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Monthly Archives: marzo 2013

Russia: Nessuno può essere punito se non in forza di legge

Due cittadini affiliati all'Hizb ut-Tahrir al-Islami sono stati condannati dai Tribunali russi per aver preso parte a questa organizzazione che compariva tra le organizzazioni terroristiche bandite in Russia. I ricorrenti lamentano la violazione del principio "nulla poena sine lege" di cui all'art. 7 CEDU dal momento che l'elenco riguardante le organizzazioni illecite non era stato ufficialmente pubblicato e quindi l’illegalità del partito non era né conoscibile né prevedibile da parte dei ricorrenti all’epoca dei fatti.

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Romania: Chiesta una proroga per adeguare la legislazione nazionale

Romania: Chiesta una proroga per adeguare la legislazione nazionale

3 o 4 settimane di proroga. È questa la richiesta fatta alla Corte di Strasburgo dal Primo Ministro rumeno. Oggetto della questione è l'adattamento della legislazione nazionale ai parametri indicati dai giudici Edu all'interno di una sentenza pilota del 2010 in merito al risarcimento per gli immobili confiscati illegittimamente durante il regime comunista.

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Germania: la bugia di una bambina fa perdere la potestà ai suoi genitori

Germania: la bugia di una bambina fa perdere la potestà ai suoi genitori

Il Sig. FB e la Sig.ra BB decidono di ricorrere alla Corte Europea dei Diritto dell'Uomo contro lo Stato tedesco che ha loro revocato la potestà genitoriale sulla base delle dichiarazioni rese dai loro figli, che sostengono di essere stati picchiati dal padre, ma senza indagare sulla loro credibilità. Vi ravvisano una violazione dell'Art 8 Cedu e quindi il mancato rispetto della loro vita privata e familiare.

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Procedimenti civili troppo lunghi: la Corte EDU condanna il Portogallo

Procedimenti civili troppo lunghi: la Corte EDU condanna il Portogallo

Una donna portoghese avvia un procedimento civile nei confronti dell'impresa presso cui lavorava il marito, morto in un incidente sul lavoro nel 1998. Dopo un lungo processo, la sentenza di primo grado del 2005 assegna una rendita retroattiva che l'impresa doveva versare alla vedova. Questa decisione è stata impugnata dalla società, il cui ricorso però è stato respinto in appello. Ma la rendita non è comunque stata versata fino al 2012. La signora portoghese allora deposita un ricorso alla Corte EDU, lamentando la durata eccessiva del procedimento che la vede coinvolta. La Corte di Strasburgo, investita del caso, accerterà una violazione del diritto ad una ragionevole durata del processo.

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La Corte Europea accoglie il ricorso della Slovenia per la condanna della Ljubljanska Banka Sarajevo

La Corte Europea accoglie il ricorso della Slovenia per la condanna della Ljubljanska Banka Sarajevo

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto, il 19 marzo 2013, il ricorso presentato dalla Slovenia per il caso della Ljubljanska Banka Sarajevo, in cui uno degli stati successori dell'ex Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia è stato condannato a versare un indennizzo di 175.000.000 euro a circa 8.000 persone. Adesso si attende la decisione della Grand Chamber.

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Italia. Nuova condanna in Europa per espropriazioni illegittime

Italia. Nuova condanna in Europa per espropriazioni illegittime

In Italia, un gruppo di cittadini proprietari di un terreno vengono espropriati dei propri beni da parte della Pubblica Amministrazione per fini di pubblica utilità. Tuttavia, tale espropriazione viene formalizzata solo anni dopo l'effettiva sottrazione delle proprietà e in seguito a un procedimento civile giunto fino in Cassazione. Il gruppo decide di adire la Corte Europea dei diritti dell'Uomo lamentando la violazione del proprio diritto di proprietà.

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La satira politica è tutelata quale manifestazione della libertà di espressione: nel caso Eon c. Francia, la C.E.D.U. accerta la violazione dall’articolo 10 della Convenzione

Strasburgo, 19 marzo 2013 – Con sentenza del 14 marzo 2013, nel caso Eon c. Francia, la C.E.D.U. ha accertato la violazione dell’articolo 10 della Convenzione. Il caso riguarda la condanna di un ricorrente, attivista politico, il quale, in occasione di un’apparizione in pubblico dell’allora Presidente della Repubblica Nicolas Sarkosy, aveva esposto un cartello con … Continua a leggere

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