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Marco Occhipinti

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Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no?

Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no?

Rusu c. Romania – Rettifica sì o rettifica no? La pubblicazione della lettera di smentita del (padre del) diffamato non basta come rettifica Nel caso Rusu c. Romania un giornalista rumeno ha lamentato la violazione della sua libertà d’espressione in ragione della sua condanna ...

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’8/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’8/03/2016

Quest'oggi la Corte europea ha emesso tre sentenze. In particolare nel caso Rusu c. Romania la Corte europea ha ritenuto legittima la condanna di un giornalista rumeno per non aver pubblicato la rettifica di una notizia che, in origine attendibile, poi si era dimostrata falsa: essa riguardava il furto di due televisori presso la locale sede del partito di governo. La maggioranza dei giudici europei hanno ritenuto che il giornalista, oltre a pubblicare la lettera del padre del diffamato, avrebbe dovuto smentire espressamente la notizia.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 03/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 03/03/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha pronunciato due sentenze, una nei confronti della Germania e l'altra dell'Ucraina. Nel caso tedesco, la Corte europea è stata chiamata a valutare l'equità di un processo penale nel quale il ricorrente era stato condannato sulla base di una prova - un grosso quantitativo di hashish - acquisito durante una perquisizione che la Corte suprema tedesca aveva dichiarato illegittima: a parere della Corte europea, il processo è stato comunque equo considerando in concreto le garanzie giurisdizionali sulla ammissibilità ed affidabilità delle prove in questione, sul loro uso nel processo e sulla natura ed il grado dell'illegittimità contestata. Nel caso ucraino, invece, è stata accertata una violazione della Convenzione europea perché le autorità ucraine non hanno indagato in maniera effettiva sul pestaggio del ricorrente durante un interrogatorio nella stazione di polizia e perché questi è stato poi condannato in un processo in cui non erano stati sentiti alcuni testimoni a suo favore.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 25/02/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 25/02/2016

Quest'oggi la Corte europea ha condannato l'Italia per l'inefficacia del rimedio Pinto: sotto la scure del Giudice europeo è finita l'istanza di prelievo nel processo amministrativo come condizione di proponibilità del futuro ricorso per l'indennizzo da eccessiva durata del processo. La Corte europea ha negato che la Legge Pinto, letta col decreto legge 112/2008, sia stata un rimedio interno effettivo per i ricorrenti beneventani. Invece Francia e Germania sono uscite indenni dal controllo europeo: la Corte di Strasburgo ha ratificato le condanne inferte dai Giudici francesi all'editrice di una rivista francese, che aveva pubblicato in copertina la foto di un ragazzo venticinquenne, preso in ostaggio e deceduto; inoltre, è risultato legittimo l'internamento in un ospedale psichiatrico per 28 anni di un giovane tedesco che, negli anni, si era dimostrato socialmente pericoloso per la sua inclinazione ai reati sessuali.

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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 11/02/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 11/02/2016

Quest'oggi la Corte europea ha emesso verdetti di condanna per Grecia, Ucraina ed Azerbaijan, mentre sono uscite indenni dal controllo europeo Regno Unito e Macedonia. In particolare, in due casi azeri, il Giudice europeo ha accertato l'illegittimità della procedura, legalmente ammessa dall'ordinamento giuridico dell'Azerbaijan, della detenzione c.d. amministrativa : essa è stata utilizzata come uno strumento di repressione degli oppositori politici, per imprigionarli nell'immediatezza di manifestazioni politiche o per dissuaderli dall'attivismo politico.

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Un weekend a Venezia all’insegna dei Diritti umani e della CEDU

Un weekend a Venezia all’insegna dei Diritti umani e della CEDU

La Convenzione europea continua a far parlare di sé. Nel weekend dal 18 al 20 marzo 2016 si terrà a Venezia il convegno “La protezione dei Diritti Umani presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”. L'evento è dedicato al complesso e vitale meccanismo internazionale di tutela dei Diritti umani offerto dalla Corte europea e si propone di spiegare agli operatori giuridici come attivarlo e come applicarlo già qui in Italia, con un diritto che guardi (e non dimentichi) Strasburgo.

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Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 04/02/2016

Quest'oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato Francia, Grecia, Armenia ed Azerbaijan per la violazione dei diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea. Lo spettro di violazioni accertate copre casi molto diversi fra loro: il suicidio di un detenuto turco all'interno di una prigione francese, laddove la tragedia era stata annunciata dal G.I.P. e, ciò nonostante, non era stato preso alcun provvedimento per evitarla; una perquisizione domiciliare illegittima di un oppositore politico armeno; il pestaggio da parte di agenti in borghese di un caporedattore azero di una rivista bilingue, pubblicata anche nella lingua della minoranza taliscia (e, tra l'altro, condannato poi per incitamento all'odio razziale), la detenzione illegale ed in condizioni degradanti di un migrante gambiano all'interno una stazione di polizia di confine greca, prima, e poi in una struttura detentiva.

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Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/01/2016

Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/01/2016

Quest'oggi la Corte europea de diritti dell'uomo ammonisce la Bulgaria nel caso del signor Dimitrov Andreev per una restrizione della libertà non autorizzata dal giudice (art.5 CEDU), protrattasi per 43 ore. Indenne invece la Germania, in un caso relativo alle elezioni in Bassa Sassonia: lo sbarramento al 0,5% per l'ingresso in Parlamento non è ritenuto da Strasburgo una percentuale che osta al diritto a libere elezioni della minoranza frisona (art.3 Protocollo n°1) letto in combinato disposto con l'art.13 della convenzione (divieto di discriminazione).

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