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Confrontazione in Kuwait: ignorato il divieto di manifestazione imposto dal Governo

In Kuwait l’ opposizione ha disposto chiaramente che non si farà intimidire dalla “House” del Sovrano (il centro del suo potere governativo). In centinaia hanno  però protestato anche se vi era stato imposto un divieto di manifestazione, andando quindi contro gli ordini dell’ Emiro, Sceicco Sabah Al Sabah, e dando vita ad un evento che non si era mai verificato durante tutti questi anni di Monarchia assoluta.

 

I fatti:

Mercoledì sera scorso si sono radunati in centinaia davanti alla prigione dello Stato del Kuwait per chiedere la liberazione di Musallem al-Barak, il quale ,il lunedì precedente, avrebbe “minato la posizione dell’ Emiro”.

Barak è un deputato, sposato, nonché un musulmanno sunnita.

A metà Ottobre però avrebbe infranto la legge durante un suo “discorso”, un suo comizio pubblico: avrebbe qui criticato il Sultano e quindi è stato punito secondo le leggi in vigore del luogo; più precisamente è stato recluso per aver detto che l’Emiro sarebbe nella posizione di creare una “autocrazia dispotica”.

Però successivamente la virulenta protesta di mercoledì sera è stato rilasciato dalle autorità, sotto pagamento di una cauzione molto elevata. Nello stesso  frangente temporale il regime ha emesso un provvedimento  contro i dimostranti, proibendo loro di potersi adunare nuovamente.

Questo è chiaramente un esempio di violazione dei diritti umani.

Barak ha espresso ancora timore nel suo discorso in quanto il regime intende modificare la legge elettorale in vista delle elezioni del 7  Dicembre: ad oggi in conformità di questa legge ogni cittadino ha la possibilità di scegliere “4 voci” all’interno della sua scheda, con le nuove modifiche invece prevarrebbero le parti conservatrici sunnite musulmane, in maniera tale da ottenere un successo garantito.

Oggi l’opposizione grida al boicottaggio e incentiva all’adunanza assembleare.

Mai si era visto nella storia degli Stati del Golfo una movimentazione simile, figlia forse di quelle realizzate in questi ultimi mesi nelle regioni africane settentrionali e medioriente.

Ancora, in questi giorni si è vista la partecipazione di tre ex Deputati alla protesta e all’accusa contro Sabah al Sabah.

I media vicini al regime vedono nella protesta una congiura, un complotto dei fratelli musulmani, indetta dall’opposizione e che si ravvisano in quest’ultima. Il loro successo è dovuto soprattutto alla loro reazione contro il dilagare della corruzione nella politica attuale.

 

Coclusioni:

Lo stallo politico ha avuto conseguenze anche sull’economia, come già specificato più sopra. Inoltre, per placare la tensione sociale, che aveva prodotto numerosi scioperi, il salario dei lavoratori del settore petrolifero è stato aumentato fra il 35 e il 65%, a seconda delle mansioni e gli impiegati pubblici hanno preteso, oltre al 25% in più di stipendio, anche un incremento dell’indennità per straordinari, lavoro notturno, ecc. Il tutto ha però contribuito ad allargare le maglie già generose della spesa pubblica.

About Amedeo Marchelli

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