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Tikhonova v. Russia. Il caso della morte di un giovane coscritto

Tikhonova v. Russia – Il 30 Aprile 2014 contro la Russia è stata mossa un’accusa pesante: quella di aver cagionato la morte di un giovane coscritto,  Andrey Tikhonov, reclutato nell’ambito del servizio militare obbligatorio di due anni vigente in Russia.

Andrey è stato ritrovato, all’una di notte del 14 Aprile 2001, nel bagno della mensa della sua base miliare, impiccato. Sul corpo segni di contusioni ed abrasioni. In tre anni si susseguono, chiuse e poi riaperte, quattro indagini delle autorità inquirenti: il giovane sarebbe morto suicida, preso dalla depressione. I segni sul corpo erano stati imputabili agli ultimi spasmi prima della morte.

Ma la madre, ricorrente in questo caso, non crede a questa versione, e punta il dito contro il gigante russo e il suo apparato militare: il figlio era forse inviso a qualche superiore? Ciò appare verosimile, considerando che soltanto un anno prima della sua morte era stato condannato dal Tribunale Militare Russo a 7 mesi di reclusione per violenza contro il proprio superiore. Forse. Ma nulla potrà sapersi, perché chi doveva indagare non l’ha fatto, e la verità è rimasta sepolta insieme alla giovane vittima, che – nonostante le formali richieste della madre – non è stato riesumato per una autopsia.

Così la Corte di Strasburgo ha pronunciato un verdetto contro la Russia, acclarando la sua responsabilità per la violazione dell’articolo 2 della Convenzione Europea; ma, si badi, sotto il profilo formale e non già sostanziale: non potendosi provare una qualche partecipazione della Russia alla morte di Andrey , tuttavia è stato riscontrato che , “data la durata delle investigazioni ed il limitato coinvolgimento della ricorrente [cioè la madre della vittima]” le indagini non sono state effettive. Da qui la violazione e l’obbligo della Russia di versare in favore della ricorrente l’equa riparazione di 30.000 €.

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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