua a leggere

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 25/04/2013

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 25/04/2013

25/04/2013 - La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è pronunciata oggi su 11 casi, sollevati da ricorrenti di diversi paesi europei. Alla base dei ricorsi presentati a Strasburgo vi sono pesanti accuse di violazioni dei diritti umani, per le quali la Corte si è pronunciata constatandone la sussistenza in tutti i casi esaminati. Condanne quindi per Russia, Croazia, Macedonia, Slovenia, Ucraina e Francia.

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Slovenia condannata dalla Corte Edu: Otto anni per un processo sono troppi!

Slovenia condannata dalla Corte Edu: Otto anni per un processo sono troppi!

Stanko Meglič è un cittadino sloveno che inizia un procedimento civile per chiedere un risarcimento danni al suo datore di lavoro. Ma dopo un processo durato più di 8 anni, ricorre alla Corte EDU per farsi riconoscere la violazione dell'art 6 della Convenzione per l'irragionevole durata del suo procedimento, che si risolse in un nulla di fatto. La Corte riconosce quindi la violazione e condanna la Slovenia a risarcire il ricorrente per la violazione subita.

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Russia: Il labile confine tra compiere un reato e combatterlo

Russia: Il labile confine tra compiere un reato e combatterlo

Arrestato con l'accusa di traffico di stupefacenti, il Sig. Shikuta è un ex agente di Polizia che lamenta il regime di custodia cautelare a suo carico come contrario all'art 5 Cedu. Si scoprirà che le ulteriori accuse a suo carico non hanno di certo agevolato le indagini, ma hanno contribuito ai sospetti delle autorità quanto al suo conto.

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In Svizzera l’unità di una famiglia vince, alla fine, sulla ragion di Stato!

In Svizzera l’unità di una famiglia vince, alla fine, sulla ragion di Stato!

Kinsley Chike Udeh, cittadino nigeriano, riesce a stabilirsi in Svizzera dopo alterne vicende: un primo tentativo di entrare sotto falsa identità non va a segno, in seguito ottiene il permesso di soggiorno sposando con una cittadina svizzera, da cui ha due figlie e da cui in seguito divorzierà. Viene condannato dopo pochi anni per reati di droga in Germania e la sua situazione di soggiornante in Svizzera risulta compromessa, fino all'ordine di espulsione in Nigeria. Il signor Udeh lamenta la violazione del proprio diritto alla vita familiare tutelato all'art 8 CEDU : l'espulsione nel suo paese di origine gli impedirebbe di conservare il rapporto con le figlie.

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