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Rassegna sulla Corte Europea

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30/03/2016

Quest'oggi la Grande Camera, la formazione più autorevole della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha pronunciato una sentenza di non violazione a favore del Regno Unito. Il caso riguardava l'uccisione di Jean Charles de Menezes, cittadino brasiliano che, già sottoposto a sorveglianza, venne ucciso con diversi colpi d'arma da fuoco alla testa nella metro di Londra da due agenti delle forze speciali: essi lo aveva erroneamente ritenuto un attentatore suicida. In Regno Unito i due agenti non furono né imputati né perseguiti disciplinarmente per quell'omicidio: invece venne riconosciuta la responsabilità per la negligente pianificazione e gestione dell'operazione di polizia e risarciti i familiari della vittima.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 29/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 29/03/2016

Quest'oggi la Corte europea ha emesso verdetti di condanna a carico di Spagna, Russia, Croazia, Moldavia e Turchia. Nel caso Bedat c. Svizzera, invece, la Grande Camera ha ribaltato la sentenza pronunciata nel 2014: allora una Camera della Terza Sezione aveva ritenuto che la condanna ad una multa di un giornalista svizzero, che aveva pubblicato materiali coperti dal segreto investigativo circa un incidente stradale sul ponte di Losanna, fosse illegittima; oggi, invece, la formazione più autorevole della Corte europea ha ritenuto che tale condanna fosse conforme alla Convenzione europea. Come misura necessaria in una società democratica, non ha comportato alcuna violazione del diritto alla libertà di espressione del giornalista.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 24/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 24/03/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso cinque casi, condannando Grecia, Russia, Lituania e Ucraina per la violazione della Convenzione europea. Un ricorso contro la Svizzera è invece stato dichiarato manifestamente infondato: nel caso Tabbane c. Svizzera, un cittadino tunisino che era entrato in società' con la compagnia francese Colgate Palmolive aveva poi citato la compagnia in una causa davanti alla Camera arbitrale, lamentando infine di aver subito un processo arbitrale iniquo e di non aver potuto accedere alla giurisdizione ordinaria svizzera per impugnare il lodo emesso a suo sfavore.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/03/2016

Quest'oggi la Grande Camara, formazione più autorevole della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha emesso due verdetti di condanna a carico di Russia e Svezia. Nel caso Blokhin c. Russia, la Corte europea ha accertato l'illegittimità della detenzione di un dodicenne russo disabile e con disturbi mentali, recluso per trenta giorni e senza cure mediche adeguate per l'estorsione ai danni di un vicino di nove anni e, tra l'altro, sulla base di una confessione da lui resa in un interrogatorio senza avvocato. Nel caso F.G. c. Svezia, il Giudice europeo ha ribaltato la sua precedente sentenza ed ha ritenuto che il ricorrente, cittadino iraniano convertitosi in Europa al Cristianesimo, rischierebbe la morte o comunque maltrattamenti se fosse espulso alla volta dell'Iran, espulsione che sarebbe stata eseguita dalla Svezia se non fosse intervenuta cautelarmente la stessa Corte europea nel 2011.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/03/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata su quattordici casi: condanna il Portogallo per la violazione della libertà di espressione (art.10 CEDU) ai danni di una giornalista che aveva divulgato un servizio riprese effettuate durante un'udienza: le corti nazionali non le avevano dato ragione; Il sistema carcerario russo si rivela per l'ennesima volta inadeguato ad accogliere detenuti disabili e garantire loro una permanenza dignitosa, per tali ragioni il Cremlino incorre nella violazione dell'art 3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti).

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/03/2016

Quest'oggi la Corte europea del diritti dell'uomo si è pronunciata su sette casi: ammonisce il Regno Unito per la violazione dell'equo processo così come tutelato all'articolo 6 della Convenzione; i giudici inglesi infatti pur avendo accertato la violazione dei diritti del ricorrente, non avevano poi quantificato il risarcimento dovuto a fronte del danno subito. Anche l'Azerbaijan colleziona l'ennesima condanna per aver violato il diritto alla sicurezza e la libertà di un suo cittadino impegnato nel campo dei diritti umani, posto ingiustamente in custodia cautelare.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15/03/2016

Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata su 9 casi ed in particolare ha condannato il Cremlino nel caso Novruk e altri c. Russia per aver vietato l’ingresso nel paese dei cinque ricorrenti per il sol fatto di esser HIV-positivi; secondo i giudici della Corte di Strasburgo è stato violato l’articolo 14 in combinato disposto con l’articolo 8, ovvero il divieto di discriminazione e il rispetto della vita privata dei ricorrenti.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’8/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’8/03/2016

Quest'oggi la Corte europea ha emesso tre sentenze. In particolare nel caso Rusu c. Romania la Corte europea ha ritenuto legittima la condanna di un giornalista rumeno per non aver pubblicato la rettifica di una notizia che, in origine attendibile, poi si era dimostrata falsa: essa riguardava il furto di due televisori presso la locale sede del partito di governo. La maggioranza dei giudici europei hanno ritenuto che il giornalista, oltre a pubblicare la lettera del padre del diffamato, avrebbe dovuto smentire espressamente la notizia.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 03/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 03/03/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha pronunciato due sentenze, una nei confronti della Germania e l'altra dell'Ucraina. Nel caso tedesco, la Corte europea è stata chiamata a valutare l'equità di un processo penale nel quale il ricorrente era stato condannato sulla base di una prova - un grosso quantitativo di hashish - acquisito durante una perquisizione che la Corte suprema tedesca aveva dichiarato illegittima: a parere della Corte europea, il processo è stato comunque equo considerando in concreto le garanzie giurisdizionali sulla ammissibilità ed affidabilità delle prove in questione, sul loro uso nel processo e sulla natura ed il grado dell'illegittimità contestata. Nel caso ucraino, invece, è stata accertata una violazione della Convenzione europea perché le autorità ucraine non hanno indagato in maniera effettiva sul pestaggio del ricorrente durante un interrogatorio nella stazione di polizia e perché questi è stato poi condannato in un processo in cui non erano stati sentiti alcuni testimoni a suo favore.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 01/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 01/03/2016

Quest'oggi la Corte europea ha emesso verdetti di condanna a carico di Svezia, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Serbia e Slovenia. Nel caso Milenkovic c. Serbia, è stata accertata la violazione della regola del ne bis in idem: il ricorrente serbo aveva commesso una rissa e per quella era stato prima sanzionato a livello amministrativo e poi condannato in sede penale. Gorbunov e Gorbaciov, invece, sono due cittadini russi che hanno avuto una assistenza legale molto particolare: essi hanno potuto dialogare col proprio legale soltanto tramite un collegamento audio molto instabile e che gli impediva di confrontarsi con lui in privato. Ciò è valsa la condanna della Serbia per la violazione del loro diritto di difesa.

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