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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/04/2016

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 7 - Court room 2Quest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha pronunciato verdetti di condanna a carico di Romani e l’Ungheria, mentre la Lituania è uscita indenne dal controllo europeo. In ben due pronunce il giudice dei diritti umani è ritornato sulla repressione sanguinaria della manifestazioni anticomuniste svolte in Romania nel 1989: nel caso Ecaterina Mirea ha accertato l’ineffettività delle indagini penali che avrebbero dovuto far luce su quegli episodi, mentre nel caso Ples ha riscontrato l’iniquità della pronuncia penale con la quale il giudice rumeno, condannati penalmente gli ufficiali responsabili, li aveva condannati civilmente a risarcire le vittime per i soli danni patrimoniali, e non anche di quelli non patrimoniali.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
R.B. c. Ungheria64602/121

R.B. e' una cittadina ungherese di entina Rom vittima di offese e minacce razziste. Nel marzo 2011, il quartiere Rom di Gyongyospata e' stato teatro di una manifestazione politica di destra, a cui presero parte anche organizzazioni paramilitari. In uno dei giorni della manifestazione accadde che la sig.ra R.B., mentre si trovava in giardino coi suoi figli, venne aggredita verbalmente da quattro uomini, di cui uno armato di un'ascia, che minacciarono di morte lei ed i suoi vicini. Successivamente sia la sig.ra R.B. sia il rappresentante locale della comunita' Rom sporsero denunce contro ignoti. Nel corso delle indagini preliminari vennero sentiti diversi testimoni e la stessa sig.ra R.B. riusci' ad indentificare uno degli aggressori: cio' nonostante le denunce vennero archiviate perche', a detta degli inquirenti, non era stato confermato dai testimoni che la ricorrente fosse stata vittima di insulti e minacce.


Oggi la sig.ra R.B. lamenta di essere stata vittima di insulti e minacce a sfondo razziale e l'ineffettivita' delle indagini svolte dagli investigatori ucraini, invocando l'articolo 3 della Convenzione; denuncia inoltre che le autorita' ucraine non hanno adottato le misure necessarie a prevenire episodi di razzismo durante la manifestazione politica svoltasi nel marzo 2011.

Articolo 3


Articolo 8


Articolo 14

Resto irricevibile (articolo 35-3 - manifestamente infondato)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)

Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Equa soddisfazione)
Dungveckis c. Lituania32106/083

Vaidas Dungveckis e' un cittadino lituano condannato in sede penale per l'evasione dell'imposta I.V.A.: egli aveva acquistato con altri una ingente carico di pesce, senza pagare l'I.V.A., e lo aveva poi venduto con aggravio dell'imposta, trattenendosi circa 75.000 euro. Egli fu condannato in primo grado per frode e falsificazione di documenti, nel 2006 fu assolto dalla Corte d'Appello per il solo reato di frode e condannato per quello di falsificazione di documenti per una pena di 2 anni di reclusione. Mentre scontatava la prima pena, il capo assolutorio fu impugato e nel 2008 il sig. Dungveckis fu condannato per il reato di frode ad un anno e nove mesi di reclusione. Il sig. Dungveckis allora chiese di scontare dalla pena per falsificazione quella gia' scontata, in regime di pena alternativa, per la falsificazione di documenti, ma la sua richiesta fu rigettata.


Oggi il sig. Dungveckis lamenta davanti alla Corte europea di essere stato punito due volte per la stessa medesima condotta.

Articolo 4 Prot. 7Nessuna violazione dell'articolo 4 del Protocollo n° 7 - Diritto di non essere giudicato o punito due volte - {generale} (articolo 4 del Protocollo n° 7 - Diritto di non essere giudicato o punito due volte)
Ecaterina Mirea e altri c. Romania43626/13 e altri 69 ricorsi3

I ricorrenti sono 70 cittadini rumeni feriti o parenti delle vittime uccise dal fuoco degli agenti durante una manifestazione contro il regime comunista avvenuta nel 1989 a Timisoara. Un anno dopo, a seguito della caduta del regime comunista, la procura militare avviarono le indagini contro gli agenti che parteciparono agli scontri della suddetta manifestazione. Ma con due decisioni del 2010 e del 2011 i P.M. militari dichiararono la loro incompentenza riconoscendo quella della procura generale presso la Corte di cassazione; con l'entrata in vigore del nuovo c.p.p. rumeno, la competenza ritorno' ai P.M. militari che, nel 2015, archiviarono le denunce alcune per sopravvenuta estinzione dei reati, altre per amnistia dei reati, altri infine perche' infondate.


Gia' nel caso Associazione "21 Dicembre 1989"€ e altri c. Romania del 24 Maggio 2011 la Corte europea ha accertato, per le medesime vicende riferite ad altri ricorrente, le violazioni dell'art. 2 (diritto alla vita) e 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare).


Oggi i 70 ricorrenti accusano la Romani di aver svolto indagini ineffettve sulle violenze e gli omicidi perpetrati dagli agenti di polizia intervenuti alla manifestazione del 1989 a Timisoara, l'eccessiva durata dei relativi procedimenti penali e infine l'assenza di un rimedio interno effettivo per denunciare la violazione dei loro diritti.

Articolo 2


Articolo 6


Articolo 13

Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Dumitru Gheorghe c. Romania33883/063

Dumitru Gheorghe e' un fotografo professionista che nel 1984 realizzo' diversi scatti della localita' di Calarasi, per la pubblicazione di un album fotografico. L'album allora non venne pubblicato e le foto vennero trattenute dal responsabile del progetto. Nel 2004, il sig. Gheorghe scopri' che cinque anni prima era stato pubblicato quell'album, con all'interno le sue fotografie. Egli denuncio' penalmente il responsabile dell'album per violazione del diritto d'autore, costituendosi nel procedimento come parte civile per ottenere un risarcimento. Nel corso del procedimento penale una perizia accerto' che le fotografie dell'album erano efefttivamente quelle del ricorrente, ma infine il procedimento fu archiviato perche' la denuncia penale era stata sporta oltre i 5 anni dal verificarsi del reato: nulla fu detto dalla Corte di Appello di Bucarest, ultimo giudice a dichiarare l'archiviazione, sulle domande civili.


Oggi il sig. Gheorghe assume sia stato violato il suo diritto di accesso ad un tribunale, nella misura in cui la sua domanda civile non e' stata nemmeno esaminata dal giudice penale.

Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - processo civile; Articolo 6-1 - l'accesso al tribunale)
M.C. e A.C. c. Romania12060/122

M.C. e A.C. sono due cittadini rumeni che il 3 giugno 2006 furono aggrediti, ingiuriati e pestati con calci e pugni nella metropolitana da sei uomini e una donna: avevano partecipato poco prima ad una manifestazione per i diritti degli omosessuali; non indossavano alcun segno distintivo - come era stato consigliato dagli stessi organizzatori della manifestazione - e pertanto ritennero di essere stati seguiti dagli aggressori fin dalla conclusione della manifestazione. Entrambe le vittime sporsero denuncia: produssero alcune foto scattate da una vittima e da un altro passeggero della metro e un testimone confero' che uno degli aggressori era un ultra; gli investigatori svolsero dei controlli a compione tra i tifosi e durante alcune partite, ma infine le denunce vennero archiviate perche' non identificati i responsabili e, successivamente, per sopravvenuta prescrizione.


M.C. e A.C. lamentato oggi davanti alla Corte europea che le indagini svolte sulla loro aggressione, chiaramente dettata da motivid i discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale, non sono state effettive e, piu' in generale, che la Romani non possiede un sistema normativo adeguato a prevenire e reprimere violenza di quel tipo.

Articolo 3


Articolo 8


Articolo 14


Articolo 1 Prot. 12

Violazione dell'articolo 14 + 3 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 3 - Proibizione della tortura; effettivo accertamento; obblighi positivi)

Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Ples c. Romania37213/063

Il padre di Costel Adrian Ples, odierno ricorrente, fu ferito durante una manifestazione contro il regime comunista svoltasi a Cluj

Napoca nel 1989: allora fu colpito dal fuoco degli agenti intervenuti sul posto, venne sottoposto ad intervento chirurgico e ne usci' con un'invalidita' permanente che gli impediva qualsiasi attivita' lavorativa. Contro gli ufficiali che autorizzarono il fuoco sui manifestanti furono avviati procedimenti penali nei quali le vittime - come il padre di Costel Adrian Ples - si costituirono parti civili. I procedimenti si conclusero con la condanna degli ufficiali, sia sul piano penale che sul piano civile: tuttavia furono riconosciuti al sig. Ples - che era subentrato nel processo al posto del padre, frattanto deceduto - i soli danni patrimoniali e non quelli non patrimoniali, pur richiesti.


Oggi il sig. Ples lamenta l'iniquita' del procedimento penale nel quale suo padre si era costituito parte civile perche' la richiesta di risarcimento dei danni non patrimoniale non fu nemmeno esaminata dal giudice penale.

Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 12 aprile 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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