Home / Categorie Violazioni CEDU / Libertà d’espressione, coscienza e religione (page 2)

Libertà d’espressione, coscienza e religione

Feed Subscription

I siti online sono responsabili per i commenti degli utenti. Fine della libertà d’espressione?

I siti online sono responsabili per i commenti degli utenti. Fine della libertà d’espressione?

La Corte europea dei diritti dell’uomo appoggia l’Estonia: non c’è infatti violazione della libertà d’espressione (Art 10 Cedu) nella multa comminata dai tribunali nazionali a Delfi AS, noto sito d’informazione della repubblica estone, accusato di diffamazione per dei commenti, ritenuti offensivi, apparsi a margine di un suo articolo riguardante l'operato della "Saaremaa Shipping Company", società di traghetti guidata da Vjatšeslav Leedo.

Read More »

Nessuna responsabilità per diffamazioni altrui. Croazia condannata.

Nessuna responsabilità per diffamazioni altrui. Croazia condannata.

Un cittadino e politico croato, il signor Stojanović, viene condannato per diffamazione in seguito alla pubblicazione su un settimanale di due articoli contenenti sue dichiarazioni lesive della reputazione del Ministro della Salute del tempo.Tuttavia, il signor Stojanović nega di aver pronunciato quelle parole infamanti e lamenta che il contenuto degli articoli non corrisponde alle reali dichiarazioni da lui rilasciate. Ritiene di aver subito un’ingerenza nell’esercizio della sua libertà d’espressione e perciò invoca l’art 10 Cedu dinnanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Read More »

La diffamazione non può sfociare in sanzioni penali. Salvati due giornalisti portoghesi

Due giornalisti portoghesi condannati dalla Corte di Lisbona per aver diffamato il governatore di una regione vengono "salvati" dalla Corte di Strasburgo che fa rilevare come è sacrosanta la libertà di espressione a mezzo stampa (violata dallo stato portoghese con la condanna inflitta ai due ricorrenti) ma soprattutto è inapplicabile una sanzione penale a questo reato così tanto dibattuto.

Read More »

La Grand Chamber si esprimerà sul divieto imposto dalla Francia sul burqa

La Grand Chamber si esprimerà sul divieto imposto dalla Francia sul burqa

La Grande Chamber della Corte di Strasburgo affronterà presto la questione relativa alla legge francese che vieta di indossare il burqa (il velo islamico) in pubblico. E' al vaglio dei giudici infatti il ricorso presentato da una ragazza francese, che lamenta appunto l'incompatibilità della norma vigente con la libertà religiosa tutelata dall'Art 9 Cedu.

Read More »

La Corte Europea rifiuta di riesaminare il celebre caso Eweida e altri vs Regno Unito

La Corte Europea rifiuta di riesaminare il celebre caso Eweida e altri vs Regno Unito

Il 28 Maggio 2013 è stato ritenuto inammissibile il ricorso in Grande Camera presentato dai ricorrenti della sentenza Eweida e altri vs. Regno Unito, che ha fatto molto discutere in Gran Bretagna e non solo. Una sentenza in cui la Corte ha esaminato la spinosa questione della libertà di manifestare il proprio culto religioso in diversi contesti lavorativi, divenuta celebre oltre per la risonanza nazionale che ha avuto la questione interna, anche e soprattutto per quello che la Corte non ha chiarito intorno a questo tema.

Read More »

Regno Unito: Escluso il diritto di voto a chi risiede all’estero più di 15 anni

Regno Unito: Escluso il diritto di voto a chi risiede all’estero più di 15 anni

Non determina una violazione della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo prevedere delle norme che limitano il diritto di voto dei cittadini. Il Regno Unito nella sua legislazione elettorale, impone ai fini del diritto di voto di non stare fuori dallo stato d'origine per più di 15 anni. Questo perché si ritiene debba mantenersi il legame persone-Stato, consentendo quindi il voto solo a chi è in grado di mantenere questo rapporto con la propria nazione e di conseguenza essere interessato a scegliere chi dovrà rappresentarlo in Parlamento.

Read More »

Uno spot animalista troppo spinto viene censurato: La Corte Europea salva l’Inghilterra

Uno spot animalista troppo spinto viene censurato: La Corte Europea salva l’Inghilterra

La campagna pubblicitaria dell'Animal Defenders International (ADI), una delle ONG animaliste più importanti a livello internazionale, a causa del suo contenuto intrinsecamente politico viene censurata dall'autorità inglesi: sarebbe in contrasto con la rigida normativa interna che prevede il divieto assoluto di trasmettere spot politici a pagamento tramite mezzi radio-televisivi. L'Adi, dopo aver adito i giudici inglesi senza alcun esito positivo, decide di presentare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ma la sua istanza verrà respinta anche da quest'ultima.

Read More »

La censura inglese colpisce uno spot politicamente scorretto: secondo la Corte Europea è legittima

La censura inglese colpisce uno spot politicamente scorretto: secondo la Corte Europea è legittima

La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo, il 22 Aprile 2013, ha emanato una sentenza sul caso Animal Defenders International vs The United Kingdom. La vicenda è incentrata sul rifiuto del The Broadcast Advertising Clearance Centre di trasmettere uno spot della ONLUS animalista perché ritenuta poco politicamente corretta, soprattutto in in periodo di campagna elettorale, e pertanto in contrasto con la normativa interna. Dopo che l'associazione animalista ha intrapreso inutilmente le vie di giustizia interna, deposita un ricorso presso la Corte europea lamentando che tale divieto ledesse il suo diritto alla libertà di espressione. Ma la Corte europea non la penserà allo stesso modo.

Read More »

Il diritto negato della libertà di espressione: Russia condannata

Il diritto negato della libertà di espressione: Russia condannata

Il sig. Reznik, presidente del Moscow City Bar (ordine degli avvocati) di Mosca, il 25 dicembre del 2003 è ospite del talk show "Il paese e il mondo". A causa di alcune dichiarazioni rilasciate in quella stessa trasmissione, viene condannato in Appello per diffamazione. Ricorre in Corte Edu per denunciare "la restrizione spropositata del suo diritto alla libertà di espressione". La Corte ha così condannato la Russia perché quella condanna per diffamazione era una misura non "necessaria in una società democratica".

Read More »

Svezia: Anche la Corte Europea condanna il sito Pirate Bay

Svezia: Anche la Corte Europea condanna il sito Pirate Bay

Il ricorso alla Corte di Strasburgo non ha prodotto l'effetto sperato di ribaltare la sentenza emessa dai tribunali svedesi nei confronti dei fondatori del sito Pirate Bay. Per il famoso sito di condivisione online è stata confermata la violazione del diritto alla proprietà industriale, diritto ritenuto dalla Corte più importante rispetto alla libertà d'espressione invocata dai ricorrenti.

Read More »
Scroll To Top