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Francia, la coppia omosessuale ricorre: di chi è la figlia A.?

Giusto processo – Anticipazione Gas and Dubois v. France, 15 Marzo 2012

Presunta discriminazione: donna omosessuale francese si vede negare l’adozione semplice della figlia della partner.

IL CASO – Le ricorrenti nel procedimento Gas and Dubois v. France sono Valérie Gas e Nathalie Dubois, cittadine francesi omosessuali e conviventi dal 1989, residenti presso Clamart (Francia). Nel settembre del 2000, in Francia, Nathalie Dubois ha dato alla luce una figlia, A., concepita in Belgio tramite procreazione medicalmente assistita, da un donatore anonimo. In conformità alla legge belga, A. non ha stabilito alcun legame con il padre biologico. Nell’ aprile del 2002 le sig.re Gas e Dubois hanno stipulato un accordo di convivenza. Il 3 marzo 2006 la sig.ra Gas ha fatto richiesta al tribunale di Nanterre per ottenere l’adozione semplice di A., figlia della sua compagna Nathalie Dubois,la quale ha espresso il consenso all’adozione davanti a un notaio.

L’adozione semplice, nell’ordinamento francese, è un istituto che consente di stabilire un rapporto legale tra adottante ed adottato che va ad aggiungersi al rapporto originale basato sui vincoli di sangue anziché sostituirsi a quest’ultimo, come nell’adozione piena. Tuttavia, nei casi di adozione semplice, ai sensi dell’at 365 del codice civile francese, il genitore biologico perde ogni potestà genitoriale sul minore, a favore del genitore adottivo, salvo un’unica deroga: caso in cui, genitore adottante e genitore biologico siano marito e moglie. Sono in questo caso, i due coniugi esercitano congiuntamente la potestà genitoriale. Quest’unica deroga , prevista dal 365, non si applica però ai casi di convivenza civile.

Il 4 luglio 2006 la Corte di Nanterre, ha rilevato sussistenti le condizioni legali per concedere in adozione A. alla sign.ra Gas, la quale, congiuntamente alla sign.ra Dubois, si era adoperata fino a quel momento per l’ educazione della bambina ed aveva dimostrato di nutrire affetto verso di lei.
La corte francese tuttavia ha ritenuto di dover respingere la domanda di adozione, con la motivazione che l’adozione stessa, privando la sign.ra Dubois della potestà genitoriale ( ai sensi dell’articolo 365) avrebbe avuto implicazioni legali che andavano contro l’interesse superiore della minore, privando della potestà genitoriale la genitrice biologica (sign.ra Dubois) a favore di quella adottante (sign.ra Gas). Il provvedimento, avrebbe inoltre leso i diritti della madre biologica nei confronti della minore.
La Corte d’Appello di Versailles ha confermato il rifiuto, ritenendo che consentire l’adozione, avrebbe prodotto un quadro giuridico non compatibile con l’interesse superiore della minore. Gas e Dubois hanno presentato allora ricorso in cassazione, la quale non ha però annullato la sentenza d’appello.

LA CORTE EDU – Gas e Duboid hanno allora presentato ricorso alla CEDU, depositato il 15 giugno 2007, lamentando una violazione nei loro confronti, da parte dello stato francese, dell’Art 14 della CEDU (divieto di discriminazione) in combinato disposto con l’Art. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita privata e familiare) La CEDU ha dichiarato ricevibile il ricorso, in data 31 agosto 2010.

L’udienza ha avuto luogo nel Palazzo dei Diritti dell’Uomo, a Strasburgo, il 12 aprile 2011.

La sentenza è attesa per il 15 marzo 2012.

Per approfondire l’argomento con uno sguardo critico sull’attuale dibattito in tema di omosessualità, leggi l’articolo: Riflessione su un argomento costretto nel tabù

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