Home / Notizie / Sulla responsabilità degli Stati per violazione del diritto comunitario: il caso Brasserie du Pêcheur/ Factortame III

Sulla responsabilità degli Stati per violazione del diritto comunitario: il caso Brasserie du Pêcheur/ Factortame III

Con la sentenza Francovich, la Corte di giustizia si era limitata a consacrare il principio della responsabilità dello Stato membro per violazione del diritto comunitario, rimettendo la disciplina sostanziale e procedurale attraverso la quale far valere tale responsabilità ai singoli Stati membri.

A tal riguardo, la Corte, infatti, aveva unicamente richiamato i due principi di origine giurisprudenziale che delimitano l'autonomia procedurale degli Stati membri in base ai quali: le modalità procedurali dei ricorsi intesi a garantire la tutela dei diritti spettanti ai singoli in forza del diritto comunitario non devono essere meno favorevoli di quelle che riguardano ricorsi analoghi di natura interna (principio di equivalenza), né devono rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferiti dall’ordinamento giuridico comunitario (principio di effettività) (v., ex multis, sentenza 16 dicembre 1976, C- 33/76, Rewe, punto 5, e la sentenza 16 dicembre 1976, C- 45/76, Comet, punti 13-16).

La sentenza resa il 5 maggio 1996 nelle cause riunite C- 46/93, Brasserie du Pêcheur, e C- 48/93, Factortame III, oltre a confermare la soluzione adottata nella sentenza Francovich ed a definirne meglio i presupposti, precisa alcune questioni precedentemente lasciate in sospeso, pronunciandosi proprio sulle condizioni di attuazione del risarcimento «dipendenti dalla natura della violazione del diritto comunitario» (punto 38, sentenza Francovich).

About duitbase

Comments are closed.

Scroll To Top