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Strage di Tolosa, colpita al cuore la comunità islamica della città.

Strage di Tolosa: Riappare lo spettro del terrorismo

La Francia si richiude nel dolore e protegge la sua figlia – Tolosa , città del sud della nazione – colpita dall’estemporanea ed inimmaginabile follia di un serial killer, Mohamed Merah , 24enne francese estremista islamico di origine algerina.

 

IL CASO – Erano le 8,30 del mattino di quel 19 marzo 2012 quando davanti al collegio privato di Ozar Hatora -la principale scuola ebraica della città – si è consumata l’inspiegabile tragedia. Il serial killer ha deciso di agire all’orario di apertura , quando nei pressi della scuola affluisco tantissimi ebrei (circa 200 tra ragazzini e famigliari), sparando a morte 4 vittime e ferendo molte altre persone che si trovavano nelle vicinanze . Le vittime sono:  Yonatan Sandler , rabbino di trent’anni , residente a Gerusalemme , i suoi due figli , Arieh e Gabriel , di appena sei e tre anni , ed , in fine , una bambina di otto anni, Miriam Monsonego , figlia del direttore della scuola. Tutte e quattro le vittime avevano la doppia cittadinanza ( francese ed israeliana ),sono state sepolte in Israele. Le esequie si sono svolte presso il più grande cimitero della città, l’Har Hamenouhot, nel quartiere di Givat Shaul. Secondo la ricostruzione del procuratore Michel Valet , il Serial killer prima ha «sparato contro tutto quello che aveva di fronte», poi ha anche «inseguito alcuni bambini all’interno della scuola» .

MOHAMED MERAH – Il Serial killer , artefice dell’attentato alla scuola ebraica di Tolosa , è un ragazzo francese di origine algerina. Nato a Tolosa il 10 ottobre 1988 , di 24 anni . Gli amici e le persone più vicine lo descrivono come “una persona normale” . Neanche l’amico d’infanzia con cui andava a vedere le partite di calcio quando erano bambini, o il proprietario del locale in cui proprio qualche settimana fa era andato a fare una festa ricordano niente di strano nel ragazzo. Il passato del attentatore è ricco d’inflazioni e reati di lieve entità , per questo da molto tempo , dieci anni per la precisione , si avvaleva del supporto legale dell’avv. Christian Etelin . Il quale lo definisce un ragazzo “gentile ed educato, incapace di commettere crimini violenti” , aggiungendo che “dava l’impressione di avere una vita sociale in Francia“. Per Etelin il giovane “non aveva assolutamente l’aria di un fanatico“. Ma dalle prime indiscrezioni degli inquirenti si rileva che questo ragazzo negli ultimi periodi si fosse recato nella regione al confine tra Pakistan e Afghanistan, zona appunto densa di campi jihadisti, dove si sarebbe avvicinato al terrorismo, da questi dati si ipotizza la sua vicinanza ad un organizzazione legata ad Al Qaida. “Ha detto di essere legato ad Al Qaeda” , così  viene confermato da una giornalista di FRANCE 24 che dichiara di aver ricevuto una presunta chiamata di 11 min da Merah . Al ragazzo vengono imputati , inoltre , gli agguati a Tolosa e Montaunban (11 e 15 marzo) , dove persero la vita tre soldati francesi , per questo era sotto osservazione della Direzione centrale delle Informazioni interne (Dcri) e veniva anche seguito da anni dall’antiterrorismo, secondo il ministero dell’Interno.

IL BLITZ – Mohamed Merah è morto nel blitz , dopo oltre 30 ore di assedio , da parte delle teste di cuoio, entrate nell’appartamento nel quartiere residenziale di Côte Pavée , a pochi metri dalla scuola dove ha avuto luogo la tragedia . Merah , prima del blitz , stava aspettando i poliziotti in bagno , al loro arrivo ha aperto il fuco , cinque poliziotti alla fine rimarranno feriti , e proprio durante la sparatoria che tenta la fuga dalla finestra ma verrà colpito a morte  prima di concludere il suo tentativo di fuga. La serie di raffiche di armi automatiche durante il raid è durata oltre tre minuti, sono stati esplosi almeno 300 proiettili, le teste di cuoio hanno lanciato bombe accecanti e gas paralizzanti. Anche se l’ordine del presidente francese e del ministro dell’interno fu quello di “catturarlo vivo e consegnarlo alla giustizia“.

CORDOGLIO INTERNAZIONALE –  ll presidente del Consiglio Mario Monti ha espresso a nome del governo italiano “profonda indignazione e sconcerto per il grave episodio avvenuto oggi a Tolosa. Un fatto ancor più grave perché dettato dall’antisemitismo e dalla violenza che ha colpito tre bambini ed il loro insegnante” si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi. Mentre una « ferma condanna per il crimine odioso» è arrivata anche dal presidente dell’esecutivo comunitario Josè Manuel Barroso. Il presidente Barack Obama dichiara :“ Francia e Stati Uniti sono più che mai determinati a lottare insieme contro la barbarie terroristica” . Lo Stato di Israele , invece , si è detto«inorridito» dalla strage e confida che le autorità francesi «facciano luce» su quanto accaduto e consegnino i responsabili alla giustizia. Il premier dell’Anp , Salam Fayyad , d’altro canto , ha chiesto di “smettere di sfruttare il nome della Palestina per giustificare azioni terroristiche , e che la smettano di fingere di ergersi a tutela dei diritti dei bambini palestinesi, i quali chiedono soltanto una vita decente“. Da qui anche l’invito del presidente francese Nicolas Sarkozy ad evitare ritorsioni verso la comunità musulmana e l’impegno a essere «implacabili» contro l’indottrinamento all’odio ed a non fare confusione tra terroristi e la comunità mussulmana.

Lo spettro del terrorismo si nasconde, si cela, felino tra la gente, per poi colpire all’improvviso inesorabile con tutta la sua potenza inarrestabile . Ogni volta la storia si ripete con un assordante presentimento che primo o poi ri-capiterà . Le domande che ci affollano la mente sono sempre le stesse. Gli Stati , le organizzazioni internazionali e le istituzioni dove sono? Quando ci si spenderà per diffondere politiche della tolleranza ? Quando ci si impegnerà ad attuare politiche del dialogo , del confronto internazionale , per conseguire un superamento delle aberranti e deleterie  ideologie ultra-nazionalistiche e razziali. L’incubo indelebile dell’olocausto , delle persecuzioni razziali nel mondo dovrebbe essere un monito , un pallino fisso , per i leader politici mondiali affinché si  faccia tutto il possibile per evitare che ciò non accada più , per impedire semplicemente di non ricommettere sempre gli stessi errori. Che la crisi economica non sia un presupposto per deresponsabilizzarci dalle tragedie e dalle follie che hanno martoriato le vite di tanti innocenti.

 

About Roberto Federico Proto

Sono nato ad Ostuni, comunemente conosciuta come la città bianca, nel 1990 di un martedì 17, numero che mi ha sempre portato molta fortuna. Conclusi gli anni scolastici obbligatori ho deciso, inconsapevolmente, d'iscrivermi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di Piacenza). Grazie agli studi universitari ho iniziato ad appassionarmi di Diritti Sociali, con un occhio sempre attento e vigile a tutte le vicende e i mutamenti del Diritto del Lavoro. Dal febbraio del 2012 faccio parte della redazione del webmagazine Diritti d'Europa ( ex Generazionezeroitalia.org), dove commentiamo e divulghiamo le pronunce della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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