Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/06/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/06/2016

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 2 giugno 2016, si è inserito per l’unica decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;Corte Europea dei diritti dell'uomo 3
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

 

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Sinani e altri c. Albania (nn. 21634/15, 21693/15, 25430/15, 27429/15, 27438/15, 30171/15, 30175/15); Bulavtotrans EOOD c. Bulgaria (n. 5372/08), Karaliyski c. Bulgaria (n. 76290/14), UN. c. Francia (n. 1225/16), Krombach c. Francia (n. 67521/14), M.S. c. Francia (n. 43110/15), Examiliotis c. Grecia (n. 5) (n. 8299/12), Katagis e altri c. Grecia (nn. 40967/10, 58579/10, 58620/10, 67024/10, 67516/10, 67677/10, 49482/11, 58816/11), Mintza e altri c. Grecia (n. 38021/14, 40164/14, 40252/14, 55097/14, 66249/14, 66271/14), Oraiopoulos e altri c. Grecia (n. 326/15), Panagiotakis c. Grecia (n. 54642/10), Papastergiopoulos c. Grecia (n. 76165/11), Moio c. Italia (n. 54986/12), Serino c. Italia (n. 38588/06), Mura c. Polonia (n. 42442/08), Lukacsfy c. Romania (n. 56459/07), Preda c. Romania (n. 78587/12), R.C. c. Russia (n. 25923/15), Salihu e altri c. Svezia (n. 33628/15), Apushkin c. Ucraina (n. 13465/06), Dernovyy e Dernova c. Ucraina (n. 20142/10), Kashchuk c. Ucraina (n. 5407/06), Natarova c. Ucraina (n. 14503/07), Pityk c. Ucraina (n. 4167/08), Shiyanov c. Ucraina (n. 12552/09), Yuriy Shevchenko c. Ucraina (n. 24753/06)

 

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Papaioannou c. Grecia18880/152

Leonidas Papaioannou è un cittadino greco che denuncia l'abuso edilizio di un centro commerciale limitrofo alla sua casa: a suo avviso il piano regolatore era arbitrario e, comunque, nel centro commerciale erano stati realizzati piani ulteriori rispetto a quelli previsti. Egli esperisce tutte le vie di ricorso amministrative, giungendo fino a ricorrente al Consiglio di stato greco. Qui tuttavia si scontra con una regola procedura stringente: la legge 3900/2010 prescvrive, a pena di inammissibilità, che i ricorsi alla suprema giurisdizione amministrativa dovevano indicare che sui motivi di ricorso non esisteva alcun precedente giurisdizionale. Il ricorrente, nel suo ricorso, affermò che non esistevano precedenti del Consiglio di Stato e che la condizione di ammissibilità prevista dalla legge 3900/2010 era incostituzionale perché elevava la giurisprudenza amministrativa al rango di fonte del diritto. Infine, il suo ricorso fu dichiarato inammissibile.


Oggi il sig. Papaioannou lamenta la violazione del suo diritto di accesso ad un tribunale (articolo 6 CEDU) per come è stato applicata nel suo caso la condizione di ammissibilità dei ricorsi al Consiglio di Stato greco prevista dalla legge 3900/2010.

Articolo 6Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - accesso ad un tribunale)
Mitrov c- l'"Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia"45959/092

Slobodan Mitrov è un cittadino macedone condannato per uccisione di una ragazza di diciottoanni in un incidente stradale: la vittima era la figlia di una giudice della sezione penale del Tribunale di Strumica. Il sig. Mitrov in primo grado fu giudicato da parte degli stessi colleghi della madre della vittima e, in secondo grado, nel collegio della Corte d'Appello siedeva un giudice che era stato cancelliere delegato della giudice in lutto. Egli chiese in ogni grado che il suo caso fosse assegnato ad un diverso collegio, ma le sue istanze furono sempre disattese. Infine fu condannato a sei anni di reclusione - fu accertato che guidava oltre i limiti di velocità e sotto l'effetto di alcool - e la sua compagnia assicurativa a risarcire i parenti della ragazza.


Oggi il sig. Mitrov denuncia la mancanza di imparzialità dei giudici che lo hanno dichiarato colpevole, in ragione dei legami professionali tra questi e la madre della ragazza uccisa nell'incidente stradale.

Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - tribunale imparziale)

Danno patrimoniale - domanda respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale; Equa soddisfazione)

Danno non patrimoniale - riconoscimento (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)

Riapertura del caso (Articolo 41 - Equa soddisfazione)
Beleri e altri c. Albania 39468/09 Cinque cittadini albanesi appartenenti alla minoranza greca, uno di loro era il presidente dell’associazione “Unione degli Imarioti” e l’editore del giornale della stessa. Nell’autunno del 2003 durante lo spoglio dei seggi, in occasione della tornata elettorale, i ricorrenti organizzano una protesta appena fuori di una sede con l’intento di segnalare delle irregolarità e fare propaganda per uno dei candidati. L’anno successivo, il giudice di primo grado condanna i ricorrenti per incitamento all’odio nazionale e denigrazione della Repubblica e dei suoi simboli; successivamente vengono condannati sia nel giudizio d’Appello sia, in via definitiva in quello incardinatosi presso la Corte suprema nel 2009. Oggi denunciano in Corte edu la violazione dell’art. 10 CEDU (libertà di espressione), dell’art.11 (libertà di riunione e di associazione), poi ancora dell'articolo 6 § 1 (diritto ad un equo processo entro un termine ragionevole) e dell'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo).

Articolo 6


Articolo 10


Articolo 11


Articolo 13

Irricevibile
Yunusova e Yunusov c. Azerbaijan 59620/143

Arif Seyfulla oglu Yunusov e Leyla Islam Gizi Yunusova sono due coniugi noti attivisti azeri nel campo dei diritti umani; entrambi impegnati (presidentessa lei, e ricercatore lui) in prima linea nell’associazione Pace e Democrazia. Nel 2014 vengono arrestati per frode ed alto tradimento e condannati prima a otto anni e poi a cinque nel 2005.Le precarie condizioni di salute precedenti all’arresto li inducono a richiedere cure mediche specifiche e necessarie alle autorità; tuttavia in risposta, stando al ricorso, questi non ottengono quanto sperato e, pochi mesi dopo adiscono il Giudice di Strasburgo ex art 34 del regolamento. La Corte, visionato il caso, impone allo stato azero di garantire le cure necessarie: la signora  Yunusova  soffriva di epatite C cronica, diabete, calcoli biliari, una cisti nel rene sinistro e aveva avuto un intervento chirurgico per la cataratta, mentre suo marito era affetto da ipertensione cronica. Secondo il Governo di Baku tutte le prescrizioni hanno trovato compimento, per di più i ricorrenti hanno ricevuto cure mediche specifiche, così come si apprende dai report che lo stesso Governo avrebbe fornito mensilmente alla Corte edu. Tali punti sono ampiamente contestai dai ricorrenti che denunciano l’assoluta mancanza di prove mediche a sostegno. Per tali ragioni oggi denunciano i trattamenti inumani e degradanti subiti in carcere ex art.3 CEDU; per quanto riguarda la mancanza di prove che accertasse realmente le cure mediche, ricorrenti invocano l’art.34 (diritto al ricorso individuale). La signora Yunusova denuncia inoltre ex art. 3 CEDUviolenze fisiche e verbali subite in carcere da parte di una compagna di cella.

Articolo3


Articolo 34

Violazione dell'Articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 - ostacolare l'esercizio del diritto di petizione)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante

trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Banca Internazionale per il Commercio e lo Sviluppo AD e altri c. Bulgaria

. 7031/052

Nel 2004 si sono tenute, su richiesta d oltre il 5% degli azionisti due assemblee generali della Banca Internazionale per il Commercio e lo Sviluppo, a seguito di alcune tensioni sorte. Tuttavia le modifiche apportate al management della banca vengono contestate da una fetta di soci di minoranza per presunte irregolarità nelle deliberazioni perché i mandati azionari erano falsi. I ricorrenti Bonev, Panev e Ivanov vengono indagati per aver falsificato documenti. Vengono tuttavia assolti nel 2006. Nel 2005 la Banca nazionale bulgara commissaria la banca ricorrente e sempre nello stesso anno il tribunale ne ordine la procedura di liquidazione, contestualmente i conti di Panev ed Ivanov vengono bloccati per un anno.

I tre ricorrenti insieme alla banca invocano l’art.1 protocollo n°1 (diritto alla proprietà) perché le decisioni del giudice bulgaro (dichiarazione di insolvenza e commissariamento) hanno compromesso irrimediabilmente le condizioni finanziarie. Bonev, Panev e Ivanov lamentano la lunghezza dei procedimenti penali  ex art.6 CEDU e come conseguenza di tali procedimenti, anche l’interferenza nella vita privata e familiare (art.8 CEDU); poi ancora denunciano ex art.2 del Protocollo n°4 il divieto imposto dalle autorità a compiere viaggi oltre la frontiera bulgara. Panev e Ivanov invocano il diritto alla proprietà ex. art.1 Protocollo n°1 a causa della decisione del giudice che aveva disposto il congelamento dei conti bancari.

Articolo 6


Articolo13


Articolo 1 Protocollo n°1

Eccezione preliminare unita al merito respinta (articolo 35-1 - esaurimento dei ricorsi interni)

resto irricevibili
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1 comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso dei beni)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1 comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso dei beni)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimenti civili

Articolo 6-1 - accesso alla giustizia

processo equo

processo contraddittorio)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1 comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso dei beni)
Violazione del Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo

Danni patrimoniali - reclamo respinto (Articolo 41 - dannipecuniarie

Equa soddisfazione)

Danni non patrimoniali - Domanda respinta (Articolo 41 - non patrimoniale danni

Equa soddisfazione)

Geotech Kancev GmbH c. Germania

23646/092

La societa'  a responsabilita'  limitata tedesca Geotech Kancev GmbH viene chiamata a contribuire finanziariamente ad un fondo previdenziale destinato ai lavoratori in forza di un contratto collettivo firmato congiuntamente dalle associazioni delle lavoratori ed il sindacato. La società ricorrente dunque afferma la totale esclusione  nell’accordo ed in buona sostanza il fatto di non dover contribuire per il 19,8% del salario (lordo) dei dipendenti; tuttavia il tribunale di Wiesbaden nel 2007 ordina alla Geotech Kancev GmbH il pagamento di 63.000 euro come contributi (arretrati) del fondo; tale sentenza è stata poi confermata l’anno successivo dalla Corte federale; tuttavia il ricorso è stato rigettato dalla Corte Costituzionale. Quest’oggi la società ricorrente denuncia in Corte edu la violazione del diritto alla libertà di associazione (art.11 CEDU) concretizzatasi attraverso l’obbligo di partecipare al fondo senza poter effettivamente poter esercitare attivamente alcuna pretesa e proteggere i propri diritti e di conseguenza denuncia la violazione dell’art.1 del Protocollo n°1 (protezione della proprietà).

Articolo 11


Articolo 1 Protocollo n°1

Resto irricevibile 

Nessuna violazione di Articolo 11
- Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di associazione)
Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Petschulies c. Germania 6281/132

Il signor Petschulies rivendica in Corte Edu una custodia cautelare estesa oltre il tempo consentito per legge al tempo della commissione dei reati. Il ricorrente infatti condannato nel 1884 a sei anni, vede prolungate le misure cautelari prima nel 2005, anno in cui, a causa dei suoi gravi disturbi mentali, viene trasferito dal carcere in un ospedale psichiatrico, poi nel 2011 viene trasferito in un’altra struttura sorvegliata. Ma sempre nel 2011 dalla Corte Regionale di Gottingen arriva per il ricorrente una pronuncia più sfavorevole per il ricorrente, che viene trasferito nuovamente in un ospedale psichiatrico in forza dei criteri più restrittivi che il giudice di Rottingen riprende da una sentenza coeva della Corte costituzionale. La sentenza del 4 maggio 2011 fissava a fronte di casi particolarmente gravi infatti dei termini superiori a dieci anni per la custodia cautelare; secondo gli esperti, il caso del signor Petschulies rientrava fra questi, in quanto egli soffriva di gravi disturbi della personalità; il suo rilascio avrebbe dunque comportato un serio rischio per la società. Dopo la conferma in appello ed il rigetto della Corte costituzionale, oggi il ricorrente rivendica a Strasburgo sia il diritto alla libertà e alla sicurezza ex art.5 CEDU, sia l’applicazione retroattiva di criteri meno favorevoli rispetto alla legge più favorevole che era in vigore al tempo della commissione dei reati (art7§1).

Articolo 5Resto irricevibile 

Nessuna violazione dell'articolo 5 -
Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della libertà

stato di arrestato o detenuto

Procedura prevista dalla legge

Articolo 5-1-e - di un incapace)

Orano-Martz c. Francia

24466/123

La ricorrente francese di origine turca denuncia oggi in Corte edu la violazione dell’art.10 CEDU (libertà di espressione). Una volta presentata la sua candidatura a sindaco di Villeubane (Francia) la ritira durante la tornata elettorale a causa delle pesanti pressioni ricevute dal sindaco uscente. Quest’ultimo riteneva infatti che la candidata avesse delle riserve sul genocidio degli armeni. A fronte di tali dichiarazioni la ricorrente adisce le vie legali, rivendicando in sede civile i danni causati dal rivale politico, ma il giudizio in Francia non ha avuto gli esiti sperati.

Articolo 10Irricevibile
Instytut Ekonomichnykh Reform, TOV c. Ucraina61561/082

La Instytut Ekonomichnykh Reform è una società ucraina a responsabilità limitata, editrice del Вечерние Вести, un quotidiano ucraino a diffusione nazionale vicino alle posizione del leader politico Yuliya Tymoshenko. Nel maggio 2007 fu pubblicato sulle colonne del quotidiano un articolo sulla portavoce dell'allora Primo ministro ucraino - Victor Yanukovych, avversario della Tymoshenko.La lettura di questo articolo è stata controversa: secondo la portavoce, che denunciò la testata per diffamazione, l'articolo insinuava che ella avesse aderito al partito di governo soltanto per divenire parlamentare ed ottenere un appartamento a Kyiv; tali affermazioni, tra l'altro, erano false giaccé ella, divenuta parlamentare, non aveva né richiesto né ottenuto alcun appartamento. Secondo l'editrice, invece, l'articolo aveva un contenuto satirico sul recente "cambio di casacca" della portavoce e non intendeva fornire informazioni non vere.


I giudici ucraini aderirono alla versione della portavoce e condannarono, con verdetto confermato in tutti i gradi di giudizio, la società editrice a rettificare l'articolo ed a risarcire la portavoce di circa 300 euro.


Oggi la società editrice rivendica la propria libertà di espressione (art. 10 della Convenzione) contro la condanna dei giudici ucraini.

Articolo 10Violazione dell'Articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)

Danno patrimoniale - domanda respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale; Equa soddisfazione)

Danno non patrimoniale - riconoscimento (articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)

 

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top