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Tortura e violenze

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Carcere disumano per il boss “inoffensivo”: Provenzano chiede i danni all’Italia

Carcere disumano per il boss “inoffensivo”: Provenzano chiede i danni all’Italia

I legali del di Bernardo Provenzano, boss di Cosa Nostra arrestato nel 2006 e da allora sottoposto al regime del 41bis, hanno presentato ricorso alla Corte di Strasburgo, lamentando nei confronti dell'Italia la violazione dell'Articolo 3 della Convenzione Europea (condizioni inumane e degradanti) circa la sua detenzione. Il boss ormai gravemente malato e, a detta dei legali, ormai inoffensivo, non meriterebbe un trattamento carcerario così duro.

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Romania: in carcere senza alcuna dignità

Romania: in carcere senza alcuna dignità

Il sig. Olariu è un cittadino romeno. Dopo anni di detenzione nel carcere di Iaşi ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per denunciare le condizione disumane in cui vive: celle troppo piccole per il numero di detenuti che contengono, spazi angusti e sporchi, cure mediche inadeguate e quasi inesistenti. La Corte ha riconosciuto la violazione dell'articolo 3 della Convenzione, ma ha ritenuto il ricorso irricevibile in relazione alle cure mediche, in quanto non è stato osservato il previo esaurimento dei ricorsi interni.

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In Turchia un ragazzo che si ritrova in una manifestazione viene considerato un terrorista

In Turchia un ragazzo che si ritrova in una manifestazione viene considerato un terrorista

Abdullah Yasa aveva solo 13 anni quando è stato coinvolto in un corteo di manifestanti nella sua città. La situazione era particolarmente tesa: molti partecipanti lanciarono pietre e oggetti contro le forze dell'ordine che risposero sparando dei gas lacrimogeni per disperdere la folla. Uno di questi colpì sul volto Abdullah, che fu portato in ospedale e operato d'urgenza. La sua famiglia denunciò l'accaduto, ma la richiesta non fu accolta dalle autorità giudiziarie turche; anzi il ragazzo fu accusato di aver partecipato attivamente alla manifestazione e di essere membro di un gruppo terrorista. La Corte Europea dei diritti dell'uomo, investita del caso, ha riscontrato una palese violazione dell'art 3 della convenzione, oltre che un uso arbitrario della forza da parte della polizia.

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Pessime condizioni delle carceri: Romania condannata dalla Corte Europea

Pessime condizioni delle carceri: Romania condannata dalla Corte Europea

Constantin Aureliano Tudor è un cittadino rumeno, detenuto dal 2008 nel carcere di Jilava, un penitenziario noto per le condizioni degradanti ed inumane dei carcerati. Sovraffollamento e scarsa pulizia sono i problemi maggiori della struttura, a cui si aggiunge la scarsa qualità del cibo, la mancanza di acqua calda e potabile. Il sig. Tudor, inoltre, è stato privato di cure mediche adeguate, per un problema alla schiena. Pertanto, dopo aver intrapreso infruttuosamente le vie giudiziarie interne, ha presentato un ricorso alla Corte EDU, che ha accertato la violazione dei suoi diritti.

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Italia: Un decreto legge per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario

Italia: Un decreto legge per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario

E' stata forse trovata la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri italiane. Il Ministro Cancellieri ha presentato un decreto legge contenente importanti provvedimenti per dare una svolta alle attuali condizioni dei penitenziari italiani. Misure alternative alla detenzione, ristrutturazione degli immobili esistenti e sconti di pena sono gli strumenti che il governo intende adottare per alleggerire l'attuale situazione di sovraffollamento. Basteranno ad evitare nuove condanne per l'Italia da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo?

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Strasburgo rigetta il ricorso italiano. Un anno per cambiare il sistema carcerario

Strasburgo rigetta il ricorso italiano. Un anno per cambiare il sistema carcerario

Con il rigetto del ricorso presentato dall'Italia alla sentenza Torreggiani, in cui era stata rilevata la violazione dell'Art 3 Cedu, si apre uno scenario difficile per il nostro paese. La sentenza, ormai inappellabile e definitiva ci obbliga a risolvere il problema delle carceri (sovraffollamento, strutture degli edifici e logistica) entro un anno a partire da oggi. Una sfida contro il tempo che deve essere vinta a tutti i costi per evitare di creare un precedente e quindi un aggancio alle migliaia di ricorsi attinenti la materia messi in stand-by in questo momento alla Corte di Strasburgo

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Ucraina: Bastano i tuoi precedenti giudiziari per tenerti in carcere

Ucraina: Bastano i tuoi precedenti giudiziari per tenerti in carcere

La Sig.ra Svetlana Ivanovna Komarova è una cittadina ucraina che viene arrestata per tentata corruzione. In violazione dell'Art 3 Cedu lamenta che nel corso del regime di custodia cautelare non le siano state apprestate adeguate cure mediche. Inoltre, in violazione dell'Art 5 Cedu ritiene che non possa ritenersi giustificata l'eccessiva lunghezza di questa misura cautelare predisposta a suo carico.

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La giustizia non ha prezzo, ma costa molto cara

La giustizia non ha prezzo, ma costa molto cara

L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo lo scorso Gennaio: le 206 prigioni italiane sono in grado di contenere un numero massimo di 45 000 persone, mentre al 13 aprile 2012 se ne contano 66.585 (di cui il 42% in detenzione provvisoria). Per tale ragione, le celle appaiono straordinariamente piccole e disagevoli: nei casi di specie nove metri quadri da condividere in tre (tre metri quadri per persona), con acqua calda intermittente, e in alcuni casi con ventilazione e illuminazione insufficiente.

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La Corte EDU condanna la Romania per le condizioni disumane delle sue carceri

La Corte EDU condanna la Romania per le condizioni disumane delle sue carceri

Il sig. Ciobanu è un cittadino rumeno che dal 2004 sta scontando una pena nel carcere di Colibasi. Le condizioni detentive sono pessime: poco cibo e di scarsa qualità, mancanza d'igiene nelle celle, impossibilità di accedere ai luoghi esterni. Per questo il ricorrente decide di depositare un ricorso presso la Corte EDU contro la Romania per le condizioni del carcere in cui è collocato. Il giudice europeo riscontrerà una violazione dei diritti del detenuto rumeno.

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In Romania l’opinione pubblica conta più della legge!

In Romania l’opinione pubblica conta più della legge!

I giudici rumeni dispongono una misura cautelare nei confronti di un business man accusato di essere coinvolto in una truffa riguardante affari societari. Detenzione subito ritenuta illegittima dall'imputato, il Sig. Lauruc, il quale si oppone iniziando uno sciopero della fame. Nonostante tutto i giudici non ordinano la scarcerazione in quanto sostengono che questa sia dovuta per preservare l'ordine pubblico e allo stesso tempo per non minare la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha infine condannato la Romania per il discutibile operato dei suoi giudici.

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