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Roberto Federico Proto

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Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Il caso delle “pensioni svizzere” e lo scontro sistemico di tutela dei diritti fondamentali tra Corte Costituzionale e Corte Edu

Il caso delle “pensioni svizzere” e lo scontro sistemico di tutela dei diritti fondamentali tra Corte Costituzionale e Corte Edu

Si arricchisce di un nuovo tassello la vicenda giuridica che è venuta alla ribalta con il nome delle c.d. pensioni svizzere. Infatti, la prima sezione della Corte europea dei diritti dell’Uomo con la sentenza del 1° giugno 2017 si è pronunciata sulla richiesta di equa soddisfazione presentata ai sensi dell’art. 41 CEDU dagli otto ricorrenti della causa Stefanetti e Altri contro Italia, decisa con la sentenza del 15 aprile 2014.

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La dimensione europea del d.d.l. Cirinnà: una storica conquista di civiltà o una vittoria mutilata che ci allontana dall’Europa?

La dimensione europea del d.d.l. Cirinnà: una storica conquista di civiltà o una vittoria mutilata che ci allontana dall’Europa?

La recente approvazione del d.d.l. Cirinnà al Senato costituisce un importante passo in avanti verso il riconoscimento giuridico delle c.d. unioni civili in Italia. Un intervento legislativo atteso da molti anni e che dovrebbe rispondere alle speranze e al desiderio di diritti di molti cittadini, omosessuali e non. Ma questo progetto di legge è davvero una svolta epocale per il nostro ordinamento giuridico - come emerge dalla narrazione politica - o è solo un passaggio obbligato da fattori contingentati? Quanto è evidente una dimensione europea nella fisionomia di questo progetto di legge? Che ruolo ha svolto l'evoluzione giurisprudenza della Corte Edu in questo ambito? Interrogativi cui necessariamente si deve dare una risposta per poter comprendere la vera essenza di questo passaggio politico.

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Europa, lasciami entrare!

Europa, lasciami entrare!

Sabato 27 settembre alle ore 15.00 presso l 'Auditorium Sant'Ilario, durante il Festival del Diritto, si svolgerà l'incontro "Europa lasciami entrare!". Interverranno tre giuristi d’eccezione: Marco Borraccetti, docente di Diritto dell'Unione europea all'Università di Bologna; Antonio Marchesi, Presidente della sezione italiana di Amnesty International-Italia e Elly Schlein, europarlamentare del Partito Democratico.

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Anche gli avvocati fanno volontariato. La straordinaria storia di “Avvocato di strada”.

Anche gli avvocati fanno volontariato. La straordinaria storia di “Avvocato di strada”.

A conclusione del quinto incontro del progetto europeo "La dignità della persona come valore per la giustizia europea"- intitolato: “Lavoro: quali orizzonti nell’Europa dei Diritti?”- Diritti d'Europa ha intervistato l'avvocato Antonio Mumolo, una figura professionale che da sempre ha legato la sua vita ai diritti delle persone più deboli e al volontariato: infatti l'avv. Mumolo è presidente dell’associazione “Avvocato di strada Onlus”, che garantisce assistenza legale totalmente gratuita agli indigenti e a chi è sprovvisto di dimora.

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Lavoro: quali orizzonti nell’Europa dei diritti?

Lavoro: quali orizzonti nell’Europa dei diritti?

Durante il quinto incontro del progetto “La dignità della persona come valore per la giustizia europea”, tenutosi il 29 Marzo presso il Collegio Morigi a Piacenza, la redazione di Diritti d'Europa e l'associazione Generazione Zero hanno discusso riguardo due tematiche di stringente attualità «Lavoro» ed «Europa». Sono intervenuti: Michele Bricchi, Presidente della commissione "sviluppo economico" per il comune di Piacenza; Antonio Mumolo, giuslavorista e Presidente dell’associazione Avvocati di Strada, che è stato insignito del premio Cittadino Europeo 2013 dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz; Nicoletta Corvi, direttore di confcooperative Piacenza e Matteo Corti, docente di Diritto del Lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e autore per la casa editrice Vita e Pensiero del volume: “La partecipazione dei lavoratori. La cornice europea e l'esperienza comparata”.

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Lavoro: quali orizzonti nell’Europa dei Diritti?

Lavoro: quali orizzonti nell’Europa dei Diritti?

Il 29 Marzo 2014 si svolgerà a Piacenza presso il Collegio Morigi, ubicato in via G. Taverna 37, alle ore 18.00 il quinto evento del progetto europeo “Lavoro: quali orizzonti nell'Europa dei Diritti?”; interverranno Antonio Mumolo, giuslavorista e Presidente dell’associazione Avvocati di Strada, che è stato insignito del premio Cittadino Europeo 2013 dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz; Nicoletta Corvi, direttore di confcooperative Piacenza e Matteo Corti, docente di Diritto del Lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e autore per la casa editrice Vita e Pensiero del volume: “La partecipazione dei lavoratori. La cornice europea e l'esperienza comparata”. Interverrà e coordinerà Michele Bricchi, Presidente della commissione sviluppo economico per il comune di Piacenza.

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La Grande Camera mette la parola “fine” alla vicenda O’Keeffe: l’Irlanda è responsabile delle violenze

La Grande Camera mette la parola “fine” alla vicenda O’Keeffe: l’Irlanda è responsabile delle violenze

Con la pronuncia del 28 Gennaio in Grande Camera, il caso della sig.ra O'Keeffe giunge ad una definitiva e positiva conclusione. Infatti la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha riscontrato definitivamente la responsabilità dell'Irlanda per gli abusi sessuali compiuti negli anni settanta dal preside di una scuola cattolica, accertando la violazione dell'art 3 Cedu e dell'dell' art 13 in combinato disposto con l'aspetto sostanziale dell'articolo 3 della Convenzione.

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La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

La misteriosa scomparsa di trentasei ceceni: la Corte Europea accerta la responsabilità della Russia

Durante la seconda guerra cecena dal 1999 ad oggi, secondo un dato diffuso da Amnesty International dai 3000 ai 5000 ceceni sono scomparsi per mano delle forze armate russe. Novantasei cittadini russi, famigliari di 36 cittadini ceceni rapiti tra il 2000 e il 2006, hanno depositato dei ricorsi presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per rivendicare i diritti negati e il rapimento dei loro famigliari ad opera di gruppi di militari russi, tutt'ora non identificati. La Corte di Strasburgo, pronunciandosi sul caso, ha accertato la responsabilità della Russia per questi rapimenti. Ma intanto di queste persone misteriosamente scomparse non si ha ancora alcuna notizia.

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La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

La libertà di espressione per un negazionista? Il caso di un politico turco che non riconosce l’olocausto armeno

Il 17 Dicembre 2013 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è pronunciata su un caso molto delicato a causa delle ripercussioni politiche che ha prodotto a riguardo della diatriba tra la Turchia e l'Armenia sul riconoscimento giuridico del genocidio armeno del 1915. La questione riguarda l'affermazioni di un politico turco di estrema sinistra che definì pubblicamente il genocidio armeno come una bugia internazionale. La Corte ha riconosciuto che il diritto alla libertà, anche dinanzi a queste forti affermazioni, dovesse essere tutelato.

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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 10/12/2013

Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 10/12/2013

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, Martedì 10 Dicembre 2013, si è pronunciata su 14 casi, in cui sono state accertate alcune violazioni della Convenzione da parte della Turchia, Ungheria, Romania, Serbia, Lituania, Moldavia. In particolare in due sentenze, la Corte di Strasburgo ha "condannato" la Turchia per non aver garantito il Diritto alla Vita.

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