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Monthly Archives: novembre 2012

Libertà di espressione: la Corte edu boccia il Portogallo

In Portogallo due lavoratori impiegati in una struttura sanitaria pubblica dicono basta ai continui abusi di potere del loro superiore e a suoi continui "giorni di ferie" pagati con i soldi dei contribuenti; decidono di informare il Ministero della Salute e di irrompere così fragorosamente nell'omertà generale: ma subiscono una dopo l'altra condanne per diffamazione. Soltanto la Corte EDU riconoscerà le loro ragioni.

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Nel caso Donati e altri c. Italia il Governo italiano risarcisce i ricorrenti per l’occupazione del loro terreno

Strasburgo, 23 novembre 2012 – Il 15 novembre 2012 la C.E.D.U. si è pronunciata nel caso Donati e altri c. Italia. Si tratta di un caso in cui i ricorrenti, proprietari di un terreno occupato dall’amministrazione senza il riconoscimento di alcun i...

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Le sentenze CEDU del 22/11/12

Rassegna CEDU – Giovedì 22 Novembre 2012 Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 22 Novembre 2012, di cui, per ciascuna, si ripropongono: Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza ...

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Quando la medicina non basta a salvare una vita. Polonia assolta dall’accusa di malasanità

La malasanità è ancora uno dei problemi più gravi anche nelle moderne società europee, perché causa numerosi disagi e talvolta la morte. Sembra esserne una vittima anche una giovane donna polacca, deceduta in ospedale.Tuttavia la Corte EDU, ragionando sulla presunta violazione del diritto alla vita, scioglie ogni dubbio, assolvendo la Polonia da ogni responsabilità.

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La responsabilità dello Stato per violazione del diritto comunitario da parte di un organo giudiziario. A proposito della sentenza Kobler della Corte di giustizia delle Comunità europee

A seguito delle sentenze Francovich e Brasserie du pecheur/Factortame III (Corte di giustizia, 19 novembre 1991, Francovich e Bonifaci, causa C- 6/90 e C- 9/90; Corte di giustizia, 5 marzo 1996, Brasserie du Pecheur e Factortame, causa C-46/93 e C- 48/93), si era giunti ad affermare senza grande esitazione che «le droit à réparation existe indépendamment de l'organe del l'Etat auquel la violation est imputable, y compris s'il s'agit du pouvoir legislatif ou de l'autorité judiciaire» (D. Simon, Le systeme juridique communautaire, PUF, 2001, paragrafo 33).

Ebbene, se la Corte, nella sentenza Brasserie du pecheur/Factortame III, aveva affrontato la questione della responsabilità della violazione del diritto comunitario discendente da un comportamento imputabile al legislatore, non si era ancora trovata a dover pronunciarsi direttamente su di una ipotesi di violazione imputabile ad un organo giudiziario.

E' soltanto, dunque, con la pronuncia in esame che la Corte di giustizia precisa che la violazione del diritto comunitario può derivare anche da una errata interpretazione ed applicazione del diritto comunitario ad opera dei giudici nazionali.

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Rassegna CEDU di Martedì 20 Novembre 2012

Martedì 20 Novembre 2012 Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 20 Novembre 2012, di cui, per ciascuna, si ripropongono: Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza ...

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Germania e difesa in giudizio: l’incuranza di un diritto essenziale in uno stato di diritto

Germania e difesa in giudizio: l’incuranza di un diritto essenziale in uno stato di diritto

Il sig. Nerim Neziraj, originario della Serbia, viene condannato in primo grado per lesioni personali. Dopo la sentenza di condanna, decide di appellarsi in secondo grado ma il suo ricorso viene respinto a causa delle continue assenze non giustificate durante il processo. Ritenendo di essere stato impossibilitato ad esercitare il suo diritto di difesa deposita un ricorso alla C. costituzionale federale, ma anche quest'ultimo viene respinto. Avendo esaurito le vie interne decide di adire la Corte di Strasburgo, che gli darà ragione.

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Italia: la legge Pinto non basta per superare il problema della lentezza della giustizia

Italia: la legge Pinto non basta per superare il problema della lentezza della giustizia

Ben diciotto casi hanno subito un irragionevole prolungamento dei tempi dei loro processi. Il tentativo di chiedere l'attuazione della legge Pinto mediante le vie giudiziarie incrementa il ritardo anche di quest'ultimi giudizi . Non riuscendo a trovare giustizia in Italia, intraprendono le vie internazionali adendo la Corte di Strasburgo, che gli restituirà speranza nella giustizia violata.

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Polonia : l’accanimento religioso contro una ragazza che sceglie di abortire

Polonia : l’accanimento religioso contro una ragazza che sceglie di abortire

Una ragazza polacca, quando era ancora minorenne, subisce una violenza fisica da un coetaneo che le causerà una gravidanza indesiderata. Insieme alla madre decidono di interrompere artificialmente la gravidanza, ma questa scelta non verrà accettata da dottori e preti che, incuranti della sofferenza e della fragilità della ragazza, cercheranno di convincerla a tutti i costi a continuare la gravidanza. Non trovando giustizia per vie interne, adiscono la Corte di Strasburgo, che accoglierà le loro censure.

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