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Diritto ad un equo processo

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Ricorso per cassazione inammissibile? La CEDU esclude l’eccessivo formalismo in Trevisanato c. Italia

Ricorso per cassazione inammissibile? La CEDU esclude l’eccessivo formalismo in Trevisanato c. Italia

Nel caso Trevisanato c. Italia, la Corte europea dei diritti dell’uomo è stata chiamata a valutare se la Corte di Cassazione italiana avesse fatto un’applicazione delle norme processuali eccessivamente formale: sotto inchiesta era la condizione di inammissibilità, prevista dall’art. 166bis del c.p.c. (oggi abrogato dalla riforma del 2009) che imponeva ai ricorrenti di chiudere i propri ricorsi con la formulazione un quesito di diritto. La Corte di Strasburgo ha però accertato una non violazione, negando che la condizione di ammissibilità, proporzionata e rivolta ad uno scopo legittimo, avesse violato il diritto di accesso ad un tribunale del ricorrente.

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Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Lo scorso 15 luglio diversi esponenti delle forze armate turche hanno tentato di rovesciare il Governo turco con un golpe militare, conclusosi però col loro fallimento. Sono morte almeno 208 persone e 1400 ferite; 24 golpisti linciati dalla folla. Ma a tale colpo di stato, mal organizzato, ne è seguito un altro, in netto contropiede e di altra fattura: negli ultimi 10 giorni abbiamo assistito alla cruda e totalitaria reazione del presidente turco Erdogan contro le istituzioni pubbliche, le figure chiave della funzione pubblica e la società civile per una recrudescenza autoritaria e antidemocratica dello Stato turco.

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Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Giustizia precaria in Romania: 14 anni per una sentenza definitiva

Il sig. Encurlescu, cittadino rumeno, intentò una causa verso un terzo nel 1996 per falsificazione ed uso di documenti falsi. Il procedimento vide susseguirsi una serie di vicende: prima cadde in prescrizione il reato, seguirono poi una serie di ricorsi da parte del ricorrente, che non ottennero un esito favorevole. Dopo che vennero iniziati vari procedimenti la questione si concluse solo nel 2010, a distanza di 14 anni dal suo inizio. Il cittadino bulgaro, al termine di questo lungo iter giudiziario, ha fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per vedersi riconosciuta la violazione del suo diritto ad un equo processo sancito dall'articolo 6 della Convenzione Europea.

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Luciano Moggi ricorre alla Corte di Strasburgo chiedendo i danni all’Italia

Luciano Moggi ricorre alla Corte di Strasburgo chiedendo i danni all’Italia

Luciano Moggi non si arrende, dopo aver esaurito i 3 gradi della giustizia ordinaria italiana ha deciso di ricorrere alla Corte di Strasburgo. Radiato dal mondo del calcio e con un procedimento penale ancora in corso, l'ex direttore generale della Juventus lamenta un gran numero di violazioni di norme Cedu durante il suo iter giudiziario. La mancanza di un equo processo e l'impossibilità di impugnare ad organi competenti le decisioni emesse dai tribunali sportivi sono il fulcro del ricorso in Cedu.

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Il caso Ilva approda anche a Strasburgo

Il caso Ilva approda anche a Strasburgo

Nel 2006, Giuseppina Smaltini, cittadina di Taranto, deposita un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo.E' malata di leucemia e denuncia che la sua malattia è stata causata dall'inquinamento dell'Ilva, la grande industria siderurgica ubicata nella sua città. Lamenta la violazione del suo diritto alla vita, che lo Stato non è stato in grado di proteggere: le autorità hanno infatti escluso che ci fosse un nesso di causalità tra emissioni e malattia. Lamenta anche la superficialità e l'inefficacia delle indagini dell'autorità giudiziaria: per ben due volte le sue denunce sono state rigettate per insufficienza di prove. Recentemente i giudici di Strasburgo hanno dichiarato il ricorso ricevibile e dunque lo vaglieranno nel merito.

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Cosa fa la Mafia in Belgio? Uccide. Si conclude a Strasburgo la storia di un omicidio politico

Cosa fa la Mafia in Belgio? Uccide. Si conclude a Strasburgo la storia di un omicidio politico

Si conclude a Strasburgo una vicenda intrisa di mafia e politica che accomuna Belgio e Sicilia. Il 18 luglio 1991, a Liegi, si consuma l'omicidio dell'ex vice primo ministro belga Andre' Cools. Adesso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo condanna il Belgio, colpevole di aver violato il diritto all'equo processo di Domenico Castellino, condannato per quel fatto di sangue.

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