Home / I diritti nel Mondo / World Bank e Aids: rapporto 2012

World Bank e Aids: rapporto 2012

Sguardo internazionale alla malattia in termini economici

La malattia è una realtà biologia da sempre presente nell’uomo. Attraverso la sua natura primitiva e la sua innaturale perversione, si sono prodotte nuove realtà virali che intaccano il nostro corpo: esempio ecclatante di quello che sto dicendo può darcelo l’AIDS, nata  probabilmente nell’Africa subsahariana per trasmissione “animale-uomo”, provocando così una epidemia globale.
Il primo caso documentato di AIDS risale al 1959, quando la presenza del virus dell’HIV fu riscontrata in un campione di sangue proveniente da Kinshasa, città della Repubblica democratica del Congo. Attualmente UNAIDS e il WHO hanno stimato che ci siano stati 25 milioni di morti dalla scoperta della sindrome e solo nel 2005 sono stati stimati circa 3,1 milioni di morti di cui 570.000 bambini.

In un momento come quello di oggi e degli ultimi 5 anni di deficit di crescita e di incertezza sulle prospettive future, il  14 marzo 2012  è stato pubblicato un Rapporto della “World Bank” (banca mondiale) nel quale  sottolinea il carattere d’urgenza  per la materia di Prevenzione in capo ai Governi Africani nei confronti di nuove infezioni da HIV. Si sottolinea in particolar modo drammaticità della crescita in numero di persone che contraggono giornalmente la malattia e sulla sostenibilità che si dovrà tenere, a livello mondiale, nei prossimi anni: oggigiorno si contano oltre 30 milioni di casi che vivono da anni in queste condizioni e oltre 60 milioni di nuovi contagiati in una decade, specialmente nel continente cosiddetto “nero”.

Gli investimenti per l’ HIV/AIDS sono cresciuti da 260 milioni in dollari americani nel 1996 a 15.9 miliardi nel 2009. Tuttavia ultimi rapporti parlano di incremento dei costi come conseguenza di esigue finanze pubbliche, in particolar modo in Sud Africa dove l’epidemia è particolarmente più intensa :in accordo con questi rapporti, la dimensione fiscale dell’HIV/AIDS nel Borswana, Sud Africa, Swaziland e Uganda sta creando ansietà sul mantenimento ed espansione di questa sindrome, essendo comunque la povertà rigida e disperata.

La coautrice di questi studi della Banca mondiale, Elizabeth Lule, cerca di dare risposta ai finanziamenti a lungo termine sottolineando appunto i rincari che subiscono i trattamenti per la malattia, nonché la mancanza materiale di un antivirale che la debelli definitivamente.

In Botswana, dove circa un quarto della popolazione di età 15-49 vive con l’HIV, i progetti di relazione ai costi fiscali di HIV / AIDS raggiungeranno il 3,5 per cento del PIL al 2016, in lieve calo al 3,3 entro il 2030 nuove infezioni diminuire. Con un fatturato di estrazione rallentamento in rapporto al PIL, i costi fiscali di HIV / AIDS potrebbe salire a oltre il 12 per cento delle entrate dello Stato entro il 2021, presentando una sfida straordinaria fiscale.

In Sud Africa HIV/AIDS ha implicazioni significative per le finanze pubbliche e la capacità del governo di raggiungere i suoi altri obiettivi fondamentali di politica sociale e sanitaria; “con  programmi di prevenzione in ”scaling up” dell’HIV, il Sud Africa sta per risparmiare (US $ 2.500) per l’infezione“, ha detto Ruth Kagia, World Bank Country Director per il Botswana, Sudafrica e Swaziland. “Investire nella raccolta di dati dell’epidemia è la chiave per rendere risposta nazionale più efficace e conseguire una migliore salute e risultati sociali per le persone.

In Swaziland la malattia ha ripercussioni fiscali più gravi sulle attese entrate pubbliche in calo e la situazione macroeconomica. Con la più alta prevalenza di HIV nel mondo, Swaziland ha contribuito per un 60 per cento dei costi sulle sue risorse interne negli anni passati. Tuttavia, i costi del programma HIV / AIDS sono in aumento e prevede un aumento al 7,3 per cento del PIL entro il 2020. Di certo un finanziamento esterno sarà necessario per aumentare in modo sostanziale a soddisfare il deficit del paese.

In Uganda i costi della risposta nazionale nei confronti dell’epidemia dovrebbero salire oltre il 3 per cento del PIL, dei quali  i finanziamenti esterni hanno contribuito per circa il 85 per cento della spesa totale. I costi sostenuti da una singola infezione sono stimati a circa 12 volte il PIL pro capite (US $ 5900) per una nuova infezione a partire dal 2010.

Spesso, non sono i paesi con la più alta prevalenza di HIV che portano il fardello più pesante per finanziare i loro programmi di HIV, ma paesi a basso reddito in cui ogni infezione  costa diverse volte più del PIL pro capite, e le risorse nazionali sono meno“, ha detto Markus Haacker , co-autore del rapporto.

Il rapporto della Banca Mondiale sostiene che i Governi debbano valutare meglio la sostenibilità finanziaria e l’efficienza allocativa di risposte per l’HIV / AIDS nel corso del tempo, in modo da gestire in modo sostenibile a lungo termine questo onere.

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top