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Elsa Pisanu

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Lotta contro il cancro e muore in carcere. Turchia condannata.

Lotta contro il cancro e muore in carcere. Turchia condannata.

La signora Gülay Çetin, cittadina turca, accusata e condannata per omicidio, sconta la pena detentiva in carcere. Un fatale cancro la accompagna nella vita in detenzione: una malattia che la porterà alla morte anni dopo. Dinnanzi alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo lei e i suoi eredi lamentano principalmente l'indifferenza delle autorità giudiziarie e carcerarie verso il suo stato di salute, alla stregua di trattamenti inumani e degradanti.

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La scomparsa di cinque pastori rimane un giallo irrisolto.Turchia condannata

La scomparsa di cinque pastori rimane un giallo irrisolto.Turchia condannata

In Turchia, cinque pastori scompaiono nel nulla in un giorno di Agosto.Il misterioso evento potrebbe essere una conseguenza nefasta dello storico conflitto armato tra soldati turchi e agenti del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che lotta per l'indipendenza del popolo curdo.L'iter delle indagini procede a fatica e si arriva a un sostanziale nulla di fatto.Dinnanzi all'inerzia e all'incapacità delle autorità turche, i parenti degli scomparsi decidono di adire la Corte EDU, lamentando la violazione del diritto alla vita dei cinque pastori e la violazione del diritto ad un ricorso effettivo nel proprio stato per accertare la verità.

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Austria. L’avvocato viene radiato dall’ordine ma dopo dieci anni di procedimenti!

Austria. L’avvocato viene radiato dall’ordine ma dopo dieci anni di procedimenti!

Il signor Christoph Müller-Hartburg è praticante avvocato austriaco condannato a tre anni per riciclaggio e in seguito cancellato dall’albo dal suo ordine come sanzione disciplinare. Si rivolge alla Corte Europea dei diritti dell’uomo lamentando che i procedimenti disciplinari portati avanti nei suoi confronti sono stati troppo lunghi in violazione dell’art 6 CEDU e inoltre si ritiene vittima di una violazione del principio del ne bis in idem tutelato, poiché punito due volte per lo stesso fatto: una volta a livello penale, un'altra a livello disciplinare.

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Russia condannata:una custodia cautelare diventa tortura.

In Russia il sign.Vasiliy Vasilyev , prima di essere condannato per violenza sessuale di gruppo, viene detenuto per un anno e mezzo in carcere, ma la custodia cautelare risulta essere un inferno: sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, illuminazione e cibo scarsi, mancanza di privacy rendono le condizioni quotidiane di vita altamente inumani e degradanti. Si rivolge alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, lamentando la violazione dei propri diritti rispetto al divieto di tortura e inoltre denunciando l’illegittimità e la carenza di motivazioni della detenzione a cui è stato sottoposto.

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Romania: l’infermiera sotto ai ferri rimane sterile. Ma mancava il consenso informato

Romania: l’infermiera sotto ai ferri rimane sterile. Ma mancava il consenso informato

Consenso informato, questo sconosciuto. Un medico sceglie per noi e in bene o in male la vita cambia. In male, spesso. Come accaduto a Julia Kinga Csoma, infermiera rumena: a seguito di un aborto volontario per idrocefalo condotto alla sedicesima settimana in modo non appropriato dal medico, rischia la vita e diviene sterile.Le vengono infatti asportati l'utero, le tube e le ovaie. Lamenta di essere stata vittima di negligenza medica e che le indagini interne di accertamento della responsabilità sono state inadeguate, in violazione del suo diritto al rispetto della vita privata.

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Bulgaria e carceri. Ancora violazioni del diritto dei detenuti: condanna da Strasburgo

Bulgaria e carceri. Ancora violazioni del diritto dei detenuti: condanna da Strasburgo

Un cittadino bulgaro, il signor Yordan Kirchev Vuldzhev, si trova in carcere per scontare una pena comminata per furto. La situazione all'inteno della prigione non è semplice: la corrispondenza tra lui e il suo avvocato viene sistematicamente monitorata dagli agenti penitenziari. Decide dunque di ricorrere alla Corte Europea dei diritti dell'uomo lamentando la violazione sistematica del suo diritto al rispetto della corrispondenza tutelato nell'art 8 CEDU.

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Lituania: anche poche ore di detenzione illegittima violano la Convenzione Europea!

Anche poche ore di detenzione illegittima possono causare grandi sofferenze per una persona. Lo sa bene Maryte Venskutė, cittadina lituana, che si vede prelevata dal proprio posto di lavoro e posta sotto arresto arbitrariamente da parte di agenti della Guardia Nazionale di Frontiera per una presunta accusa di frode. Il giorno dopo viene rilasciata dalla detenzione per insufficienza di prove, ma la privazione della libertà subita la vedrà protagonista di una vicenda giudiziaria, giunta fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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Ungheria: Proteggere i testimoni contro la mafia è dovere “sacro” dello stato

Divenuto a seguito di alterne vicende giudiziarie collaboratore di giustizia, un cittadino serbo, insieme agli altri ricorrenti, suoi familiari, lamenta che la loro esclusione dal programma di protezione testimoni li ha esposti a un pericolo mortale. Un’esclusione, contestata allo Stato Ungherese, che la Corte di Strasburgo ritiene effettivamente lesiva del fondamentale diritto alla vita enunciato all’art 2 CEDU e che su cui le autorità devono intervenire al più presto, ristabilendo le misure di protezione adeguate.

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Libertà del giornalismo turco in chiaroscuro. Condanna dall’Europa

La giornalista turca Nesibe Ruhat Mengi pubblica sul quotidiano Vatan alcuni articoli sui lavori della commissione tecnica per la redazione di un nuovo codice penale turco, e in particolare critica la riduzione delle pene per alcuni reati contro donne e bambini, come il delitto d’onore e stupro. È condannata per diffamazione su querela dei membri della commissione, ma la sua libertà d’espressione viene integralmente riconosciuta dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.

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