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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/01/2016

Corte Europea dei diritti dell'uomo 12 (Corte EDU)Quest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso 6 casi, accertando in tutti almeno una violazione dei diritti della Convenzione europea: la Russia, per ben 4 casi, l’Ucraina e la Romania sono state dichiarate responsabili di violazione internazionali e adesso dovranno compensare le vittime dei danni subiti. La Russia è stata giudicata per i fatti di piazza Bolotnaya del 6 maggio 2012; allora una manifestazione pacifica che denunciava brogli elettorali e chiedeva il rispetto dei diritti umani si concluse con la carica della polizia e moltissimi arresti. Per i giudici di Strasburgo, la Russia è responsabile della cattiva gestione della manifestazione – non avendo minimamente comunicato coi leader della protesta – e di aver arrestato e condannato il ricorrente, manifestante vittima della carica, solo al fine di reprimere i suoi diritti politici.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Suveges c. Ungheria50255/122

Peter Suveges e' un cittadino ungherese condannato all'ergastolo per omicidio aggravato, rapina a mano armata, possesso di esplosivi ed altri reati. Dal 2005, anno del suo arresto, al 2014, data della sua condanna all'ergastolo in un processo ancora pendente, egli ha alternato periodi di custodia cautelare, per evitare la sua fuga o la reiterazione dei reati di cui era accusato, a periodi di reclusione, per scontare le varie pene a cui veniva condannato. Durante gli arresti domiciliari, gli e' stato concesso diverse volte di incontrare i familiari, ma solo con misure una tantum: diversamente, gli sono state rifiutate le richieste di calendarizzare incontri periodi coi genitori, malati, e di frequentare la Messa domenicale. Inoltre, tra il 7 ed il 18 gennaio 2013 egli e' stato sottoposto a detenzione domiciliare presso un campeggio, poiche' il proprietario dell'appartamento in cui viveva non poteva più ospitarlo.


Oggi il Sig. Suveges accusa l'Ungheria di aver violato i suoi diritti perche' lo ha alloggiato in un campeggio, in pieno inverno, durante gli arresti domiciliari, per l'eccessiva durata della sua detenzione cautelare (oltre 6 anni) nonche' dei procedimenti penali a cui e' stato sottoposto (oltre 10 anni), per avergli negato ingiustamente i permessi per incontrare periodicamente i genitori e di frequentare la Messa.

Articolo 3


Articolo 5


Articolo 8


Articolo 9

Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-3 - Durata della custodia cautelare)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-4 - Garanzie procedurali della riesame)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 9 - Liberta' di pensiero coscienza e di religione (articolo 9-1 - manifestare le convinzioni religiose e personali)

Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - Danno non patrimoniale)
Catalin Eugen Micu c. Romania55104/132

Catalin Eugen Micu e' un cittadino rumeno condannato a 10 anni di reclusione. Egli lamenta che, durante il soggiorno nella prigione di Bucharest-Jilava, e' stato recluso con altri 27 detenuti in una cella di meno di 34 mq e con un solo bagno dotato di due gabinetti, due lavandini e due docce; non vi erano nemmeno sedie e tavoli sufficienti per consumare i pasti. Inoltre, egli avrebbe contratto in prigione l'epatite C. I medici della prigione gli consigliarono di non fumare e di sottoporsi ad una particolare dieta alimentare, che gli venne somministrata in carcere. Successivamente, il Sig. Micu si rifiutò di sottoporsi a nuovi controlli e infine venne ricoverato per complicazioni (angina e epatopatia).


Oggi il Sig. Micu denuncia di essere stato maltratto come conseguenza del sovraffollamento carcerario subito nella prigione di Bucharest-Jilava, di aver contratto l'epatite C in carcere e di non aver ricevuto cure mediche adeguate alla sua malattia.

Articolo 3Eccezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 34 - Vittima)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante;
Obblighi positivi) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - obblighi positivi) (aspetto sostanziale)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - Danno non patrimoniale)
Frumkin c. Russia74568/121

Yevgeniy Frumkin e' un manifestante russo detenuto per tre giorni e condannato a 15 giorni di detenzione per aver ostruito il traffico e disatteso l'ordine di disperdersi, al termine di una menifestazione svoltasi a Mosca il 6 maggio 2012 contro i risultati, truccati per i manifestanti, delle ultime elezioni parlamentari e presidenziali in Russia. Egli ritiene di essere stato arrestato, detenuto e condannato ingistuamente e denuncia alla Corte europea la violazione di diversi articoli della Convenzione europea (liberta' di riunione ed associazione, liberta' e sicurezza, equo processo, diveto di maltrattamenti, diritto ad un rimedio interno effettivo, limite alla restrizione dei diritti).


Secondo il Sig. Frumkin, la manifestazione era stata gestita dalle forze pubbliche in modo tale da provocare violenze ed era stata anticipatamente terminata senza alcuna ragione: in particolare, era stato impedito ai manifestanti di raggiungere la piazza Bolotnaya, nonostante tale meta fosse stata concordata con le forze di polizia due giorni prima, e quando i manifestanti avevano realizzato un sit-in di protesta contro il cordone fra loro e la piazza, allora la polizia avrebbe dichiarato chiusa la manifestazione, comunicandolo ad una sola organizzatrice che da sola non aveva potuto avvertire tutti i manifestanti, e poi caricato la folla. In quel frangente, il Sig. Frumkin sarebbe stato arrestato dai agenti in carica, mentre non poteva allontanarsi a causa del disordine generale, e senza alcun preventivo avvertimento dagli agenti.

Articolo 3


Articolo 5


Articolo 6


Articolo 11


Articolo 18

Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 11 - Liberta' di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Liberta' di riunione pacifica)
Violazione dell'articolo 11 - Liberta' di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Liberta' di riunione pacifica)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - danno non patrimoniale)
Kleyn c. Russia44925/063

Aleksandr Kleyn e' un cittadino russo condannato per omicidio nel 2001 a 23 anni di reclusione. La sua prima condanna del 2001 e' stata poi annullata nell'agosto del 2005 perche' emessa da un collegio giudicante composto da un giudice togato e due onorari e ridotta a 22 anni e tre mesi nel settembre dello stesso anno.


Oggi il Sig. Kleyn denuncia l'illegittimita' della reclusione a cui e' stato sottoposto in ragione della condanna del 2001, poi annullata, e della detenzione cautelare applicatagli dopo l'annullamento di tale condanna e prima della nuova condanna del 2005. Egli avrebbe scontato oltre 4 anni di detenzione illegittima senza alcuna possibilita' di ottenere un indennizzo da ingiusta detenzione.

Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione, articolo 5-1-a - Foro competente)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione, articolo 5-1-c - ragionevole sospetto)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-5 - Indennizzo)
Manerov c. Russia49848/103

Aleksandr Manerov e' un ex comandante militare condannato a 4 anni di reclusione per fronde ed abuso d'ufficio. Detenuto dal 2009 in pendenza del processo penale, si opporra' per ben due volte all'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere: una prima volta, la sua istanza e' archiviata perche' il processo penale principale non si era ancora concluso; una seconda volta, la sua istanza e' rigettata dopo più di un mese dalla sua promozione.


Il Sig. Manerov accusa la Russia di non aver assicurato per ben due volte, in sede di riesame della custodia cautelare in carcere che gli e' stata applicata, il suo diritto alla liberta'. La Corte europea ha riconosciuto entrambi la fondatezza di entrambi i profili di violazione e condannato la Russia a pagargli 5.000,00 per danno non patrimoniale.

Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-4 - Controllo della legalita' della detenzione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-4 - Speditezza del riesame)
Minikayev c. Russia630/083

Almaz Minikayev e' un cittadino russo condannato a 11 anni di reclusione per due rapine, una del 2004 e una del 2005. Egli denuncia di essere stato sottoposto a violenze da parte degli investigatori, sia al momento del suo arresto sia presso la stazione di polizia: un medico, il giorno dopo il suo arresto, refertò sulla sua persona contusioni, abrasioni e emorragie compatibili col racconto delle violenze. In ragione di quelle violenze e delle pressioni svolte su di lui, egli avrebbe confessato la rapina del 2005 e sarebbe stato condannato. Vane sono state tutte le sue ripetute denunce delle violenza subite: ogni denuncia e' stata sempre archiviata.


Oggi la Corte europea ha accertato che il sig. Minikayev ha subito maltrattamenti ad opera degli agenti di polizia e che su tale episodio non si sono svolte indagini effettive; non ha accolto invece le denunce del ricorrente relative all'ingiustizia della custodia cautelare a cui sarebbe stato sottoposto durante il processo penale ed all'iniquita' della sua condanna penale, perche' fondata su una confessione asseritamente estortagli.

Articolo 3


Articolo 5


Articolo 6


Articolo 13

Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante;
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 5 gennaio 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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