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Vita privata e familiare

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Immigrazione, l’integrità familiare non si tocca: la Grande Camera condanna l’Olanda

Immigrazione, l’integrità familiare non si tocca: la Grande Camera condanna l’Olanda

La Grande Camera della Corte europea dei diritti umani ha risposto alla richiesta d'aiuto di una donna, sig.ra Jeunesse, che per lungo tempo ha vissuto con la paura di esser separata dalla propria famiglia a causa delle dure leggi sull'immigrazione. Il caso riguarda il rifiuto delle autorità Olandesi di concedere ad una donna, nata in Olanda prima dell'indipendenza del Suriname, sposata con un cittadino Olandese con il quale ha avuto tre figli, il permesso di risiedere nel paese con la propria famiglia.

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Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

In Italia è tutt'oggi impossibile dare ad un figlio legittimo il cognome della mamma. Non perché ci sia una norma scritta che lo neghi, ma perché nella tradizione italiana, fin dal periodo romano, ai figli viene dato il cognome del papà. Una coppia, però, decide di ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sostenendo che questo obbligo violi i diritto di uguaglianza tra i sessi, e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. La Corte oltre a riscontrare la violazione, ha invitato fortemente lo Stato italiano ad innovare la normativa.

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Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Una norma del codice civile turco prevede che una donna, nel momento in cui si sposa, perde il diritto di utilizzare il proprio cognome da nubile a discapito del cognome acquisito del marito. Con la sentenza Tanbay Tuten v. Turchia, la Corte di Strasburgo ha giudicato discriminatoria questa norma e ha riconosciuto alla ricorrente la violazione degli Artt 8 e 14 Cedu.

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Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Il 26 novembre la città di Trieste ha ospitato il vertice bilaterale italo russo, con Enrico Letta e Vladimir Putin. Circa 200 persone sono scese in piazza quel giorno, manifestando a favore dei diritti degli omosessuali. La Russia, negli ultimi mesi, ha visto l'emanazione di nuove norme che comprimono i diritti della popolazione LGBT, limitando la "propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori". Lo scopo della manifestazione è stato quello di spronare le autorità ad inserire la questione nell'ordine del giorno dell'incontro italo-russo, durante il quale sono stati firmati solamente accordi di carattere commerciale e governativo.

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Strasburgo condanna la Grecia: “Unioni civili anche ai gay”

Strasburgo condanna la Grecia: “Unioni civili anche ai gay”

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che, se un Paese prevede unioni civili in alternativa al matrimonio, queste devono essere aperte a tutti, anche a persone dello stesso sesso. Non si potranno quindi escludere le coppie omosessuali dalle unioni civili. La Grand Chamber ha condannato per questo motivo la Grecia, paese in cui dal 2008 l'accesso alle unioni civili è limitato solamente alle coppie eterosessuali.

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La perquisizione non è un atto di guerra! La Bulgaria tre volte colpevole a Strasburgo

La perquisizione non è un atto di guerra! La Bulgaria tre volte colpevole a Strasburgo

Borislav Gutsanov è un noto politico socialista bulgaro. Nel 2010 è indagato e arrestato con l'accusa di abuso d’ufficio e appropriazione indebita: La polizia lo arresta all'alba con un vero e proprio blitz nel suo appartamento: durante la perquisizione, gli agenti incappucciati puntano costantemente le armi a lui e alla sua famiglia in un'atmosfera di terrore e ansia, accertata e condannata dai giudici della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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Diagnosi preimpianto. Via libera a spese del Sistema Sanitario Nazionale

Diagnosi preimpianto. Via libera a spese del Sistema Sanitario Nazionale

Storica pronuncia del Tribunale di Roma: il giudice ha ammesso il ricorso alle tecniche di procreazione assistita e alla diagnosi genetica preimpianto a beneficio di una coppia,Rosetta Costa e Walter Pavan, che secondo la legge italiana non poteva accedervi. E' il primo caso in Italia di applicazione diretta ad opera di un giudice dei principi affermati in una sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo, la Costa e Pavan e altri c. Italia, ben nota anche all'opinione pubblica per il clamore mediatico e di cui è stata protagonista la stessa coppia che oggi si vede riconosciuto il diritto alla diagnosi preimpianto a spese del Servizio Sanitario Nazionale. Tutto questo a spese della Legge 40/2004 che è stata direttamente disapplicata dal giudice.

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Romania: delle intercettazioni possono violare i diritti di un magistrato corrotto?

Romania: delle intercettazioni possono violare i diritti di un magistrato corrotto?

Durante un'indagine portata avanti dalla Procura della Repubblica rumena su dei crimini contro la sicurezza nazionale, viene scoperto un giro di tangenti che faceva capo ad un avvocato, LP, teso ad ottenere favori nei casi giudiziari dei suoi clienti. Mediante delle intercettazioni si scopre il coinvolgimento di un magistrato rumeno. Durante il processo che lo vedrà coinvolto sarà messa in discussione la legittimità dell'intercettazione, su cui si basa la tesi accusatoria; ma nonostante questo il ricorrente verrà ugualmente condannato a cinque anni di reclusione. Dopo un ricorso presentato dal magistrato rumeno alla Corte di Strasburgo, verranno a galla alcune irregolarità procedimentali e l'inadeguatezza giuridica della normativa sull'intercettazione della Romania, da tempo rilevata dalla giurisprudenza della Corte

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Divorzio ex lege per cambio di sesso: dubbi di incostituzionalità interna ed europea. Verso il riconoscimento delle “Unioni civili”.

Divorzio ex lege per cambio di sesso: dubbi di incostituzionalità interna ed europea. Verso il riconoscimento delle “Unioni civili”.

Lo scorso 6 giugno scorso, la Prima Sezione della Suprema Corte di Cassazione ha deciso di interpellare la Corte costituzionale sulla legittimità di una norma che a consentito lo scioglimento immediato del matrimonio di una coppia di coniugi che, a causa del sopraggiunto cambio di sesso di uno dei due, senza volerlo, si è ritrovata improvvisamente divorziata. Molteplici i parametri costituzionali coinvolti: gli articoli 2 e 29 ella Costituzione, nonché gli articoli 8 e 12 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

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