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Monthly Archives: giugno 2012

Ultime condanne della Russia: le assurde violenze del potere pubblico sui suoi cittadini

Un caso emblematico quello di Salikhov del 3 Maggio 2012 per riflettere sui maltrattamenti e l'applicazione dell'art 3 CEDU- divieto alla tortura e a trattamenti disumani - in Russia: i buoni si trasformano in cattivi e si abbattono sui più deboli, con l'arroganza del potere e della violenza. Proprio coloro che dovrebbero rappresentare e preservare la legalità, le autorità pubbliche, si fanno sopraffare dalla propria posizione e applicano solo la propria legge. La legge più antica del mondo, la più barbara: il più forte vince sul debole.

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Slovacchia : un Tribunale recidivo non contiene i tempi del processo

In Slovacchia un Tribunale distrettuale, durante lo svolgersi del processo, non riesce a garantire tempi adeguati e ragionevoli per la risoluzione della controversia. Questo comportamento sarà condannato oltre che da due pronunce della Corte Costituzionale slovacca anche dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo , che riconoscerà un rimborso per il pregiudizio subito dal ricorrente.

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Romania: in ospedale tra scabbia e pidocchi

Cosa pensereste se un giorno, all’improvviso vi portassero in una stanza sporca, e vi lasciassero in quelle condizioni per un bel po’ di tempo? E se quella stanza fosse addirittura una stanza di un ospedale psichiatrico ridotto in pessime condizioni igienico sanitarie? Non si tratta di fantasia o di finzione ma questa è la storia accaduta a Mihai Parascineti, un cittadino rumeno

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Ipazia: una bandiera di laicità

Cercheremo qui di delineare in modo chiaro, nonostante le varie difficoltà, una figura di cui poco conosciamo: Ipazia; le notizie che la riguardano oscillano tra verità storica e deformazione letteraria: molti autori, infatti, anche suoi contemporanei,  ne hanno parlato e ne sono stati affascinati. Sulla sua vicenda, recentemente, un ottimo e utile lavoro è stato [...]

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Olanda: Per espellere un clandestino si devono rispettare le leggi!

Essere arrestati e scontare la propria detenzione in carcere, secondo le comuni norme del diritto nazionale è la regola comune per tutti coloro che vengono condannati per aver commesso un reato e sono messi in condizione di pagare per aver commesso il fatto. Le cose si complicano quando il soggetto che commette un reato è un clandestino, il quale diventa destinatario anche dell'ordine di espulsione da quel paese in cui ha commesso il reato.

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Repubblica ceca: quando il carcere conduce alla morte

Nel giugno 2002, V.P., di etnia Rom, viene arrestato in Repubblica Ceca con l'accusa di furto con scasso e condotto in una stazione di polizia. Mentre si trova sotto custodia, V.P. cade da una finestra al primo piano della stazione di polizia: viene ricoverato d’urgenza in ospedale, ma muore la mattina seguente.

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