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L’Europa dei Diritti – Primo incontro del progetto presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona

Lo Europe Direct della Provincia di Verona “Filodiretto con l’Europa”, nell’ambito della divulgazione delle politiche comunitarie e di sensibilizzazione della cittadinanza su quanto l’Europa difenda, supporti e dia forza ai propri cittadini, finanzia il progetto L’Europa dei Diritti attraverso due momenti di particolare rilevanza per la tutela alla persona e  dei Diritti Umani. Il progetto “L’Europa dei Diritti” nasce dalla collaborazione tra il webmagazine Diritti d’Europa, edito dall’associazione Generazione Zero, e le antenne locali della Commissione Europea, di Verona ed Alessandria, che hanno condiviso il progetto sul tema “Human Rights” uno dei capisaldi della presidenza Junker.

Locandina L'Europa dei DirittiIl primo, si terrà lunedì 9 ottobre alle ore 15.00 presso l’aula Tantini del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona (via Montanari, 9) sul tema della violenza domestica, tema particolarmente delicato e complesso, purtroppo di sempre maggiore attualità anche nelle nostre società “evolute”.  Porterà il proprio contributo la Prof.ssa Donata Gottardi, già europarlamentare ed ora direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche,  da sempre impegnata per le pari opportunità e contro la discriminazione di genere. Seguirà la relazione dell’Avv. Antonella Mascia, legale, con esperienza decennale nell’introduzione di ricorsi avanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che presenterà lo stato attuale e le prospettive future della tutela contro la violenza domestica a livello giurisprudenziale in Italia e in Europa.

L’evento è stato organizzato anche grazie al prezioso contributo del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Verona e del Centro di Documentazione Europea di Verona. L’obiettivo è quello di avvicinare gli studenti universitari al tema dei diritti umani in Europa, anche attraverso specifici incontri di formazione che li mettano in contatto con professionisti ed esperti in campo giuridico.

Il secondo incontro del progetto “L’Europa dei Diritti”, il 10 novembre 2017, vedrà l’allestimento della mostra fotografica “One Way Only” – Senza voltarci indietro – con 30 scatti in bianco e nero di Stefano Schirato, mostra che sarà allestita sino all’8 gennaio 2018 nella Galleria del Palazzo Scaligero, sede della Provincia di Verona. L’inaugurazione della mostra fotografica vedrà la realizzazione di una Tavola rotonda sul fenomeno della migrazione, con la presenza di un rappresentante del Parlamento Europeo, la Prefettura, la Regione Veneto e gli operatori del territorio che si occupano quotidianamente dell’ospitalità di migranti.

Focus sulla violenza domestica: l’Italia più volte condannata dal Giudice dei diritti umani

Quello della violenza all’interno del nucleo famigliare, in particolare nei confronti di donne e bambini, è un tema delicato e attuale. Quasi quotidianamente, infatti, episodi del genere riempiono le pagine di cronaca dei nostri giornali.

Violenza sulle donne

In particolare, l’Avv. Mascia, che si occupa principalmente di tutela dei diritti fondamentali, per quanto riguarda il tema della violenza domestica, ha patrocinato il caso Rumor c. Italia; in questo contenzioso, la ricorrente, madre di due figli e residente in un comune dell’est veronese, aveva adito la Corte di Strasburgo affermando di non essere stata protetta dalle autorità a seguito delle violenze subite da parte dell’ex compagno. Lamentava, inoltre, di essere stata discriminata in quanto donna. Sarà l’Avv. Mascia nel corso del suo intervento ad esporre i dettagli giuridici del caso.

Tale sentenza è divenuta un importante precedente nella giurisprudenza della CEDU, tanto da essere richiamata nella recente pronuncia Talpis c. Italia, con la quale la Corte nel marzo 2017 ha condannato l’Italia per violazione del diritto alla vita e del divieto di trattamenti inumani e degradanti (articoli 2 e 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo). Anche in questo caso, le autorità italiane hanno dimostrato un’eccessiva e ingiustificata inerzia, ritardando l’intervento e l’adozione delle misure richieste dalla ricorrente a seguito di ripetuti episodi di violenza domestica. La situazione sottoposta al vaglio internazionale era degenerata al punto che l’uomo nel 2013 aveva aggredito ed ucciso il figlio adottivo della coppia. È poi di pochi giorni fa un importante aggiornamento sul caso: la Corte di Cassazione ha stabilito che non sussistendo tra vittima e carnefice un rapporto di consanguineità, non può applicarsi la pena dell’ergastolo: per la legge penale italiana, infatti, permane la distinzione tra figli naturali e adottivi. Spetterà eventualmente alla Corte Costituzionale pronunciarsi su tale differenza ancora in vigore.

Articolo scritto da Irene Ferraro, partecipante al progetto L’Europa dei Diritti

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