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Categorie Violazioni CEDU

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Rifugiarsi in Russia è davvero sicuro? La Corte di Strasburgo condanna il Cremlino

Rifugiarsi in Russia è davvero sicuro? La Corte di Strasburgo condanna il Cremlino

La Corte Europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata su un caso che riguarda la proibizione della tortura, in favore di un cittadino uzbeko, il sig. Mamazhonov, fuggito in Russia per sfuggire alle accuse di estremismo religioso. Il Cremlino ha autorizzato nel 2012 l'estradizione con l'accusa di terrorismo, partecipazione a banda armata e attraversamento illegale del confine uzbeko, ma oggi paga per quella sua condotta contraria ai diritti umani.

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Immigrazione, l’integrità familiare non si tocca: la Grande Camera condanna l’Olanda

Immigrazione, l’integrità familiare non si tocca: la Grande Camera condanna l’Olanda

La Grande Camera della Corte europea dei diritti umani ha risposto alla richiesta d'aiuto di una donna, sig.ra Jeunesse, che per lungo tempo ha vissuto con la paura di esser separata dalla propria famiglia a causa delle dure leggi sull'immigrazione. Il caso riguarda il rifiuto delle autorità Olandesi di concedere ad una donna, nata in Olanda prima dell'indipendenza del Suriname, sposata con un cittadino Olandese con il quale ha avuto tre figli, il permesso di risiedere nel paese con la propria famiglia.

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Tikhonova v. Russia. Il caso della morte di un giovane coscritto

Tikhonova v. Russia – Il 30 Aprile 2014 contro la Russia è stata mossa un’accusa pesante: quella di aver cagionato la morte di un giovane coscritto,  Andrey Tikhonov, reclutato nell’ambito del servizio militare obbligatorio di due anni vigente in Russia. Andrey è stato ritrovato, ...

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Immigrazione in Italia: un viaggio alla ricerca dei diritti.

Immigrazione in Italia: un viaggio alla ricerca dei diritti.

Il quarto incontro del progetto "La dignità della persona come valore per la giustizia europea" torna sul tema attualissimo dell'immigrazione. E lo fa parlando di diritto e umanità. Ospiti il prof. Dino Guido Rinoldi, docente delle materie internazionalistiche dell'Università Cattolica di Piacenza; Marina di Lello Finuoli, dottoranda di diritto penale presso l' Università Cattolica di Milano, e Alessio Genovese, regista del film documentario "EU013 L'Ultima Frontiera", proiettato durante l'incontro. In primo piano la dura realtà dei C.I.E. ( Centri di identificazione e di espulsione), luoghi in cui è lecito interrogarsi se la dignità umana sia realmente salvaguardata.

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La Grande Camera mette la parola “fine” alla vicenda O’Keeffe: l’Irlanda è responsabile delle violenze

La Grande Camera mette la parola “fine” alla vicenda O’Keeffe: l’Irlanda è responsabile delle violenze

Con la pronuncia del 28 Gennaio in Grande Camera, il caso della sig.ra O'Keeffe giunge ad una definitiva e positiva conclusione. Infatti la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha riscontrato definitivamente la responsabilità dell'Irlanda per gli abusi sessuali compiuti negli anni settanta dal preside di una scuola cattolica, accertando la violazione dell'art 3 Cedu e dell'dell' art 13 in combinato disposto con l'aspetto sostanziale dell'articolo 3 della Convenzione.

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Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

Moldavia: stop alla violenza domestica, uomini e donne devono essere sullo stesso piano

In Moldavia una donna e sua figlia subiscono maltrattamenti per anni da parte del padre ed ex marito. Dopo la sentenza di divorzio i maltrattamenti si aggravano, tanto che le ricorrenti richiedono alle autorità un ordine di protezione. Ma, le forze dell'ordine non agiscono tempestivamente, a causa di una giustizia lenta e non uguale per tutti. In Moldavia la disparità tra uomini e donne è evidente e spesso la polizia tollera determinati comportamenti da parte degli uomini, per un'orribile convinzione di supremazia di questi sulle donne. Le autorità moldave non sono riuscite a proteggere le ricorrenti, che si rivolgono alla CEDU, la quale dichiara la violazione degli articoli 3 (divieto di tortura) e 14 (divieto di discriminazione) della convenzione.

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Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

Il cognome della mamma ai figli anche per le coppie sposate è un diritto!

In Italia è tutt'oggi impossibile dare ad un figlio legittimo il cognome della mamma. Non perché ci sia una norma scritta che lo neghi, ma perché nella tradizione italiana, fin dal periodo romano, ai figli viene dato il cognome del papà. Una coppia, però, decide di ricorre alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, sostenendo che questo obbligo violi i diritto di uguaglianza tra i sessi, e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. La Corte oltre a riscontrare la violazione, ha invitato fortemente lo Stato italiano ad innovare la normativa.

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