Home / I diritti nel Mondo / Asia / Violenza domestica sulle donne: la svolta del Tagikistan

Violenza domestica sulle donne: la svolta del Tagikistan

La violenza domestica è oggi uno dei maggiori motivi di disgregazione delle famiglie. Sono tantissimi i casi di donne picchiate o violentate dal proprio compagno. E questo fenomeno colpisce soprattutto le coppie musulmane, dove gli uomini sentono di dover imporre un potere “legittimo” nei confronti della donna, perché giustificati dal Corano. Anche se, la corretta interpretazione del Libro Sacro, non permette alcun tipo di violenza nei confronti della donna. In Tagikistan si è accesa recentemente una speranza per queste donne: un disegno di legge, per contrastare la violenza domestica.

I FATTI 

Fin da piccoli ci siamo sentiti dire: “Le donne non si toccano nemmeno con un fiore”, un detto che vuol inculcare il rispetto e la deferenza verso il sesso femminile. Addio padre padrone, benvenute donne in carriera. Le donne hanno combattuto nel tempo per emanciparsi ed affermarsi nel mondo, per conquistare la parità di sesso con gli uomini, e, salvo circostanze particolari e con molte riserve, possiamo affermare che ci sono riuscite.

Violenza sulle donneLa TV però continua a diffondere notizie di donne uccise dal proprio partner, compagne picchiate, ex- fidanzate seguite, o utilizzando un temine moderno “stalkerate”. Lo scorso anno, in Italia, sono state uccise oltre 100 donne, per lo più giovanissime, da parte di uomini, mariti, compagni, fidanzati, padri o “amici”. Il numero di donne che subiscono violenze domestiche è elevatissimo e in continuo aumento, difficile da stabilire con precisione; benché siano molti i numeri di soccorso da poter chiamare, e gli enti a cui potersi appoggiare, ancora molte donne soffrono e subiscono in silenzio. Questo triste fenomeno prende il nome diFemminicidio“.
Ancora molto diffusa e radicata è una mentalità maschilista, meglio dire arretrata, in cui la donna o la fidanzata è considerata come una proprietà: un bene, che nessuno può toccare o portare via senza il previo consenso dell’uomo. E allora essi si sentono in diritto di potersi comportare come meglio credono nei confronti della propria compagna, anche imponendo il loro volere tramite la violenza … fisica, psichica, o sessuale.

Nel mondo islamico, in particolare, la donna è considerata ad un livello inferiore rispetto all’uomo. Non ha possibilità di studiare, di realizzarsi nel lavoro o nella vita. Il loro unico compito è quello di essere una buona moglie e una buona madre. Molti uomini giustificano questo atteggiamento con un motivo di carattere religioso, ma non è del tutto vero. Il Corano non impone alle donne di coprirsi con il velo, anzi, permette loro di mostrare i capelli, non vieta alle donne di studiare, e non dice soprattutto che la donna è inferiore all’uomo. Purtroppo però alcuni gruppi di musulmani, ad esempio i Talebani, a causa di un’interpretazione errata del libro Sacro, continuano a credere che il loro comportamento sia giustificato dal volere del profeta Maometto. In questo caso, le donne non possono far altro che obbedire: una qualsiasi ribellione verrebbe punita con violenza, o addirittura con la morte.

FOCUS 

In Tagikistan questo tipo di violenza è ormai un fatto quotidiano. Non esiste nessuna tutela giuridica per le vittime, i responsabili non vengono puniti, perché la legge non lo prevede. Ma, nel dicembre 2012 si è acceso un faro di speranzaDonne mussulmane per queste donne: il Parlamento ha approvato un nuovo disegno di legge, proposto da numerose associazioni per la tutela delle donne, e molte ONG. Questa legge regolerà i rapporti familiari e punirà chi si macchia di violenza domestica. I colpevoli devono essere puniti, e le vittime devono essere aiutate: sono previsti infatti anche piani di recupero psicologico, assistenza medica e legale. In Tagikistan sono tante le donne che vorrebbero scappare dal proprio marito, ma non ne trovano la forza né il coraggio, forse perché la legge non le aiutava in nessun modo. Con questo nuovo disegno di legge, invece, s’interverrebbe anche nei casi di matrimonio non ufficialmente registrato, garantendo diritti alle donne, quali proprietà, alimenti ed eredità. Questo progetto, che dovrebbe essere approvato nel mese di aprile, è un grande traguardo per il Tagikistan e per tutte le organizzazioni per la tutela delle donne, che si sono impegnate nel portare avanti questo progetto, concretizzando quella speranza di cambiamento.

Ma a volte ci si domanda come si possa usare violenza nei confronti della donna con cui si condivide una vita? Quale “uomo” può permettersi di picchiare la propria compagna, la donna che dovrebbe amare? Ciò che sta alla base di un rapporto di coppia non è solo l’amore ma il mutuo rispetto. Ed è impossibile immaginare che chi ama possa realmente fare del male. Quando c’è violenza, non c’è amore. E quando non c’è amore, non esiste una coppia. Non è una banalità, perché se lo fosse non ci sarebbero problemi di questo genere, in Tagikistan come in Italia.

About Dora Tucci

Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top