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Monthly Archives: novembre 2012

Russia: il diritto di una madre che non si riesce a far rispettare

Russia: il diritto di una madre che non si riesce a far rispettare

Una madre russa, dopo aver divorziato da suo marito, riesce ad ottenere per vie giudiziarie l'affidamento del figlio che vive con il padre. A causa di errori burocratici non si riesce a rendere immediatamente esecutiva la sentenza. Intanto, il padre cambia residenza con il figlio e non si rende reperibile alle autorità di polizia, così da rendere impossibile il ricongiungimento del figlio con la madre.

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Russia: Se hai dei precedenti penali, togli lavoro ai giudici: hanno già deciso!

Una detenzione cautelare che viene costantemente prorogata dai giudici, senza motivazioni a riguardo, si dimostra come una condanna preventiva. E' la storia di Aleksandrovich Pyatkov, un cittadino che russo che, considerato come soggetto pericoloso, si vede rifiutare ogni richiesta di spiegazione o scarcerazione da parte dei giudici nazionali. Per questo motivo si rivolge alla Corte di Strasburgo.

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Rassegna CEDU – Giovedì 15 Novembre 2012

Giovedì 15 Novembre 2012 Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 15 Novembre 2012, di cui, per ciascuna, si ripropongono: Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int; N.ricorso : ...

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Il Comitato anti-tortura del Consiglio d’Europa sollecita gli Stati ad istituire strutture nazionali di controllo dei luoghi di privazione della libertà

Strasburgo, 14 novembre 2012 – Nel suo rapporto annuale pubblicato il 6 novembre 2012, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) sollecita tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europ...

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Croazia: In queste condizioni il carcere diventa una tortura!

Un detenuto che lamenta condizioni al limite dell'umano e del raccapricciante all'interno della sua cella: uno spazio stretto, sporco, chiuso e quasi offensivo per chi è costretto a viverci. E' la storia di Dženi Longin ed è arrivata alla corte di Strasburgo per ottenere la giustizia che i tribunali croati avevano negato.

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La C.E.D.U. rigetta una richiesta di revisione avanzata dal Governo italiano nel caso Grossi e altri c. Italia

Strasburgo, 13 novembre 2012 – Con sentenza del 30 ottobre 2012, la C.E.D.U. ha rigettato una richiesta di revisione avanzata dal Governo italiano avverso la sentenza del 14 dicembre 2010 emessa nel caso Grossi e altri c. Italia. Nel 2003 i ricorrent...

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Rassegna CEDU di Martedì 13 Novembre 2012

Martedì 13 Novembre 2012 Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 13 Novembre 2012, di cui, per ciascuna, si ripropongono: Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int; ...

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La valutazione delle normative di non discriminazione come requisito di accesso all’Unione Europea: il report 2012

Il 10 Ottobre 2012 la Commissione Europea ha adottato il “pacchetto per l’allargamento”, una raccolta di documenti riguardanti, da un lato, le strategie e le linee guida da seguire nel processo di allargamento dell’Unione e, dall’altro, i rapporti sui progressi fatti dai paesi candidati in merito ai criteri di valutazione utili per l’ammissione.

In particolare, i documenti inclusi nel pacchetto sono: la carta strategica per l’allargamento; i report di avanzamento riguardanti i singoli paesi in cui si fa un bilancio della loro situazione interna; lo studio di fattibilità su un accordo di stabilizzazione e associazione con il Kosovo; il rapporto di monitoraggio completo sulla Croazia.

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Nessuna garanzia per il detenuto con disabilità intellettiva: Ungheria condannata

Z.H. è un ragazzo sordomuto affetto da un grado medio di disabilità intellettiva, ed è analfabeta. Il 10 aprile del 2011 aggredisce e deruba un passante a Gyüre, dopo il tentativo di fuga viene fermato dalla polizia di Vásárosnamény in possesso della refurtiva. La Corte dopo aver ascoltato le argomentazioni delle parti, non è affatto convinta che il ricorrente abbia ottenuto le informazioni necessarie circa il suo stato d'accusa e ancor meno che l'insieme delle misure speciali fosse sufficiente e adeguato alle sue particolari condizioni psicofisiche.

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La C.E.D.U. condanna l’Italia per il ritardo nell’esecuzione delle pronunce emesse a seguito della procedura “Pinto”

Strasburgo, 12 novembre 2012 – Con sentenza dell’8 novembre 2012, la C.E.DU. ha deciso su diciotto ricorsi, tutti riuniti nel caso Ambrosini e altri c. Italia (ricorsi n. 8456/09, 8457/09, 8458/09, 8459/09, 8460/09, 8461/09, 8462/09, 8463/09, 8464/...

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