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Categorie Violazioni CEDU

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La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

Durante la seconda guerra cecena dal 1999 ad oggi, secondo un dato diffuso da Amnesty International dai 3000 ai 5000 ceceni sono scomparsi per mano delle forze armate russe. Novantasei cittadini russi, famigliari di 36 cittadini ceceni rapiti tra il 2000 e il 2006, hanno depositato dei ricorsi presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per rivendicare i diritti negati e il rapimento dei loro famigliari ad opera di gruppi di militari russi, tutt'ora non identificati. La Corte di Strasburgo, pronunciandosi sul caso, ha accertato la responsabilità della Russia per questi rapimenti. Ma intanto di queste persone misteriosamente scomparse non si ha ancora alcuna notizia.

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Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Manifestare il proprio credo religioso anche con la dieta: nelle carceri rumene non è consentito

Ghennadii Vartic, detenuto presso il carcere di Rahova, in Romania, ha adito la Corte Europea dei Diritti Umani per trattamenti discriminatori in carcere circa la sua religione. Il ricorrente, professante la religione buddista, ha richiesto la somministrazione di una dieta conforme ai principi della sua religione, priva dunque di elementi di carattere animale. Il carcere ha respinto la richiesta, non essendo la "dieta buddista" tra le diete proposte dal carcere. La Corte, riconoscendo che anche la dieta rientrasse nel diritto alla libertà di religione, ha accertato la violazione dell'art 9 CEDU.

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La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

Il 17 Dicembre 2013 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è pronunciata su un caso molto delicato a causa delle ripercussioni politiche che ha prodotto a riguardo della diatriba tra la Turchia e l'Armenia sul riconoscimento giuridico del genocidio armeno del 1915. La questione riguarda l'affermazioni di un politico turco di estrema sinistra che definì pubblicamente il genocidio armeno come una bugia internazionale. La Corte ha riconosciuto che il diritto alla libertà, anche dinanzi a queste forti affermazioni, dovesse essere tutelato.

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Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Turchia: Le donne sposate devono poter utilizzare il loro cognome da nubili

Una norma del codice civile turco prevede che una donna, nel momento in cui si sposa, perde il diritto di utilizzare il proprio cognome da nubile a discapito del cognome acquisito del marito. Con la sentenza Tanbay Tuten v. Turchia, la Corte di Strasburgo ha giudicato discriminatoria questa norma e ha riconosciuto alla ricorrente la violazione degli Artt 8 e 14 Cedu.

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Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Il 26 novembre la città di Trieste ha ospitato il vertice bilaterale italo russo, con Enrico Letta e Vladimir Putin. Circa 200 persone sono scese in piazza quel giorno, manifestando a favore dei diritti degli omosessuali. La Russia, negli ultimi mesi, ha visto l'emanazione di nuove norme che comprimono i diritti della popolazione LGBT, limitando la "propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori". Lo scopo della manifestazione è stato quello di spronare le autorità ad inserire la questione nell'ordine del giorno dell'incontro italo-russo, durante il quale sono stati firmati solamente accordi di carattere commerciale e governativo.

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La Corte Edu può abbattere “il muro del silenzio” intorno alle violenze della Cia in Polonia

La Corte Edu può abbattere “il muro del silenzio” intorno alle violenze della Cia in Polonia

Martedì 02 Dicembre 2013, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Echr) ha svolto un’importante audizione a riguardo della delicata vicenda di due terroristi, attualmente detenuti a Guantánamo, che hanno denunziato per il tramite dei loro avvocati alla Corte Edu di aver subito atti di tortura da parte degli anti della CIA in una prigione segreta americana nascosta in una foresta del Nord della Polonia.

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L’interesse archeologico-naturalistico cancella il diritto di proprietà sul territorio

L’interesse archeologico-naturalistico cancella il diritto di proprietà sul territorio

Nel 2002 il ricorrente acquista un porzione di territorio dell'isola di Aşırlı, in Turchia. L'appezzamento di terreno si trova all'interno dei limiti archeologici e naturali di un'area protetta e per questo motivo lo Stato turco ne rivendica il diritto di proprietà. Si mette in discussione il diritto del proprietario attuale e si considerano addirittura nulli tutti gli altri atti di vendita compiuti dai proprietari che nel passato si erano succeduti. Per lo stato turco, il vizio sulla proprietà è all'origine, risale addirittura nel 1942.

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Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Il sig. Encurlescu, cittadino rumeno, intentò una causa verso un terzo nel 1996 per falsificazione ed uso di documenti falsi. Il procedimento vide susseguirsi una serie di vicende: prima cadde in prescrizione il reato, seguirono poi una serie di ricorsi da parte del ricorrente, che non ottennero un esito favorevole. Dopo che vennero iniziati vari procedimenti la questione si concluse solo nel 2010, a distanza di 14 anni dal suo inizio. Il cittadino bulgaro, al termine di questo lungo iter giudiziario, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per vedersi riconosciuta la violazione del suo diritto ad un equo processo sancito dall'articolo 6 della Convenzione Europea.

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La Corte respinge l’istanza cautelare. Provenzano può restare al 41bis

La Corte respinge l’istanza cautelare. Provenzano può restare al 41bis

Bernardo Provenzano deve rimanere in carcere. A stabilirlo è stata la Corte di Strasburgo. Rifiutata quindi la richiesta dei legali del boss di applicare la regola 39, ovvero la misura cautelare d'urgenza con cui i giudici impongono ad uno stato di prendere immediate misure per eliminare o impedire la violazione dei diritti del ricorrente. Era stata chiesta infatti la scarcerazione del boss in virtù delle critiche condizioni di salute giudicate ormai incompatibili con il regime del 41bis.

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La Corte Europea richiede dei chiarimenti all’Italia, prima di pronunciarsi sulle violenze della caserma di Bolzaneto

La Corte Europea richiede dei chiarimenti all’Italia, prima di pronunciarsi sulle violenze della caserma di Bolzaneto

Molto attesa è la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo intorno al blitz della scuola Diaz e alle violenze nella caserma di Bolzaneto. Infatti dopo il tanto discusso e criticato caso di Carlo Giuliani, la Corte di Strasburgo si dovrà ri-pronunciare intorno ai fatti del G8 del 2001 in ben due casi pendenti, Azzolina e altri c. Italia e Cestaro c. Italia, che riuniscono ben trentuno ricorsi. Prima di pronunciarsi la Corte di Strasburgo, però, ha richiesto dei chiarimenti allo Stato italiano riguardanti la normativa italiana in relazione all'art 3 della Convenzione. Non ci resta che attendere la sentenza.

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