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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 28/02/2013

Giornata dedicata alla sola Slovenia quella di oggi. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato la giovane repubblica iugoslava in ben due casi – gli unici esaminati questo Giovedì – per violazione dei principi basici di giustizia connessi al processo.

È da notare che la Slovenia poche volte è stata richiamata dalla Corte di Strasburgo per violazione dei diritti della Convenzione Europea, vuoi perché nata solo nel 1991, vuoi perché, conseguentemente, ha fatto ingresso nel Consiglio d’Europa, e poi nel sistema di controllo giurisdizionale della CEDU, soltanto nel 1994 – con la ratifica della Convenzione – ; vuoi, forse ma non necessariamente, perché quello della CEDU è uno strumento non ancora diffuso e ben conosciuto nella classe forense slovena. E, purtroppo, meno si è consapevoli dei propri diritti e degli strumenti per tutelarli, meno si può incidere sulla cultura nazionale per migliorarla. Per questo conoscere la CEDU è un capitolo indispensabile in qualsiasi battaglia per i diritti umani.

Sulla situazione slovena: Profilo Slovenia e Statistiche dal 1959 al 2011.

In entrambi i casi – Mesesnel v. Slovenia e Milenović v. Slovenia – i ricorrenti hanno lamentato di non aver potuto chiamare a testimoniare persone decisive nelle loro difese: senza poter ascoltare i tuoi testimoni, come puoi convincere il giudice della fondatezza delle tue ragioni? Non puoi, e l’esito della causa è prevedibile.

Quale giustizia può esistere infatti se il processo, tempio delle parità delle armi e delle garanzie per l’imputato, agone di confronto e contraddittorio tra parti litigiose, non è equo? Il giudice è terzo e imparziale, certo, ma forse che lo sia anche quando condanna l’una o l’altra parte?  Il giudice approccia inizialmente la causa in modo distaccato, ma tramite il processo se ne fa un’opinione; per questo decide, perché convinto che uno abbia torto e uno ragione. E il processo è ciò che lo convince: truccare il processo, magari abusando o approfittando di strumenti che un legislatore sprovveduto a fornito alle parti più scaltre, significa ingannare il giudice e, in ultima analisi, frodare bellamente la giustizia.

Note alla rassegna

corte eduDi seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì 28 Febbraio 2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Mesesnel v. Slovenia22163/083Špela Mesesnel, cittadina slovena, subisce la confisca della patente di guida quando, sottoposta a controllo da un agente di polizia stradale, si rifiuta di utilizzare l’etilometro. Oggi contesta di non aver potuto chiamare al banco dei testimoni l’agente di polizia, le cui dichiarazioni sono state decisive per la sua condanna.Articolo 6 § § 1 e 3 (D) (diritto ad un processo equo / diritto di ottenere la convocazione e l'esame dei testimoni)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - DIFESA)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Milenović v. Slovenia11411/113Goran Milenović, cittadino sloveno, è proprietario di un bar a Capodistria, in Slovenia. È multato per aver mantenuto aperto il suo bar oltre gli orari legali, senza averne la licenza, e subisce tre procedimenti sanzionatori: mentre in due è condannato, in un terzo, parallelo ma su elementi identici, il giudice dichiara l’insufficienza di prove. Lamenta iniquità nei primi due procedimenti e soprattutto l’impossibilità di chiamare a testimoniare i suoi dipendenti circa gli orari di apertura del bar.Articolo 6 § § 1 e 3 (c) e (d) (diritto ad un processo equo / diritto all'assistenza legale di propria scelta / diritto di ottenere la convocazione e l'esame dei testimoni)
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto ad un processo equo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Audizione pubblica)

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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