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Corso di preparazione alla carriera diplomatica e alle carriere internazionali

Il Corso CoDIS nasce dall’intesa tra il Gruppo Europeo di Interesse Economico Koinaid EEIG e l’Istituto di Studi Giuridici Internazionali (ISGI) - Sede di Napoli del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ed è svolto in collaborazione con DUit S.r.L. Il Corso è rivolto a giovani laureati e laureandi interessati e orientati alla carriera diplomatica e alle carriere internazionali.

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L’ art. 267 TFUE al vaglio della Corte di Lussemburgo: brevi considerazioni sulle questioni sollevate dal Consiglio di Stato con l’Ordinanza n. 1244 del 05 Marzo 2012

I Giudici di Palazzo Spada, al di là della specifica controversia sottoposta alla loro attenzione, hanno sollevato, dinanzi alla Corte di Giustizia, una questione pregiudiziale sulla corretta interpretazione dell’art. 267, par. 3, TFUE, dettato in tema di obbligatorietà del rinvio pregiudiziale da parte del giudice nazionale di ultima istanza: si trattava di chiarire in maniera puntuale e definitiva l’esatta portata di un siffatto “obbligo”, il cui mancato rispetto, in ipotesi, potrebbe far sorgere in capo allo Stato una responsabilità per violazione del diritto comunitario con conseguente risarcimento del danno in favore del soggetto eventualmente leso.

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Criticità della normativa immigratoria: Brevi riflessioni sul troppo abusato meccanismo dell’espulsione dello straniero fondata sulla pericolosità sociale

Si assiste costantemente, ormai, ad un’insostenibile pratica nel procedimento espulsivo ravvisabile nella sostanziale equiparazione, in chiave giustificativa dell’allontanamento dello straniero, tra misura di prevenzione ex art. 13 co. II lett. c) d.lvo 286/98 e quella di cui alla L. 1423/56 e successive modifiche, identificando, in definitiva, i presupposti per espellere lo straniero con quelli necessari ad applicare, in via generale, qualunque misura di prevenzione personale prevista dal nostro ordinamento.

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Il caso ILVA: storia di un disastro ambientale (e non solo)

Acciaio è il nome dato ad una lega composta principalmente da ferro con aggiunta di carbonio; la sua importanza è enorme, dovuta principalmente agli innumerevoli usi ai quali è destinato. Dopo il cemento, infatti, rappresenta il materiale più diffuso al mondo. L’industria siderurgica è considerata, quindi, una componente determinante per  lo sviluppo economico dei paesi industrializzati e nei processi di crescita di quelli in via di sviluppo. 

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La pubblicità dell’udienza nella giurisprudenza CEDU

Scrutando l’orizzonte convenzionale, è possibile individuare il riferimento testuale al diritto allo svolgimento “a porte aperte” dell’udienza nell’art. 6 CEDU, garanzia, anch’essa, annoverata tra gli elementi indefettibili riassunti nel paradigma del processo equo. A dimostrazione che il diritto in questione si estende su di una piattaforma condivisa da ordinamenti variegati, si consideri che lo stesso principio compare sia nel Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, sia nella Convenzione Americana sui Diritti Umani, sia, infine, nella Costituzione degli Stati Uniti d’America. Siffatta garanzia riposa sul principio dell’apparenza, risolvendosi, di fatto, nella traduzione positiva dell’assunto “justice is not only to be done, but to be seen to be done".

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La funzione del Mediatore Europeo quale parte integrante della cittadinanza dell’Unione Europea

La figura del Mediatore Europeo, istituita con il Trattato di Maastricht quale parte della cittadinanza dell’U.E., trova la sua base normativa nel Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), nello Statuto del Mediatore  e nelle Disposizioni di esecuzione dallo stesso adottate.

Obiettivo dell’organismo è quello di contrastare la cattiva amministrazione nell’ambito delle istituzioni e degli organi dell’Unione europea e, di conseguenza, quello di rafforzare gli strumenti di tutela dei diritti dei cittadini dell’Unione e di migliorare l’efficienza dell’amministrazione europea stessa.

Esercita le sue funzioni in piena indipendenza e, nell'adempimento dei suoi doveri, non sollecita né accetta istruzioni da alcun governo, istituzione, organo o organismo. Per tutta la durata del suo mandato, il Mediatore non può esercitare alcuna altra attività professionale, remunerata o meno.

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Stipulato un accordo di Collaborazione Scientifica tra DUit ed “Il Carcere Possibile ONLUS”

L'accordo tra i due enti, prevede lo svolgimento di programmi di ricerca e l'organizzazione di attività d'interesse comune, senza fine di lucro, tese a promuovere il rispetto dei diritti umani fondamentali. In particolar modo, l'azione comune si concentrerà sul tema del sovraffollamento carcerario, causa, finora, di una lunga serie di condanne nei confronti dell'Italia da parte della Corte Europea dei Diritti Umani; moniti e richiami, purtroppo, rimasti inascoltati.

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo richiama l’Italia a realizzare il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza del 25 settembre 2012 ha censurato l’Italia per violazione del diritto al rispetto della vita privata ex art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in un caso concernente il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini.

Il ricorso di fronte alla Corte Europea si basava sull’impossibilità per la Sig.ra Godelli di ottenere informazioni relative alle proprie origini a causa del diritto positivo italiano disciplinante le adozioni (legge n. 184/1993).

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo richiama l’Italia a realizzare il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza del 25 settembre 2012 ha censurato l’Italia per violazione del diritto al rispetto della vita privata ex art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in un caso concernente il diritto dell’adottato a conoscere le proprie origini.

Il ricorso di fronte alla Corte Europea si basava sull’impossibilità per la Sig.ra Godelli di ottenere informazioni relative alle proprie origini a causa del diritto positivo italiano disciplinante le adozioni (legge n. 184/1993).

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La prassi seguita dalla Grande Camera per decidere sulle richieste di rinvio presentate ai sensi dell’art. 43 del regolamento di procedura

La proposta del cancelliere aggiunto della Corte di “comunicare agli Stati una esposizione generale della pratica del Collegio contenente chiare indicazioni sulle cause che rischiano di essere rigettate e su quelle che potrebbero essere accolte” è stata approvata dal Bureau in occasione della sua riunione del 21 giugno 2011.

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