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Categorie Violazioni CEDU

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La dimensione europea del d.d.l. Cirinnà: una storica conquista di civiltà o una vittoria mutilata che ci allontana dall’Europa?

La dimensione europea del d.d.l. Cirinnà: una storica conquista di civiltà o una vittoria mutilata che ci allontana dall’Europa?

La recente approvazione del d.d.l. Cirinnà al Senato costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento giuridico delle c.d. unioni civili in Italia. Un intervento legislativo atteso da molti anni e che dovrebbe rispondere alle speranze e al desiderio di diritti di molti cittadini, omosessuali e non. Ma questo progetto di legge è davvero una svolta epocale per il nostro ordinamento giuridico - come emerge dalla narrazione politica - o è solo un passaggio obbligato da fattori contingentati? Quanto è evidente una dimensione europea nella fisionomia di questo progetto di legge? Che ruolo ha svolto l'evoluzione giurisprudenza della Corte Edu in questo ambito? Interrogativi cui necessariamente si deve dare una risposta per poter comprendere la vera essenza di questo passaggio politico.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/02/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/02/2016

Quest'oggi la Corte europea si pronuncia su vari casi accertando la violazione per Russia, Turchia; Non ammette la violazione invece per l'Olanda in un ricorso sul diritto a scegliere la propria residenza. Nel caso Nasr e Ghali c. Italia condanna l'Italia nella vicenda di Abu Omar divenuto imam di Milano nel 2001: per i Giudici di Strasburgo c'è violazione dell'art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti) oltre che per l'art.8 (rispetto della vita privata e familiare e dell'art.13 diritto ad un ricorso effettivo.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 18/02/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 18/02/2016

Quest'oggi la Corte europea ha solleva la Germania dalla responsabilità, della violazione, ex art.5 CEDU. Il caso riguarda la condanna a quattro anni e sei mesi del signor Bludorn, inflitta per stupro e lesioni; ammonisce il Liechtenstein per l'eccessiva durata del procedimento che integra la violazione dell'art.6 CEDU, e prevede così per il ricorrente, a titolo di equa soddisfazione 6000 euro e 2500 euro per costi e spese. Il Regno Unito invece incorre nella violazione dell'art.5§4 CEDU rispetto ad una istanza di revisione della detenzione decisa in tempi troppo lunghi, che hanno violato il diritto alla libertà e alla sicurezza.

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Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/02/2016

Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/02/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo si è pronunciata su nove casi: condanna la Russia per le sparizioni forzate ammettendo sia la violazione del diritto alla vita, sia il divieto di trattamenti inumani e degradanti; Nessuna violazione invece per la Svizzera chiamata a rispondere, dal signor Maier per l'applicazione, da parte del giudice, del regime dei lavori forzati a cui lo stesso ricorrente aveva rifiutato di sottoporsi, incorrendo però ad un regime carcerario più rigido.

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Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 04/02/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato Francia, Grecia, Armenia ed Azerbaijan per la violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea. Lo spettro di violazioni accertate copre casi molto diversi fra loro: il suicidio di un detenuto turco all'interno di una prigione francese, laddove la tragedia era stata annunciata dal G.I.P. e, ciò nonostante, non era stato preso alcun provvedimento per evitarla; una perquisizione domiciliare illegittima di un oppositore politico armeno; il pestaggio da parte di agenti in borghese di un caporedattore azero di una rivista bilingue, pubblicata anche nella lingua della minoranza taliscia (e, tra l'altro, condannato poi per incitamento all'odio razziale), la detenzione illegale ed in condizioni degradanti di un migrante gambiano all'interno una stazione di polizia di confine greca, prima, e poi in una struttura detentiva.

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Diritto violato a vedere suo figlio: la Corte europea dà ragione al padre emiliano

Diritto violato a vedere suo figlio: la Corte europea dà ragione al padre emiliano

Sui minori non si scherza ed a Strasburgo lo sanno. Nel caso Bondavalli c. Italia, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso di un padre emiliano che da sette anni è costretto a vedere il figlio in condizioni restrittive. Contro di lui ed il suo diritto di visita deponevano le relazioni negative dei Servizi Sociali di Scandiano ed una perizia psichiatrica: peccato che queste relazioni fossero state stese dai colleghi o ex colleghi della madre, anche lei psichiatra. Il Giudice europeo ha accertato la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare del ricorrente ed ha condannato l'Italia a risarcirlo di 10.000 euro per danni non patrimoniali e 15.000 euro per le spese legali; inoltre, ha chiamato i Giudici italiani competenti a riesaminare nel più breve tempo possibile il diritto di visita del padre.

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