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Libertà e sicurezza

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L’ex sindaco di Budapest perde 37 chili in carcere: l’Ungheria deve risponderne?

L’ex sindaco di Budapest perde 37 chili in carcere: l’Ungheria deve risponderne?

Miklós Hagyó, ex primo cittadino di Budapest, viene arrestato con l'accusa di peculato di fondi pubblici e sottoposto a regime di custodia cautelare per un periodo di oltre 9 mesi di cui si trovano a pagar le spese la sua salute e i rapporti con la sua famiglia, in violazione con l'Art 8. Per le condizioni anguste della cella, in violazione dell'Art 3 Cedu invece, e l'aggravarsi delle sue condizioni di salute perderà persino 37 chili!

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La Corte Europea ridà speranza alla Tymošenko: la sua detenzione è arbitraria e illegittima

La Corte Europea ridà speranza alla Tymošenko: la sua detenzione è arbitraria e illegittima

La Corte Europea, il 30 Aprile 2013, con un'importante sentenza ha condannato all'unanimità l'Ucraina, ritenendo la detenzione del leader del principale partito politico d'opposizione ucraino, Julija Tymošenko, illegittima e arbitraria e perciò in contrasto con i principi e i diritti sanciti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. Una ferma condanna quella della Corte che pesa come un macigno sulle istituzioni ucraine e che allonta sempre di più l'Ucraina dall'Europa.

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In Turchia detenzione cautelare e diritto di libertà non viaggiano sullo stesso binario

In Turchia detenzione cautelare e diritto di libertà non viaggiano sullo stesso binario

In Turchia, la signora Mekike Demirci viene arrestata e poi condannata per favoreggiamento dell'organizzazione illegale PKK, il Partito dei Lavoratori Curdi, sulla base di una testimonianza e di una personale confessione, poi ritrattata. Durante le indagini viene sottoposta a detenzione cautelare e anche inviata in custodia per un periodo di tempo presso la polizia al fine di essere interrogata. La cittadina turca lamenta di aver subito trattamenti inumani e degradanti secondo l'art 3 CEDU e contesta la legittimità della propria detenzione cautelare, in violazione del suo diritto alla libertà tutelato all'art 5 CEDU.

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Turchia: militari assaltano un villaggio, 13 uomini scomparsi nel nulla!

Turchia: militari assaltano un villaggio, 13 uomini scomparsi nel nulla!

Questa vicenda risale al 24 luglio del 1994, giorno in cui le forze militari turche arrivano nella città di Ormancık nel sud della Turchia e senza alcun preavviso ordinano il raduno di tutti gli uomini del villaggio nella piazza principale. Da qui in poi si scrive per la Turchia una pagina di storia, forse una delle più drammatiche. Lungi da ogni garanzia propria di uno stato democratico, gli uomini vengono completamente spogliati dei loro vestiti e brutalmente picchiati, ne vengono arrestai 13. Di loro non si saprà più nulla: i militari ne hanno occultato le tracce.

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La detenzione in attesa dell’espulsione è illegittima. Regno Unito condannato.

La detenzione in attesa dell’espulsione è illegittima. Regno Unito condannato.

Mustafa Abdi, un giovane di origine somalo, giunge nel Regno Unito nel 1995. La sua richiesta di asilo viene rifiutata, tuttavia la sua permanenza sul territorio inglese viene tollerata per anni. Nel 1998 è condannato a 8 anni di prigione per diversi reati, tra cui rapina e molestie nei confronti di un minore. In attesa dell'espulsione, rimane sotto detenzione ma le procedure previste per legge non vengono eseguite. Il giovane detenuto si rivolge alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo lamentando la violazione del suo diritto alla libertà e sicurezza, tutelato all'articolo 5 CEDU.

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Ungheria: dove sono le garanzie della libertà personale?

Ungheria: dove sono le garanzie della libertà personale?

Il Signor X.Y. cittadino ungherese il 15 novembre del 2007 viene arrestato a Budapest con l'accusa di furto, due giorni dopo si pronuncia a riguardo la Corte distrettuale di Pest ordinandone la custodia cautelare. Le Autorità giudiziarie nonostante le reiterate richieste del ricorrente, in nessun tempo forniscono la documentazione circa elementi di prova della sua detenzione. Il carcere intanto consuma la vita di un uomo, tanto che persino una perizia psichiatrica dell'8 febbraio 2008 ne attesta un disturbo della personalità.

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Germania. E’ ammissibile la detenzione preventiva di un tifoso violento?

Germania. E’ ammissibile la detenzione preventiva di un tifoso violento?

Calcio e violenze è un binomio frequente.In Germania, un tifoso di calcio considerato violento, il signor Ostendorf, viene sottoposto a detenzione preventiva e subisce il sequestro del telefono cellulare, per evitare che organizzi e partecipi a violenze tra hooligans di squadre avversarie durante una partita. Il tifoso una volta rilasciato denuncia alle autorità giudiziarie la illegittimità delle misure adottate nei confronti della sua persona, ma vengono tutte rigettate.

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Polonia: se non ti dichiari colpevole la detenzione cautelare è d’obbligo!

Polonia: se non ti dichiari colpevole la detenzione cautelare è d’obbligo!

Il Sig. Jerzy Kowrygo viene sottoposto a un regime di custodia cautelare dopo l'arresto con l'accusa di aver compiuto reati di produzione di droga e connessi. Decide di ricorrere a Strasburgo per contestare il peggioramento delle sue condizioni dovuto allo stato di detenzione, in contrasto con l’Art 3 Cedu (divieto di trattamenti inumani e degradanti) e l’eccessiva lunghezza del regime di custodia cautelare, in violazione dell’Art 5 della Convenzione.

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Russia condannata:una custodia cautelare diventa tortura.

In Russia il sign.Vasiliy Vasilyev , prima di essere condannato per violenza sessuale di gruppo, viene detenuto per un anno e mezzo in carcere, ma la custodia cautelare risulta essere un inferno: sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, illuminazione e cibo scarsi, mancanza di privacy rendono le condizioni quotidiane di vita altamente inumani e degradanti. Si rivolge alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, lamentando la violazione dei propri diritti rispetto al divieto di tortura e inoltre denunciando l’illegittimità e la carenza di motivazioni della detenzione a cui è stato sottoposto.

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Se non sei “normale” non sei nessuno. Condanna per la Russia.

Il Signor Lashin, a seguito della diagnosi di schizofrenia, vede interrompersi la sua attività professionale come autista di autobus. Gli infruttuosi esiti e cause instaurate contro i funzionari pubblici competenti lo conducono alla disperazione e da qui ad una forma di follia. Senza mai essere sentito da alcun giudice nazionale e senza alcuna attualizzazione delle perizie mediche il ricorrente resterà per anni rinchiuso presso l’Omsk Regional Psychiatric. Hospital.

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