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Tortura e violenze

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Romania: il sovraffollamento carcerario è solo uno dei problemi!

Marius Sebastian Leontiuc, cittadino rumeno, viene arrestato per truffa, falso e altri reati commessi come amministratore di una società immobiliare. La vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto si rivelerà doppiamente iniqua: non solo il suo regime di custodia cautelare viene scontato in un carcere sovraffollato, ma il ricorrente si trova anche a dover fare i conti con un'estensione dei tempi della detenzione scarsamente motivata.

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Bulgaria: un regime carcerario che non comprime solo la libertà personale

Un cittadino bulgaro, il sig. Zhivko Tonev Chervenkov, sottoposto a "regime speciale" in esecuzione di una condanna all'ergastolo decide di ricorrere alla Corte Edu per lamentare le condizioni del suo stato di detenzione, in violazione degli Artt. 3 e 8 Cedu, e per non aver avuto la possibilità di un effettivo ricorso interno, in violazione dell'Art 13 in combinato disposto con l'Art 3.

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Moldavia: l’irrisolvibile problema del sovraffollamento delle carceri

Moldavia: l’irrisolvibile problema del sovraffollamento delle carceri

Un cittadino moldavo, il sig. Mr Constantin Modarca, si è macchiato del delitto di omicidio e per questo è stato condannato a scontare 15 anni di carcere. Dopo essere stato trasferito più volte in diverse carceri ed essere stato detenuto in condizioni disumane, decide di rivendicare il suo diritto ad essere detenuto in condizioni umane e non degradanti: agisce perciò dinanzi alla Corte di Strasburgo, che riconoscerà il suo diritto.

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Polonia : l’accanimento religioso contro una ragazza che sceglie di abortire

Polonia : l’accanimento religioso contro una ragazza che sceglie di abortire

Una ragazza polacca, quando era ancora minorenne, subisce una violenza fisica da un coetaneo che le causerà una gravidanza indesiderata. Insieme alla madre decidono di interrompere artificialmente la gravidanza, ma questa scelta non verrà accettata da dottori e preti che, incuranti della sofferenza e della fragilità della ragazza, cercheranno di convincerla a tutti i costi a continuare la gravidanza. Non trovando giustizia per vie interne, adiscono la Corte di Strasburgo, che accoglierà le loro censure.

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Croazia: In queste condizioni il carcere diventa una tortura!

Un detenuto che lamenta condizioni al limite dell'umano e del raccapricciante all'interno della sua cella: uno spazio stretto, sporco, chiuso e quasi offensivo per chi è costretto a viverci. E' la storia di Dženi Longin ed è arrivata alla corte di Strasburgo per ottenere la giustizia che i tribunali croati avevano negato.

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Polonia: se il detenuto è pericoloso, l’isolamento è a tempo indeterminato

Il regime di detenuto speciale dà vita a forti restrizioni sulla sfera personale e degli affetti. Una situazione quasi invalidante, ancora più difficile per chi ha già problemi di salute. Robert Głowacki per ben due anni è stato sottoposto all'isolamento carcerario soltanto perché era stato ritenuto più volte un detenuto pericoloso. La Corte EDU sancisce l'avvenuta violazione degli articolo 3 (divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti) e 6 (diritto ad un equo processo).

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Romania: Una telefonata può cambiarti la vita…in peggio!

Una telefonata avvisa la polizia informandola del nome del ladro che ha svaligiato un'abitazione privata la sera prima. La polizia comincia la caccia all'uomo che, trovato, viene costretto con violenza inaudita a confessare il tutto. Peccato che la confessione è estorta e che non è lui il colpevole delle accuse che gli si rivolgono. Un abuso di potere che macchia la giurisdizione romena.

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Moldavia: com’è morto Leonid Ghimp?

Leonid Ghimp muore il giorno dopo aver lasciato la caserma di polizia. Ci era arrivato con un tassista con sui aveva avuto una discussione risolta in qualche minuto. Peccato per i modi: era stato picchiato dalla polizia, con oggetti contundenti, tanto da aver avuto un infiammazione purulenta del peritoneo (addominale, per intenderci). Ma di questo non era scritto niente nel suo verbale stilato al commissariato. Nemmeno del suo arrivo col tassista. La polizia lo aveva trovato ubriaco ad una fermata dell'autobus ed assolutamente no erano state fatte violenze su di lui. Questo era stato obbligato a firmare al momento del rilascio. Solo la Corte EDU riuscirà a dare giustizia ai familiari di Leonid.

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Fervido “mea culpa” dell’Albania: la Corte cancella il ricorso

Una banale lite con un secondino, una spinta. La morte di un diciassettenne pesa ancora come un macigno dietro alle mura del carcere di Rubik in Albania. La Corte EDU prende atto dell'impegno generale dello Stato, di condurre un'indagine efficace e di punire adeguatamente i responsabili di atti di violenza nei confronti dei detenuti, ed in considerazione di quanto sopra cancella la causa dalla lista.

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