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Monthly Archives: dicembre 2012

In Romania la prescrizione impedirà di punire i colpevoli di una morte sul lavoro

In Romania, un operaio muore folgorato da una scossa elettrica durante la sistemazione di un pannello pubblicitario. La ditta incaricata dei lavori si reputa innocente sostenendo che la ditta appaltante dei lavori era la responsabile per la sicurezza in quel locale. Le indagini e i contrasti tra accusa e difesa durano otto anni, lo stesso tempo previsto dalla prescrizione per rendere impunito il colpevole di questa triste vicenda.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18/12/2012

Ecco tutti i casi decisi oggi - 18 Dicembre - dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo: sono 34 casi, e per ciascuno si propone una sintesi del fatto, del petitum e del dispositivo, nonché le coordinate (link al sito ufficiale e numero del ricorso) per risalire facilmente alla sentenza in originale. Sono molto interessanti i casi Aslakhanova and Others v. Russia, sul rapimento presso Grozny di uomini ceceni ad opera di un commando armato, e Ahmet Yıldırım v. Turkey, sulla chiusura di un sito internet perché rinviava, nella sua blogroll, ad altro sito sottoposto a procedimento penale per oltraggio ad Atatürk: per entrambi, la CEDU ha accolto i ricorsi e condannato gli Stati nazionali.

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Romania: Agenti di polizia procurano indebitamente ustioni ad un venditore

Romania: Agenti di polizia procurano indebitamente ustioni ad un venditore

Un cittadino rumeno, il sig. Petrus Iacob, commerciante di patate nel mercato di Brăila, dopo un semplice controllo di alcuni agenti della guardia di finanza, si rifiuta di presentare il certificato di produzione delle patate e viene perciò accecato e ustionato da un agente che gli spruzza su gli occhi uno spray irritante. Dopo questa disdicevole vicenda il sig. Iacob presenta un ricorso contro gli agenti per via interna ma la sua istanza non viene accolta. Sarà, invece, la Corte Edu a rispondere alla sua esigenza di giustizia, riscontrando elementi di illiceità nel comportamento degli agenti.

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Russia: Quattordici anni d’indagini per accertare una violenza subita

Russia: Quattordici anni d’indagini per accertare una violenza subita

Due cittadini russi sono stati aggrediti durante una visita ad un parente. Nel tentativo di ottenere giustizia s'inoltrano in un iter giudiziario senza fine dinanzi ad un giudice interno. Questo procedimento subirà alterne vicissitudini in base agli organi che esamineranno di volta in volta il caso. Tra annullamenti, riaperture e tanta incertezza giuridica la strada giudiziaria vincente sarà quella che gli porterà ad adire la Corte Europea dei diritti dell'uomo, che confermerà la censura sollevata.

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Italia: l’espulsione di una madre rom calpesta i suoi legami familiari

Italia: l’espulsione di una madre rom calpesta i suoi legami familiari

Una cittadina della Bosnia-Erzegovina di origine rom, la sig.ra Nevresa Hamidovic, che vive nel campo per nomadi "Castel Romano", è stata espulsa perché sprovvista della licenza di soggiorno, in forza di un'ordinanza del prefetto. Appellandosi a tale decisione, la cittadina bosniaca rivendica il suo diritto al rispetto della vita privata e familiare sancito dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Ma tale istanza non verrà accolta dai giudici interni ma solo dai giudici della Corte di Strasburgo.

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Bulgaria la polizia uccide presunto criminale: non c’è diritto alla vita!

Si vocifera che Nikolay Albertov Filipovi, cittadino bulgaro, abbia commesso un qualche episodio criminale. Tanto basta perché la polizia locale gli esploda contro un colpo di pistola fatale all’esito di un inseguimento. La Corte condanna la Bulgaria per violazione dell’art.2: le lungaggini del contenzioso penale e le modalità di gestione e pianificazione dell’operazione di polizia in esame hanno violato l’art.2 CEDU, hanno compromesso irrimediabilmente il diritto alla vita del Sig. Filipovi.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 13/12/2012

Ecco tutti i casi decisi dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo oggi, 13 Dicembre 2012. Sono soltanto 3 casi. In particolare, nel caso El-Masri v. The former Yugoslav Republic of Macedonia, la Corte ha esaminato, in Grande Camera, le terribili vicende di un libanese, accusato di terrorismo e trattenuto da agenti della CIA, sottoposto a maltrattamenti, minacce e omissioni, senza un processo e senza poter contattare la sua ambasciata.

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Romania: il sovraffollamento carcerario è solo uno dei problemi!

Marius Sebastian Leontiuc, cittadino rumeno, viene arrestato per truffa, falso e altri reati commessi come amministratore di una società immobiliare. La vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto si rivelerà doppiamente iniqua: non solo il suo regime di custodia cautelare viene scontato in un carcere sovraffollato, ma il ricorrente si trova anche a dover fare i conti con un'estensione dei tempi della detenzione scarsamente motivata.

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Ungheria: Proteggere i testimoni contro la mafia è dovere “sacro” dello stato

Divenuto a seguito di alterne vicende giudiziarie collaboratore di giustizia, un cittadino serbo, insieme agli altri ricorrenti, suoi familiari, lamenta che la loro esclusione dal programma di protezione testimoni li ha esposti a un pericolo mortale. Un’esclusione, contestata allo Stato Ungherese, che la Corte di Strasburgo ritiene effettivamente lesiva del fondamentale diritto alla vita enunciato all’art 2 CEDU e che su cui le autorità devono intervenire al più presto, ristabilendo le misure di protezione adeguate.

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