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Monthly Archives: giugno 2012

Moldavia: 24 anni di carcere compensati con un pasto giornaliero al fast-food

Sirbu di provenienza moldava si trova di fronte la Corte dei Diritti dell’Uomo denunciando inaccettabili condizioni di detenzione subite: la conclusione del processo a Strasburgo è impedita dall'offerta di pagamento dallo Stato moldavo di 3.000 €. Facendo un rapido calcolo il compenso offerto sarebbe pari ad un pasto al giorno nei ‘migliori’ fast food.. avrebbero potuto fare un buono omaggio!

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Maltrattamento nelle carceri: adesso anche la Grecia

La sfida più importante dei paesi cosiddetti moderni è quella di garantire i diritti inviolabili della persona in qualsiasi situazione, a maggior ragione in quelle di maggior disagio, come può essere il momento della detenzione. Il caso Samaras e altri vs. Grecia è emblematico: i tredici ex detenuti di nazionalità greca e somala, del carcere Ioannina di Atene, si trovano in condizioni di sovraffollamento, a dover trascorrere gli anni più angosciosi della loro vita in spazi intollerabili, senza le cure necessarie per la loro salute, senza il bene più importante dell’uomo: la libertà personale.

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Russia: perdono le cause perché non gli notificano le udienze

La sig.ra Kolegova e il signor Kolegov hanno promosso una battaglia di ricorsi contro l'amministrazione russa: fortemente deficitati negli spostamenti dalla loro invalidità, avevano richiesto all'autorità dei servizi sociali, già nel 2003, un'automobile adatta alla loro condizione con cui muoversi: questa fu negata, a seguito di una perizia medica, alla prima ricorrente perché risultava incapace della guida, mentre al secondo ricorrente perché controindicato a causa del suo handicap.

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Ungheria: da oggi i “panni sporchi” si laveranno fuori dal Parlamento!

Il 27 febbraio 2007 Józef Tartar e Károly Faber decidono di manifestare il loro malcontento per la situazione politica ungherese, e così appendono attorno alla recinzione del Parlamento una corda con degli abiti sporchi. Nonostante il tutto si concluda in 13 minuti alla presenze di qualche giornalista, per le autorità ungheresi si configura il reato di abuso del diritto di riunione pacifica.

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Malta: l’interesse pubblico ed economico prevale sul diritto di proprieta’

Malta. Una strada che attraversa un terreno può essere causa di liti, specialmente quando questo terreno viene espropriato e ai proprietari non viene riconosciuto un giusto compenso. Questa vicenda è accaduta a Malta, a due contadini, il sig Giljan Farrugia e il signor John Farrugia nati nel 1963 e nel 1957 e residenti nel quartiere di San Julian.

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Processo: duello ad armi pari, d’ora in poi anche in Estonia

Ci troviamo in Estonia, precisamente a Kihnu, dove il sindaco, il Sig. Leas, agisce indisturbato nell'esercizio della sua funzione. Ma un bel giorno volendo restituire un nuovo volto alla sua isoletta rurale - che pensate è abitata da ben 487 persone - attraverso la restaurazione di edifici, del porto, e del museo locale, decide di occuparsi personalmente della gara d'appalto, in cambio di qualche spicciolo (8310 € in due comode rate) da parte del responsabile della società "vincitrice", il Sig. L. per l'appunto.

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Anche l’Italia condannata per le condizioni degradanti nelle carceri

La Corte Europea dei diritti dell’uomo giorno 7 Febbraio 2012 apre un processo contro l’Italia a seguito del ricorso presentato da un detenuto affetto da paraparesi agli arti inferiori e diversi disturbi cardiaci e intestinali che gli rendevano impossibile muoversi autonomamente. Più referti di medici avevano accertato l’incompatibilità della sua situazione fisica con i luoghi di detenzione.

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Romania: Una detenzione arbitraria di 12 ore

La Corte EDU infine nel marzo 2011 ha tutti gli elementi per valutare priva di qualsiasi fondamento giuridico la detenzione del Sig. Creangã del 16 luglio 2003, basandosi sull’art 5 comma 1 della Convenzione. In particolare osserva che: il ricorrente viene informato di esser sospettato (per aver commesso vari reati) solo dopo il secondo interrogatorio; il governo non aveva presentato alcuna informazione tangibile sull’atteggiamento delle autorità circa lo status del ricorrente in data 16 luglio 2003. Né si rileva alcun documento che permetta alla Corte di determinare eventuali misure adottate per informare il Sig. Creangã della facoltà di poter lasciare l’edificio.

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Darfur e Grandi Crimini Internazionali

Corte Penale Internazionale dell’Aia: quali sono le ragioni di diritto e di fatto per i quali si è mossa la comunità internazionale con un suo organo giurisdizionale, nonché i soggetti che vengono presi in considerazione come implicati nel conflitto che ogni giorno bagna di sangue le strade di questo paese molto lontano non solo da noi, ma anche dalla civiltà.

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Russia: Gli orrori della guerra nella regione cecena

La Corte riunita oggi in merito al caso Edilova v. Russia, ha ritenuto, con la sentenza 083 (28/02/2012), all’unanimità la violazione dei seguenti articoli della Convenzione europea dei diritti dell’uomo: Art. 2 (diritto alla vita) , Art 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), Art 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), Art 13 (diritto a un ricorso effettivo).

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