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Solidarietà e Conflitti: parte la quinta edizione del Festival del diritto.

E’ cominciata oggi, alle 16.30 presso il salone del Palazzo Gotico di Piacenza la quinta edizione del Festival del Diritto. Alla tradizionale cerimonia inaugurale erano presenti, oltre al sindaco Paolo Dosi, anche Anna Maria Fellegara (presidente del comitato promotore del festival), Giuseppe Laterza (editore), Alessandro Mangia (preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore)  e Stefano Rodotà (famoso giurista e politico, oggi in veste di responsabile scientifico della manifestazione). Solidarietà e conflitti è il tema scelto quest’anno.

Paolo Dosi ha ricordato come in tempi di crisi come quelli attuali investire nella cultura di un festival di questo tipo diventa fondamentale; “l’azione non può mai prescindere dal pensiero” e occasioni come quella di oggi rappresentano l’opportunità di affrontare tematiche con la possibilità di creare dialoghi e avere una visione scientifica della realtà in un panorama multidisciplinare che consente “in tempi in cui opera la superficie di apprezzare la profondità”. Si è mantenuta sullo stesso tono anche Anna Maria Fellegara, evidenziando il lavoro svolto dal comitato nell’organizzare queste 4 giornate, definite come “musei contemporanei in cui parla la gente che vive adesso, poiché è dalle persone e dal capitale umano che si misura il tasso di sviluppo delle nazioni”.  L’importanza culturale del festival è quindi uno strumento che deve arrivare alle persone e soprattutto alle generazioni future.

Terzo ad intervenire è stato il Prof. Alessandro Mangia, il quale ha esordito ricordando l’anniversario del 60° anno di presenza dell’Università Cattolica all’interno della città di Piacenza; in riferimento al tema del festival, Mangia ha sottolineato dal punto di vista giuridico come i due termini del titolo “solidarietà e conflitti” possano sembrare non conciliabili per la realtà quotidiana, due termini in dicotomia. “Gestire questi contrasti è da sempre la funzione originaria del diritto, il processo è un conflitto, i giuristi mediano”. La solidarietà può essere imposta con il diritto? A questa domanda si è fatto riferimento allo stato sociale del secolo scorso, la solidarietà è infatti un valore, ma come valore ha un costo e questo determina conflitti, conflitti religiosi, etnici, economici. Per questo motivo la crisi dello stato sociale finisce per essere la crisi della stessa società democratica che si fonda sui soggetti che la compongono. Il diritto non è una tecnica per regolare i conflitti ma è invece uno strumento per interpretare la realtà, per questo motivo, sottolinea Mangia, “capire è la premessa per governare gli eventi che ci attendono”.

Medesima posizione è quella presa da Laterza: pluralismo e confronto devono essere le basi per approcciarsi alla società attuale, “la crisi economica non é dovuta solo all’incepparsi di meccanismi economici, é saltato il modo di rapportarci alla realtà. Proprio per questo é importante confrontarsi, elaborare idee nuove“.

Stefano Rodotà ha concluso la cerimonia, ricordando come il compito delle persone che in questi giorni dibatteranno sul tema in questione sia un compito difficile vista l’ambiguità della solidarietà attuale. “I giudici non sempre possono scegliere, non sempre si può applicare una legge; la solidarietà impone in alcuni casi anche altre strade da seguire, ciò lo si vede nella solidarietà riguardante temi di ordine pubblico, di migranti etc.”, “servono sensibilità diverse ed è importante in questo festival la presenza di due ministri invitati a discutere nei prossimi incontri”. La scuola per Rodotà viene considerata come l’elemento fondamentale per la promozione della cultura, “è grazie alla scuola e alla conoscenza che noi possiamo comprendere i conflitti e affrontare temi come quello della solidarietà; senza le discussioni come quelle di oggi non si possono conoscere i fenomeni”.  Rodotà ha rinforzato il suo pensiero, commentando la provocazione che il Ministro della Pubblica istruzione Profumo ha fatto nei giorni scorsi sull’ insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane: “la scuola é terreno di discussione, di conoscenza reciproca, partendo proprio dalle diverse identità e non dalla contrapposizione e dall’esclusione“.

Finiti gli interventi, la macchina del Festival del Diritto è partita, e viste le premesse, siamo sicuri che questo festival sarà avvincente e soprattutto molto coinvolgente.

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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