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E se il Mossad avesse compromesso un’indagine dell’Atomic Energy Agency sull’Iran?

Da un’immagine satellitare del complesso militare iraniano di Parchin collocato a circa 30 chilometri a sudest di Teheran, si evince che stanno progettando armi nucleari.

 

La Atomic Energy Agency (IAEA) sta analizzando i programmi nucleari precedenti e le moderne “aspirazioni” di Teheran. Funzionari occidentali presumono che Israele possa aver fatto uscire notizie dell’indagine della IAEA come espediente per far aumentare la stretta internazionale sul regime di Mahmoud Ahmadinejad.

Dunque, la suddetta probabile fuga di notizie potrebbe pregiudicare un’inchiesta legittimata dall’ ONU sugli esperimenti nucleari passati e gli odierni obiettivi del governo iraniano.

Questo fatto preoccupa i diplomatici occidentali, pensano che possa produrre l’effetto opposto.

Questi sostengono di possedere buone e valide ragioni per supporre che ci sia Israele dietro la fuga di notizie e una sequela di antecedenti divulgazioni sull’indagine della IAEA, evidenziando l’insofferenza di Israele per quello che scorge come un consenso internazionale sulle attività nucleari di Teheran.

Tra l’altro, codesta fuga di notizie suonerebbe come un’ostilità nei confronti del progretto atomico delle autorità iraniane condotto a conclusione a Vienna dove è collocato il quartier generale della IAEA.

I “fatti”:

Sembrerebbe che dietro questa situazione ci sia lo zampino del Mossad (l’agenzia dei servizi segreti israeliana), che è al quanto efficiente nella capitale austriaca, come lo sono quelle dell’ Iran e la stragrande maggioranza delle più potenti agenzie di spionaggio del mondo, così rievocando gli antichi scenari dei vecchi campi di battaglia per spie nei primi anni della guerra fredda.

A tale proposito, di fronte a un reclamo per un commento chiesto dall’agenzia di stampa Associated Press (AP), sulla vicenda di qui sopra, le autorità israeliane non si sono sbilanciate riferendo la fonte dell’ultima fuga di notizie soltanto come “funzionari di un paese critico nei confronti del programma atomico dell’Iran.

La presunta fuga di notizie riguarderebbe una breaking news dell’ AP, che divulgherebbe un grafico iraniano con le proprietà fisiche di un’esplosione nucleare, però gli esperti hanno constatato senza indugi che sembrerebbe un “flop“, a tal punto da sollevare controversie sull’importanza e sulla veridicità della cosa. Da un articolo del “Bulletin of the Atomic Scientists” risulterebbe che: “Questo grafico non è altro che un’analisi trascurata o uno scherzo amatoriale.”.

Da un brano estrapolato dal rapporto del Mossad fatto arrivare all’ AP in allegato al grafico, risulterebbe che sarebbero venuti fuori i nomi di due uomini: Majid Shahriari e Fereydoun Abbasi-Davani, implicati in esperimenti su armi nucleari; entrambi uccisi con lo stesso modus operandi: bombe piazzate negli sportelli delle loro autovetture, nello stesso giorno in novembre 2010.

Riguardo a ciò, un libro uscito agli inizi del 2012 e scritto da veterani israeliani e americani sui servizi segreti, intitolato “Spies Against Armageddon“, svela che gli attacchi erano stati espletati da un gruppo per gli attentati conosciuto come Kidon, o Bayonet, facente parte del Mossad. In più, una qualche fonte occidentale dichiara che il brano dei servizi segreti fornito insieme al grafico trapelato “sembra un tentativo di giustificare gli omicidi.“.

A parere di un diplomatico europeo, lo scopo basilare della fuga di notizie sarebbe quello di boicottare l’inchiesta in corso della IAEA sull’eventualità se l’ Iran abbia o no in un certo periodo tentato di progettare un’arma nucleare, dichiarando: “Questo è giusto un piccolo “snapshot” di quello su cui sta lavorando la IAEA, è una parte di una collezione più ampia di dati da molteplici fonti.”, inoltre “Il particolare il documento dimostra di contenere un grosso errore ma la IAEA ne era a conoscenza e lo ha considerato nel contesto di tutto ciò che possiede. Rappresenta un caso convincente.“.

In più, altre persone che hanno analizzato le prove rilevano che il diagramma era incentrato su un foglio elettronico di dati di proprietà della IAEA che sembrerebbe studiare l’energia liberata da un’esplosione nucleare. La svista è stata compiuta quando tali dati sono stati traslati su un grafico, in cui le unità errate sono state impiegate in uno degli assi.

Inoltre, la certezza che fino al 2003 le autorità iraniane stavano facendo ricerca su armamenti nucleari, perdura tra i governi occidentali, Russia, Cina e gli esperti indipendenti. C’è molto meno assenso su quali programmi, eventualmente, siano stati portati avanti da quella data in poi; in quanto la IAEA non ha trovato alcuna prova schiacciante. Gli esperti pensano che ora la IAEA “giochi a carte scoperte” perché con la fuga di notizie, qui in esame, sta facendo trasparire quello che sa e pertanto compromettendo il ruolo dei propri ispettori.

 

Conclusioni:

In tutto questo il regime di Ahmadinejad nega fortemente sia l’attendibilità della fuga di notizie, che la possibilità di interrogare gli scienziati e di ispezionare il sito militare di Parchin dove,  secondo la IAEA, si farebbe ricerca su armi nucleari.

Inoltre, il grafico, di cui si è parlato poco prima, pone questioni relative all’investigazione degli ispettori della IAEA dopo che si è saputo che si tratta di un frammento di un file dei servizi segreti, di dominio dell’agenzia, sui supposti programmi iraniani in tema di armi nucleari.

Perciò la diffusione, a novembre 2011, del segmento del file da parte della IAEA, ha provocato ulteriori e numerevoli penalità nei confronti dell’Iran volute e sostenute fortemente dall’  Unione Europea e dagli Stati Uniti. In più il Consiglio di Sicurezza dell’ ONU ha chiesto più volte a Teheran di cessare l’arricchimento dell’uranio, ma le autorità affermano che il loro programma è del tutto pacifico e hanno aumentato il loro impegno; così fomentando le ira israeliane con minacce di azioni militari.

Infine, tutto il mondo scientifico crede che questa fuga di notizie comprometta l’inchiesta della IAEA. In particolare, David Albright, un esperto nucleare dell’ Institute for Science and International Security in Washington, dichiara che non sa chi abbia architettato questa situazione però aggiunge: ”Chiunque lo abbia fatto ha danneggiato la credibilità della IAEA e ha reso più difficile il lavoro di quest’ultima.”.

Alla luce di tutto ciò non sarà il caso di “bachettare” i servizi segreti che hanno compromesso l’inchiesta della IAEA e di impostare una nuova indagine?

 

Link per approfondire:

http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/119660

http://dagobertobellucci.wordpress.com/2012/12/11/mossad-nuclearevietato-in-tv-parlare-del-padrone-video/

 

About Valeria Sirigu

Mi sono iscritta in giurisprudenza perché il diritto per me è uno stile di vita

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