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Diritto alla vita

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Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Crisi nella Turchia di Erdogan si deroga alla Convenzione europea: non è un Paese per i diritti umani

Lo scorso 15 luglio diversi esponenti delle forze armate turche hanno tentato di rovesciare il Governo turco con un golpe militare, conclusosi però col loro fallimento. Sono morte almeno 208 persone e 1400 ferite; 24 golpisti linciati dalla folla. Ma a tale colpo di stato, mal organizzato, ne è seguito un altro, in netto contropiede e di altra fattura: negli ultimi 10 giorni abbiamo assistito alla cruda e totalitaria reazione del presidente turco Erdogan contro le istituzioni pubbliche, le figure chiave della funzione pubblica e la società civile per una recrudescenza autoritaria e antidemocratica dello Stato turco.

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Tikhonova v. Russia. Il caso della morte di un giovane coscritto

Tikhonova v. Russia – Il 30 Aprile 2014 contro la Russia è stata mossa un’accusa pesante: quella di aver cagionato la morte di un giovane coscritto,  Andrey Tikhonov, reclutato nell’ambito del servizio militare obbligatorio di due anni vigente in Russia. Andrey è stato ritrovato, ...

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La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

Durante la seconda guerra cecena dal 1999 ad oggi, secondo un dato diffuso da Amnesty International dai 3000 ai 5000 ceceni sono scomparsi per mano delle forze armate russe. Novantasei cittadini russi, famigliari di 36 cittadini ceceni rapiti tra il 2000 e il 2006, hanno depositato dei ricorsi presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per rivendicare i diritti negati e il rapimento dei loro famigliari ad opera di gruppi di militari russi, tutt'ora non identificati. La Corte di Strasburgo, pronunciandosi sul caso, ha accertato la responsabilità della Russia per questi rapimenti. Ma intanto di queste persone misteriosamente scomparse non si ha ancora alcuna notizia.

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La Corte respinge l’istanza cautelare. Provenzano può restare al 41bis

La Corte respinge l’istanza cautelare. Provenzano può restare al 41bis

Bernardo Provenzano deve rimanere in carcere. A stabilirlo è stata la Corte di Strasburgo. Rifiutata quindi la richiesta dei legali del boss di applicare la regola 39, ovvero la misura cautelare d'urgenza con cui i giudici impongono ad uno stato di prendere immediate misure per eliminare o impedire la violazione dei diritti del ricorrente. Era stata chiesta infatti la scarcerazione del boss in virtù delle critiche condizioni di salute giudicate ormai incompatibili con il regime del 41bis.

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Strasburgo. Condanna della Turchia per la strage di curdi del 1994.

Strasburgo. Condanna della Turchia per la strage di curdi del 1994.

Nel 1994 due villaggi curdi furono bombardati da un raid aereo. Per 19 anni le autorità turche hanno celato la verità, puntando il dito contro il PKK, l'organizzazione autonomista curda. Nel tragico evento rimasero uccise 33 persone, tra cui donne e bambini. I parenti delle vittime non hanno accettato la versione ufficiale di Ankara e hanno adito la Corte Europea dei diritti dell'Uomo nel 2006. Oggi è arrivata la pronuncia di condanna dello Stato turco, responsabile di aver violato il diritto alla vita contenuto all'art 2 Cedu e il divieto ai trattamenti inumani e degradanti all'art 3 Cedu nei confronti delle vittime e dei loro congiunti.

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Il caso Ilva approda anche a Strasburgo

Il caso Ilva approda anche a Strasburgo

Nel 2006, Giuseppina Smaltini, cittadina di Taranto, deposita un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo.E' malata di leucemia e denuncia che la sua malattia è stata causata dall'inquinamento dell'Ilva, la grande industria siderurgica ubicata nella sua città. Lamenta la violazione del suo diritto alla vita, che lo Stato non è stato in grado di proteggere: le autorità hanno infatti escluso che ci fosse un nesso di causalità tra emissioni e malattia. Lamenta anche la superficialità e l'inefficacia delle indagini dell'autorità giudiziaria: per ben due volte le sue denunce sono state rigettate per insufficienza di prove. Recentemente i giudici di Strasburgo hanno dichiarato il ricorso ricevibile e dunque lo vaglieranno nel merito.

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Passo indietro dalla Corte di Strasburgo: il massacro di Katyń resterà senza colpevoli

Passo indietro dalla Corte di Strasburgo: il massacro di Katyń resterà senza colpevoli

Il 21 Ottobre 2013, la Grande Camera si è pronunciata intorno alla vicenda del massacro della foresta Katyń, dove persero la vita 21857 cittadini polacchi per opera dell'Armata Russa, su ordine del dittatore comunista Stalin, durante la seconda Guerra Mondiale. Una sentenza importante sia per la vicenda oggetto del sindacato dei giudici di Strasburgo sia per l'esito, non favorevole per le vittime del massacro. Infatti la Grande Camera si è ritenuta incompetente a pronunciarsi sul caso, rigettando tutte le censure sollevate dai ricorrenti.

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